Quello che ti meriti – Anne Holt

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Anne Holt
Quello che ti meriti
Einaudi, Milano, 2009
pag. 422, 12 euro

holt-meritiAncora un scrittore del nord Europa. Anne Holt è un avvocato norvegese tra i massimi scrittori di noir nel suo paese. L’esperienza tecnica diretta si fa sentire nel libro e nello svolgimento della trama. In Quello che ti meriti la penna dell’autrice rimane sempre sospesa nella descrizione dei personaggi come se non volesse mai violarne la vera intimità. Così si ha l’impressione, leggendo il libro, di non riuscire mai a cogliere i sentimenti veri che si agitano nell’investigatore Stubø e nella criminologa Vik.

Still a Scandinavian author. Anne Holt is a Norwegian lawyer and crime novel writer. The story of What Is Mine starts with the abduction of the nine-year-old Emilie. She will be only the first, of several kidnappings and homicides. Holt’s writing seem to stay on the surface of the characters, like if the author wouldn’t to violate the soul of them. On the background there is the story of Aksel Seier, a man imprisoned in the 1950s for a young girl’s murder and inexplicably released from prison eight years later. I had the feeling that the end of the book, where all the pieces find their place, is a bit too easy, too fast. It gave me the impression that the author didn’t really think carefully on how to end the book.
This isn’t a crime story which ties you to the pages, it isn’t a classical “noir”, but it can stimulate your curiosity. I was ready to lay it down in each moment. But line after line, page after page I reached the end.

Una serie di rapimenti di bambini, il ritrovamento dei corpi di alcuni dei piccoli, il reiterati tentativi di Stubø di coinvolgere Vik nell’inchiesta e il continuo sottrarsi di lei, che pure ha una bimba della stessa età di quelli rapiti.
Intorno ai due personaggi principali ruotano il marito e la figlia di Vik, la moglie e la figlia di Stubø morte un’anno prima in un incidente domestico. La storia dei rapimenti di svolge parallela a quella di Aksel Seier, condannato nel 1950 per l’assassinio di una ragazza e poi rilasciato senza spiegazioni dieci anni dopo, sulla quale Vik indaga.
Il finale è forse un po’ troppo “facile” nel meccanismo in cui tutti i pezzi vengono incastrati.
Non è un libro che ti inchioda alle pagine, non è un giallo classico ma è un libro che mi ha incuriosito, che potevo lasciare a metà in ogni momento ma che poi comunque, immancabilmente riprendevo in mano. Nella scrittura della Holt qualcosa costantemente sfugge e si spera di coglierlo, nella riga successiva, nel paragrafo successivo, nella pagina successiva. E così, quasi senza accorgersene si arriva alla fine.

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