Dublino le nostre gite fuori porta
Nel nostro soggiorno a Dublino di una settimana abbiamo fatto tre gite fuori dalla città a: Howth, Kilkenny e Bray. Le prime due erano previste, mentre la terza l’abbiamo aggiunta all’ultimo minuto. Vi abbiamo dedicato il secondo, quinto e sesto giorno della nostra permanenza.
Se vuoi scoprire la città vai a questa pagina: Dublino e dintorni: sei giorni tra storia, letteratura e natura
Se invece ti servono delle informazioni su come organizzare il tuo viaggio vai a questa pagina: Dublino e dintorni: come abbiamo organizzato la nostra visita
Secondo giorno: Howth tra foche e scogliere
Giornata dedicata a Howth, il promontorio a nord-est della baia di Dublino che abbiamo raggiunto in circa mezz’ora con la DART. Il tragitto era coperto dalla nostra Leap Visitor Card.
Il porto di Howth è il cuore pulsante del borgo: un susseguirsi di pescherecci e imbarcazioni da diporto, ristoranti specializzati in pesce fresco e un’atmosfera vivace che invita a passeggiare lungo le banchine. Qui vivono stabilmente anche un gruppo di foche, che vengono a cercare cibo vicino ai pescherecci ormeggiati.

Il Castello di Howth domina il promontorio con la sua imponente architettura anglo-normanna, attualmente è abitato e non visitabile.
St. Mary’s Abbey, fondata nel 1042 rimangono oggi solo dei resti che sono ben visibili passeggiando per il borgo.
Poco al largo della costa si trova Ireland’s Eye, una piccola isola rocciosa che custodisce le rovine di un antico monastero paleocristiano e una caratteristica Torre Martello. È raggiungibile in battello dal porto di Howth con una traversata di circa 40 minuti.
Howth Cliff Walk: camminata sulla scogliera
Ma a Howth si viene essenzialmente per fare uno dei percorsi del Howth Cliff Walk,uno dei sentieri costieri più spettacolari d’Irlanda: un anello panoramico che corre lungo le scogliere della penisola di Howth con viste sul Mare d’Irlanda, sul faro di Baily Lighthouse.
Esistono quattro percorsi che partono quasi tutti dal porto o dalla stazione ferroviaria: Green (6 km), Red (8 km), Blu (5km) e Purple (12 km) per fare il giro completo dell’isola.
Il più gettonato è il percorso Green che permette di camminare lungo la scogliera con il mare a strapiombo su un lato e la macchia di ginestre e erica sull’altro. Il percorso alterna tratti pianeggianti a brevi salite, con vista sull’isola di Ireland’s Eye e sul faro Baily Lighthouse che però non è visitabile.

Foto Dublino-Howth_sentiero-faro-cal-scrical
La camminata è molto bella e il panorama stupendo soprattutto in una giornata di sole come abbiamo trovato noi. Il sentiero è sempre molto largo anche nei punti che potrebbero essere considerati un po’ esposti, ma in realtà non lo si avverte proprio grazie alla larghezza del sentiero e all’abbondanza di vegetazione.

Noi abbiamo ovviamente iniziato il sentiero Green e a un bivio abbiamo girato verso l’interno dell’isola per intercettare quello rosso che, dalla cartina, tagliava per alcuni prati per poi scendere al punto di arrivo. Di fatto ci siamo persi e ci siamo fatti una gran camminata nel villaggio che è stata piacevole ma tutta sull’asfalto.

Dopo quasi 10 km e tre ore di cammino ci siamo concessi un buon pranzo a base di pesce sul West Pier (Molo ovest) proprio di fronte alla zona in cui si possono vedere le foche. Dopo pranzo abbiamo fatto un camminata anche sul Est Pier (Molo est) fino al faro per poi, alle 17 circa, riprendere il treno DART verso Dublino.

Quinto giorno: verso la città medioevale di Kilkenny
Dedichiamo la giornata alla città medioevale di Kilkenny a circa un’ora e mezza di treno da Dublino. È domenica e dalla tarda mattina in poi la città si riempie di turisti e gruppi di ragazzi in vacanza studio.
Nella città medievale per prima cosa ci dirigiamo verso il Castello di Kilkenny. La struttura normanna, edificata originariamente nel 1195 e più volte rimaneggiata fino all’aspetto vittoriano attuale, si estende su prati ampi solcati da vialetti alberati, con il fiume Nore che scorre sul lato opposto rispetto all’ingresso principale. Noi ci siamo limitati a passeggiare nei giardini.

Abbiamo proseguito verso Black Abbey, Abbazia Nera, il cui nome deriva dal mantello nero indossato dai domenicani (“frati neri”) sopra il loro abito bianco.
L’ex convento domenicano fondato nel 1225, riconoscibile per la grande vetrata a rosone sulla facciata occidentale e per l’impianto a croce latina tipico degli ordini mendicanti. L’edificio, danneggiato e in parte riutilizzato come tribunale dopo la soppressione degli ordini religiosi in epoca elisabettiana, è stato restituito al culto cattolico solo nell’Ottocento. Vicino all’altare si trova una statua in alabastro del XV secolo della Santissima Trinità, trovata nascosta in un muro.

Da qui raggiungiamo St Canice’s Cathedral, la cattedrale anglicana costruita nel XIII secolo in stile gotico primitivo, con la caratteristica pietra calcarea nera locale che scurisce ulteriormente con l’umidità. Accanto alla cattedrale si erge la Round Tower, una torre circolare alta trenta metri, databile al IX secolo e quindi più antica della cattedrale stessa: le torri di questo tipo, diffuse nei siti monastici irlandesi altomedievali, servivano come campanili e come rifugio in caso di incursioni.
Si tratta di una delle due sole torri rotonde in Irlanda in cui è possibile salire. E ovviamente non perdiamo l’occasione. La struttura si assottiglia da 4,5 a 3,3 metri di diametro e la salita si fa su una serie di scale praticamente verticali per un totale di 121 gradini.

Giunti alla sommità si apre la vista sulla città medievale di Kilkenny con i suoi tetti in ardesia e il tracciato irregolare delle strade. Un consiglio: la salita è su scale in legno molto ripide e soprattutto nella parte finale il passaggio si fa stretto, per cui sarebbe meglio evitare di avere borse o zaini al seguito.

Ritorniamo verso il centro seguendo la Medieval Mile, l’asse stradale che collega la cattedrale al castello e che conserva l’impianto viario originario della città medievale, con edifici in pietra e legno risalenti in alcuni casi al Trecento. Lungo il percorso attraversiamo Butterslip Lane, un vicolo coperto e stretto tra due file di case, il cui nome deriva dal mercato del burro che vi si teneva un tempo: il selciato è consumato al centro dal passaggio secolare, e la luce filtra solo dalle due estremità. Bisogna dire che l’affollamento un po’ selvaggio delle insegne dei negozi e dei locali toglie molto alla “medievalità” della strada.
Lungo la strada passiamo accanto al Kyteler’s Inn un pub storico di Kilkenny e una delle più antiche locande d’Irlanda. La proprietaria, Alice Kyteler, quattro volte vedova, nel 1324 fu accusata di stregoneria e condannata al rogo. La donna riuscì a scampare a quella morte atroce lasciando però bruciare nelle fiamme la sua domestica.

L’ultima tappa della giornata è Rothe House, una residenza di mercanti Tudor costruita tra il 1594 e il 1610, organizzata in tre corpi di fabbrica separati da cortili interni, secondo uno schema tipico delle case commerciali irlandesi del periodo: il primo edificio affacciato sulla strada per il commercio e la rappresentanza, quelli successivi per la vita domestica, collegati da passaggi coperti. La struttura lignea a vista sulle facciate interne e le finestre a piombo sono sopravvissute quasi intatte.
Sesto giorno: Gita al mare a Bray
Per il nostro ultimo giorno in città abbiamo scelto di spostarci a Bray (Bré in gaelico), in pratica il lungo mare di Dublino. Era una giornata calda che ha toccato la prima volta i 25° quindi ci è sembrata ideale per una meta costiera. Il treno DART segue per gran parte la costa incrociando altre località marine e per un momento abbiamo avuto la tentazione di fermarci prima. Per fortuna però abbiamo raggiunto la nostra destinazione finale e ne è valsa la pena. Diciamo subito che non siamo saliti sul Bray Head, il promontorio che chiude la baia a sud, con un sentiero che sale tra la vegetazione bassa fino a un grande crocifisso posto in cima, visibile da tutta la città. Anch’esso prometteva stupendi scorci sul mare d’Irlanda ma in questa occasione siamo stati attratti di più dalla passeggiata sul lungo mare di 1,5 km con le sue file di case vittoriane variopinte affacciate sulla spiaggia di ciottoli.

A Bray oltre ai “soliti due” James Joyce e a Oscar Wilde hanno abitato anche Sinéad O’Connor e Bono. La casa della cantante irlandese, scomparsa nel 2023, si trova a Montebello sulla Strand Road è una delle case vittoriane che con vista sul mare. Ora ha dei nuovi proprietari che inizieranno dei lavori di ristrutturazione e non è dato sapere se il fronte della casa che vedete nelle nostre foto rimarrà così.

Dopo una rilassante seppur affaticata dal caldo passeggiata sul lungo mare siamo tornati a Dublino per un giro conclusivo che ha abbracciato tutta la città.

