La giuria deve morire – Carol O’ Connel

giuria

Carol O’ Connell
La giuria deve morire
Edizione Piemme Bestseller, Casale Monferrato, 2007
pag, 328, 10.50 euro

Copertina del libroLa prima cosa che colpisce è la scrittura. Essenziale, pulita, diretta. In un certo senso fotografica. Non si pensi che l’assenza di fronzoli tolga spazio all’immaginazione, anzi. Jo Apollo psichiatra con una evidente deformazione fisica, Riker l’ex poliziotto, Zachary uno spregiudicato conduttore radiofonico, il detective Mallory (il personaggio creato dalla O’Connel) sono introdotti con descrizioni forti che li caratterizzano  in modo netto ma che vengono via via aggiornate con dettagli sempre più intimi come se da una foto panoramica per zoom successivi l’autrice fotografasse direttamente le loro anime.

The Jury Must Die For me it was her first book. And I liked it. This is a story about the NYPD detective Kathy Mallory. I like the way it is written (well, I read the Italian version) and the way she introduces her characters, taking them in the novel piece by piece. All of them are a mixture of pain and hope with a suffered view of life. The story is about a killer who kills one by one the twelve people that were part of a jury.

La storia riguarda la giuria che assolse Zachary da un’accusa di omicidio. Una giuria che contro ogni previsione emette un verdetto unanime di non colpevolezza. E uno dopo l’altro cominciano a morire. Noi, come lettori, arriviamo quando ormai la giuria è stata quasi decimata, pochi i superstiti ai quali tutti i fan della trasmissione di Zachary danno la caccia, in un macabro quiz radiofonico che premia chi riesce a scoprire dove si nascondono i giurati superstiti. Le vite e i sentimenti sempre difficili, sempre tirati per i capelli dei protagonisti si intrecciano alle indagini e agli avvenimenti. E fra tutti gli artigli sempre pronti di Mugs il gatto di Jo Apollo, simbolo della difficoltà di vivere quando il corpo e lo spirito sono stretti nelle spire del dolore.

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