Quando le persone fanno la differenza

Reporter, la trasmissione di inchiesta giornalistica su Rai 3, nella sua prima puntata autunnale ha presentato un servizio sull’ONU. Un enorme carrozzone che costa milioni di dollari all’anno.

Il servizio è partito con lo scandalo Oil for food, il programma che prevedeva lo scambio del petrolio dell’Iraq di Saddam con cibo e medicinali per gli iraqueni sotto embargo. Un programma che in realtà ha arricchito Saddam e i funzionari dell’ONU. E’ poi proseguito evidenziando le decine di risoluzioni sulla questione israelo-palestinese.

Pezzi di carta dove si sprecano gli “assolutamente”, gli “deve smettere di” ad esempio sulla questione del muro che gli israeliani stanno costruendo e che passa sulle case dei palestinesi.

Quello che però mi ha colpito di più è stato il programma di aiuti alimentari, non mi ricordo più per quale paese africano, forse la Liberia. Nelle immagini i camion dell’ente per l’alimentazione dell’ONU che distribuiscono sacchi di cibo.
Una persona dice che quando mangia i fagioli sta male di stomaco. Perché gli chiede l’intervistatore,
“Bé – risponde quello – forse perché non ne ho mai mangiati in vita mia, qui noi usiamo le lenticchie.”
Stessa musica con la farina di mais ed altri alimenti. Per non stare male cercano di vendere i fagioli per comprare il riso che è la base della loro alimentazione.

Questo fatto mi ha colpito più delle risoluzioni disattese. Qui non si tratta di mettere d’accordo governi o popoli che si odiano da secoli. Qui si tratta solo di fare le cose per bene, con un po’ di testa. Qui si tratta solo di essere persone che svolgono con intelligenza, se non con passione, il proprio lavoro, quel lavoro per il quale sono pagate profumatamente.

Non ricordo in quale paese, appena la situazione si è fatta pericolosa i super pagati funzionari dell’ONU (da 5000 a 15000 $ al mese) sono spariti. E’ rimasto solo il personale di Medici senza frontiere che hanno uno stipendio di 1000 dollari al mese. Sono le persone a fare la differenza.

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