Il gioco dell’angelo – Ruiz Zafón Carlos

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Ruiz Zafón Carlos
Il gioco dell’angelo

Mondadori,  Milano, 2009
pag. 466, 13 euro

zafronTerzo libro dello scrittore spagnolo con sullo sfondo Barcellona. Dopo L’ombra del vento e il deludente Il principe della nebbia – che in ScriCal non ha trovato posto – Il gioco dell’angelo si pone al secondo posto nella mia scala personale dei libri di questo autore.

Third book, read by ScriCal, of the Spanish writer Ruiz Zafón Carlos author also of The Shadow of the Wind. Also this The Angel’s Game develops in a dark Barcelona where David Martín starts his writer carrier by writing sensationalist novels under a pseudonym. A French mysterious editor wants him to write book unlike anything that has ever existed. When at the end David accepts he will discover that behind the book there is much more. Also in The Angel’s Game the library called the Cimitery of forgotten books.

C’è tutta la tensione e le difficoltà che incontra chi vuole fare lo scrittore.  In questo caso David Martín che in una cupa Barcellona cresce in un ambiente familiare quasi inesistente. A un ancora giovane David, l’abbrivio della carriera di scrittore arriva quando pubblica un racconto per lo scalcinato quotidiano nel quale lavora. Notato una casa editrice firma un contratto capestro per pubblicare dei romanzi che diventano un caso letterario di successo. Ma David è scontento, vuole scrivere dei grandi libri e non romanzi d’appendice, tra l’altro, sotto pseudonimo. Il giovane si trascina in una Barcellona inquietante con l’unico conforto del vecchio amico libraio – lo stesso che gli prestava i libri sottobanco e che dabambino David leggeva di nascosto dal padre – fino al giorno che una notizia sconvolgente gli offre un’ottica tutta diversa. Ed è proprio allora che un misterioso editore francese si fa avanti. Con la pazienza di chi è determinato a raggiungere il proprio obiettivo, l’editore lascia che David sprofondi sempre più nel baratro che in gran parte si è auto-costruito, finché esausto non accetterà di scrivere la grande opera che l’editore ha in mente. Qui, dove il libro sembra finire, comincia invece la vera storia che si snoda tra strade buie e inquietanti di un Barcellona piovosa e triste che con difficoltà si fa posto nelle nostre teste abituate ad immagini della città più calde e vivaci. Anche in Il gioco dell’angelo ritorna il cimitero dei libri dimenticati, un’enorme biblioteca vivente che si muove e trasforma seguendo le paure e le disillusioni di chi l’attraversa.