Valle dello Stubai (Stubaital), Tirolo austriaco

Prima di iniziare le vostre escursioni vi consigliamo di andare al centro informazioni del luogo in cui soggiornate, vi troverete diversi opuscoli e cartine. Noi abbiamo trovato utile la guida Qui si cammina (esiste in diverse lingue) che descrive i diversi percorsi e propone le cartine per singola escursione quindi con un dettaglio maggiore rispetto alla mappa generale di Tutto questo è vostro.

In questa pagina trovate invece le gite “fuori porta”, tra cui la vicina Innsbruck, che abbiamo fatto durante la nostra permanenza.

Il sentiero Sunnenseit’n Weg con il ponte sospeso e la piattaforma panoramica

Per la nostra prima uscita nella valle dello Stubai come nostra abitudine abbiamo scelto una meta senza grandi dislivelli. Il Sunnenseit’n Weg, ovvero il sentiero rivolto al sole è stato aperto nel 2024 dopo il completamento del ponte sospeso (Hängebrücke). Per noi che soggiornavamo a Fulpmes il punto di partenza più comodo è stata la stazione intermedia Froneben (1.362 m) nello Schlick 2000.

Orgogliosi della nostra Stubai Card abbiamo quindi preso la prima delle molte cabinovie dalle quali ci faremo gratuitamente trasportare nelle due settimane della nostra permanenza nello Stubai con l’indispensabile Stubai Super Card.

Usciti dalla stazione di Froneben basta seguire le indicazioni per Hängebrücke per inoltrarsi in un largo sentiero, quasi una mulattiera, che si inoltra nel bosco.

Dal punto di vista escursionistico non c’è nulla da dire, si prosegue tranquilli anche perché questo tratto fa parte del Sentiero delle case sugli alberi degli gnomi pensato per i più piccoli e infatti dopo un po’ incontriamo una delle case, quella della musica, in cui si possono suonare campane tibetane, sonagli e altri piccoli strumenti presenti all’interno.

Hängebrücke, ponte sospeso e piattaforma panoramica Neustiftblick

Quando il bosco finisce si taglia a mezzo costa un prato per poi rientrare nel bosco e raggiungere in circa 2 ore il ponte tibetano preceduto dalla piattaforma panoramica “Neustiftblick”.

Qui siamo esattamente di fronte all’Elfer da dove partono i parapendii (foto parapendii)

La vista dalla piattaforma panoramica si estende su tutta la valle dello Stubai fino al Ghiacciaio dello Stubai. Insomma con un’unico sguardo potrete ammirare tutte i luoghi delle vostre prossime escursioni.

Il ponte sospeso è stato realizzato tra l’aprile 2023 e aprile 2024. La campata è lunga 108 metri e si estende a 50 metri sopra la foresta sottostante. E’ molto massiccio come ponte e quindi non dà l’idea che nel suo centro possa oscillare e invece… nessun problema, il ponte è solidamente ancorato a terra.

Da qui in un’altra ora si arriva a Neustift, lungo un percorso che non ha nulla da segnalare se non che l’ultima parte taglia dei prati in decisa discesa e qualche polpaccio ne può risentire.

Se si vuole prima di scendere a Neustift si può allungare fino al maso di Kartnall che allunga il percorso di circa mezz’ora.

Da Neustift, sempre con la Stubai card LINK abbiamo preso l’autobus 590 che ci ha riportati a Fulpmes.

Dati di sintesi dell’escursione

Grado di difficoltà: facile,
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco)
Dislivelli: ↑ 220 m; ↓ 580 m
Lunghezza: circa 8 km
Tempo di percorrenza: 3 ore circa
Tipologia: arrivati a Neustift si ritorna a Fulpmes in autobus
Partenza: stazione intermedia di Froneben / Schlick 2000 (1.362 m)

Il sentiero della acque selvagge (WildeWasserWeg) e cascata Grawa

Giornata condizionata dal maltempo come gran parte della nostra vacanza. Decidiamo di fare un altro percorso molto facile che incontra diverse malghe in modo da avere un luogo dove ripararci nel caso il cielo voglia farci più dispetti di quelli che ci presenterà all’inizio del sentiero.

Partiamo dal parcheggio del Nürnberger Hütte (6€ per l’intera giornata) se non trovate posto qui, 300 m.t. più avanti troverete il Parkplatz Ruetz Katarakt di fronte al quale c’è il vero e proprio ingresso del sentiero delle acque selvagge. Al parcheggio del Nürnberger Hütte c’è anche la fermata dell’autobus 590 che attraversa tutta la valle.

Bisogna dire che ci sono altri punti di partenza che riducono i tempi di cammino. Trovate tutto nella guida Qui si Cammina.

Le tre tappe del sentiero delle acque selvagge

Il sentiero delle acque selvagge è diviso in tre tappe che possono essere fatte singolarmente e che dalla valle raggiungono i piedi del ghiacciaio dello Stubai che dà vita a queste acque.

La prima tappa è senza dubbio la più facile si snoda lungo le rive del Ruetz, anch’esso alimentato dal ghiacciaio, fino alla Grawa Wasserfall, la cascata Grava.

La seconda tappa parte dalla cascata fino a Sulzenau Alm e poi Sulzenauhütte. Da qui si prosegue per la terza tappa verso il ghiacciaio.

Verso la cascata Grawa, Grawa Wasserfall

Lasciata l’auto al parcheggio ci inoltriamo nel sentiero dentro il bosco, che rimarrà sempre bello largo e incrocia diversi pascoli di capre e mucche. La prima cascata che incontriamo subito dopo la partenza è la Langetaler Wasserfall. Prima della Tschangelair Alm (Alm significa malga). Per un breve tratto dopo la malga si cammina a fianco della strada ma poi il sentiero punta decisamente all’interno.

Nonostante la facilità del sentiero non incontriamo molte persone, almeno nella prima parte. Abbiamo notato infatti che in genere i sentieri più facili possono farsi affollati intorno alle undici, mezzogiorno.

Per tutta la sua lunghezza il sentiero si snoda a fianco del Ruetz e il suono delle sue acque sarà una costante. La riva pietrosa è un luogo per moltissime pile di sassi o stone balancing. La prima cosa che incontriamo è il Grawa Observation una piattaforma posta proprio di fronte alla cascata e che permette di fare una sosta per osservare gli 85 metri di larghezza della cascata che ne fa la cascata più larga delle Alpi orientali.

A seconda della stagione l’acqua può essere solo un sottile striscia oppure distribuirsi in tutta la larghezza. Diciamo che in questo senso siamo stati fortunati perché le abbondanti piogge che hanno caratterizzato il nostro soggiorno ha fatto sì che ci fosse un bel volume d’acqua sulla cascata.

Sulla piattaforma di osservazione val la pena di sostare per godersi la cascata e respirarne le microparticelle che ripuliscono i polmoni.

I due punti di osservazione sulla cascata

Una volta giunti alla cascata ci siamo inerpicati nel bosco attraverso il sentiero che si trova alla sua destra e che porta alle 2 piattaforme di osservazione (Aussichtplatform). Qui il sentiero si inerpica deciso e molti tratti si superano con delle passerelle di legno che, in un giornata piovosa come quella che abbiamo incontrato noi, risultano molto scivolose e richiedono quindi una certa attenzione. Dato che avevamo già deciso di fare anche la seconda tappa del WildeWasserWeg ci siamo lasciati la seconda piattaforma per quella escursione.

Sosta a Grawa Alm

Per la sosta del pranzo ci siamo fermati a Grawa Alm. Anche in questo caso il fatto di essere andati a mangiare a mezzogiorno ci ha salvati dalla fila che si era creata quando ce ne siamo andati verso l’una e soprattutto ci ha permesso di scegliere un tavolo proprio di fronte alla cascata. Buonissima la Wiener Schnitzel di maiale con la Kartoffelsalat, che noi preferiamo alle patatine fritte. Qui abbiamo anche gustato il Warmer Apfelstrudel con la crema alla vaniglia anch’essa calda che per noi è stato spettacolare.

Ritorno per le Ruetz Katarakt

Dopo il lauto pasto abbiamo completato la prima tappa della WildeWasserWeg tornati seguendo il lato opposto a quello di arrivo, per poi ricongiungerci allo stesso sentiero dell’andata ma giunti Tschangelair Alm non abbiamo attraversato la strada ma abbiamo proseguito sul lato della malga per completare l’anello del Rundweg Ruetz Katarakt / Langetaler Wasserfall e attraversare le Ruetz Katarakt.

Quest’ultima è una gola con masse d’acqua fragorose sempre alimentate dal torrente Ruetz. Anche qui ci sono diverse piattaforme di osservazione sospese sulle acque che tumultuose scendono a valle. Siamo poi giunti al parcheggio di partenza.

Dati di sintesi dell’escursione

Grado di difficoltà: facile, un po’ di attenzione se si va ai punti di osservazione sopra la cascata Grawa soprattutto se piove.
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco)
Dislivelli: 200 m
Lunghezza: circa 10 km
Tempo di percorrenza: 3 ore circa (compreso il ritorno, 1,30 fino alla cascata)
Tipologia: piccoli anelli ma per lo più si ritorna per la stessa via
Partenza: Parcheggio Nürnberger Hütte (c’è anche la fermata dell’autobus)

Bergstation Koppeneck – Maria Waldrast

Questa più che un’escursione è una passeggiata. Dalla stazione a monte di Serlesbahnen (1.605 m) che si trova a Mieders si segue il sentiero forestale pianeggiante per circa 1 ora (2,9 km) fino al monastero di Maria Waldrast. Sul pannello di fronte alla stazione ci sono due sentieri con i quali si può raggiungere il monastero. Noi abbiamo seguito il sentiero di sinistra dando le spalle alla stazione perché avevamo visto sulla pianta che aveva due piattaforme panoramiche. Quello di destra è l’ultima parte del Miederer Kappelenweg, il sentiero che, partendo da Mieders, porta al monastero di Maria Waldrast e dove si trovano 15 cappelle del rosario probabilmente della seconda metà del XVII secolo. Il sentiero delle cappelle di Mieders fa anche parte della via del pellegrinaggio “Quo Vadis”, che parte dal duomo di Innsbruck e conduce, appunto, al santuario di Maria Waldrast.

Anche questa escursione è stata condizionata dal meteo. Avevamo provato anche il giorno prima ma non c’era stato nulla da fare, pioggia battente per tutto il giorno, e anche in questo caso si è dimostrata l’utilità della Stubai Super Card LINK, perché ci ha consentito di non pagare inutilmente il costo della cabinovia.

Santuario di Maria Waldrast

Il santuario, riconducibile al XVII secolo, è uno dei più antichi santuari mariani del Tirolo e, grazie alla sua altitudine di 1.641 metri, è anche conosciuto come uno dei luoghi di pellegrinaggio più alti d’Europa. Qui si trova il convento dell’ordine dei Serviti di Maria Waldrast.

Abbiamo trovato strano l’interno della chiesa dove domina il coro in stile gotico nero con intarsi in oro, risalente al XV secolo e con altari ed opere di Michael Waldmann il Giovane. Al centro del coro la statua della Madonna seduta, intenta a porgere una mela a Gesù Bambino che risale al 1420, anche se in seguito fu adeguata allo stile barocco. Sono databili all’incirca allo stesso periodo anche le tavole della Passione che si trovano sulle pareti. Qui abbiamo trovato anche una targa celebrativa della visita nel 1975 del patriarca di Venezia Albino Luciano che diventerà pochi anni dopo Papa Giovanni Paolo I con un pontificato di soli 33 giorni.

Si è trattato del nostro secondo santuario in quota dato che pochi mesi prima del nostro soggiorno nello Stubai avevamo visitato il Santuario Madonna della Corona incastonato nella roccia del Monte Baldo a 775 metri s.l.m.

Abbiamo pranzato al santuario scaldandoci con una zuppa di gulasch e un gulasch di manzo con canederli di pane.

Sommerrodelbahn: lo slittino estivo del Serlesbahn

Dopo pranzo, visto che il sentiero aveva poco da dire abbiamo preso il Serlerszug, il trenino che porta alla stazione a monte. In realtà è un trattore mascherato da trenino.Ma prima di scendere a valle avevamo ancora una cosa da fare.

Dalla stazione a monte del Serles parte la pista di slittino estivo (Sommerrodelbahn) una corsa adrenalitica a quasi 50km orari giù per i 600 metri di dislivello fino alla stazione a valle. Purtroppo quando siamo arrivati la pista era in via di chiusura a causa della pioggia. Abbiamo aspettato più di un’ora nel vicino ristorante sperando che riaprisse. Quando finalmente hanno riaperto; si è subito formata una gran coda e sebbene fossimo tra i primi, avevamo davanti delle persone che hanno rallentato la nostra discesa.

Dato che con la Stubai Super Card LINK A PAGINA DOVE SE NE PARLA è possibile fare una discesa gratuita alla settimana, quando è venuto il tempo di giocarci la nostra seconda carta, siamo andati all’apertura dell’impianto. Siamo scesi per primi, senza nessuno davanti a rallentarci ed è stata davvero un’esperienza di puro divertimento.

Elferhütte, Sonnenweg, Panoramaweg e l’orologio solare

Altra giornata uggiosa con una programma pomeridiano di forti piogge. Decidiamo quindi di sfruttare la grigia mattina con una breve escursione sull’Elfer la montagna che si trova sopra a Neustifit. Qui si trova anche l’orologio solare più grande delle Alpi. Il programma è di arrivare fino all’Elferhütte e da lì decidere cosa fare.

La partenza è quindi dal parcheggio della cabinovia Elferlift di Neustift per salire ai 1800 m della stazione a monte. Da qui sotto una leggera pioggerella e la costante minaccia delle nubi prendiamo il sentiero a destra sul lato del ristorante che in circa 45 minuti ci fa arrivare all’Elferhütte a 2080 m. Il sentiero si sviluppa a serpentina e non presenta alcuna difficoltà, per gran parte si rimane dentro al bosco per uscire solo in prossimità del rifugio.

Da qui la vista sulla valle la possiamo solo immaginare perché nel frattempo la nebbia si è impossessata di quello che potremmo vedere.

Il rifugio è anche punto di partenza di alcune scalate delle cime circostanti oppure si può scendere fino ad Autenalm (1665 m). A noi non andava di doverci fare poi tutta la discesa a piedi fino a Neustift. Quindi dal rifugio abbiamo visto un’indicazione verso il Panoramaweg e ci siamo inoltrati lungo il sentiero che taglia la costa.

Il sentiero è molto bello e offre (se non ci sono le nubi che abbiamo incontrato noi) una stupenda vista sul Pinnisalm e le cime che lo sovrastano.

A un certo punto ci siamo trovati a un bivio in cui da una parte indicava il rifugio Karalm mentre dall’altra Sonnenweg. Abbiamo scelto di prendere questa diramazione per avere un po’ di sole almeno nel nome del sentiero. Il sentiero scende verso la stazione a monte sulle pendici orientali dell’Elfer sempre tagliando la costa e offrendo dei panorami stupendi sulle cime circostanti. Lungo il percorso si trovano diverse bacheche informative inerenti alla misura del tempo. Stupenda la vista sul massiccio oltre la valle. Lungo il sentiero che taglia i prati si vede sempre l’Elferhütte in alto sulla sinistra, si raggiunge poi l’orologio e infine il punto di partenza dei parapendii.

Orologio solare visitabile

A pochi passi dalla stazione a monte dell’Elferbahn potete scoprire un struttura circolare, si tratta dell’orologio solare visitabile più grande delle Alpi. Realizzato in occasione del 50° anniversario degli impianti di risalita dell’Elfer, l’orologio è composto da fascioni in larice che si intersecano e ha un diametro di ben 8 metri. L’ombra proiettata da un’asta indica, su una fascia metallica, l’ora e la data.

Belli i cannocchiali panoramici Viscope che indicano il nome delle cime man mano che le si inquadrano.


Dati di sintesi dell’escursione

Grado di difficoltà: facile
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco, mentre i sentieri cha tagliano la costa per noi non sono esposti)
Dislivelli: ↑ 409 m; ↓ 416 m
Lunghezza: circa 4 km
Tempo di percorrenza: 2 ore circa
Tipologia: anello
Partenza: stazione a monte Elferbahn, Neustift

Dalla cascata Grawa a Sulzenau Alm

La seconda tappa del WildeWasserWeg porterebbe fino al rifugio Sulzenau Hütte (2196 m), ma la salita abbastanza ripida e scivolosa che parte a fianco della cascata Grawa ci ha un po’ provati (ragazzi, abbiamo un’età ormai) e abbiamo deciso di fermarci a Sulzenau Alm (1847 m). Ma proseguire verso il rifugio è di certo fattibile. Infatti, se fossimo saliti dal sentiero di ritorno, non avremmo problemi ad affrontare anche l’ultimo tratto verso il rifugio.

Abbiamo parcheggiato vicino a Grawa Alm, ma poco più avanti c’è un secondo parcheggio in cui si trova anche la fermata dell’autobus e da dove parte il sentiero che sale in modo più dolce rispetto a quello che abbiamo fatto noi: di cui però non eravamo a conoscenza e quindi abbiamo attaccato il sentiero che parte vicino alla piattaforma panoramica difronte alla cascata e che porta alle pedane 1 e 2.

Il sentiero si inerpica sempre in modo deciso e attrezzato con diversi pontili di legno per i 600 metri e passa di dislivello con diverse strette curve che fanno prendere rapidamente quota. Bisogna fare molta attenzione perché il bagnato la fa da padrona. Non sappiamo se in condizioni meteo migliori di quelle che abbiamo trovato noi ci sia più asciutto, ma immaginiamo che, comunque, nei pressi della cascata, sia sempre scivoloso.

Alla fine dell’escursione siamo stati contenti di salire da questa parte perché in discesa c’è più rischio di scivolare sul legno dei pontili e sulle rocce bagnati. A un certo punto infatti abbiamo trovato delle staffe di ferro incastrate fra le rocce del sentiero e immaginiamo che servano ad appoggiare i piedi nella discesa. Il tratto dentro il bosco si alternano a spazi aperti in cui in giornate più limpide, si può ammirare anche il ghiacciaio dello Stubai. Dopo circa un’ora siamo arrivati a un bivio, dove abbiamo scoperto la seconda via per salire a Sulzenau Alm che dà come unica indicazione Bushaltestelle. Noi abbiamo proseguito a destra verso la malga.

Dopo ancora un pezzo in salita, con il sentiero ben disseminato di roccette ma più aperto e asciutto un cancello introduce alla valle circondata da tre cascate e dove si trova la malga di Sulzenau Alm (1847 m) , aperta solo nel fine settimana.

E’ da qui che si origina la cascata Grawa e la valle circondata dalle Alpi come in un anfiteatro è punteggiata da torrenti che si intersecano e che sono alimentati dalle tre cascate fra le quali la più grande è la Sulzenaufall.

A destra della cascata si vede il sentiero che a zig zag procede verso lo Sulzenau Hütte (in circa un’ora) visibile sopra le vostre teste e che dall’alto domina la valle.

Come detto noi abbiamo proseguito fino ai piedi della cascata e abbiamo trascorso lì un po’ di tempo godendo dello sciabordio dell’acqua.

Per il ritorno, una volta giunti al bivio siamo scesi in direzione di Bushaltestelle. Da questa parte il sentiero sale e scende più dolcemente e i tratti in discesa sono alternati ad altri in falso piano che aiutano i polpacci. In poco più di un’ora si arriva al parcheggio che dista circa 500 m da Grawa Alm.

Grado di difficoltà: facile, ma attenzione alle rocce e alle passerelle scivolose
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco, mentre i sentieri cha tagliano la costa per noi non sono esposti)
Dislivelli: ↑ 336 m;
Lunghezza: circa 6,2 km (l’anello)
Tempo di percorrenza: 2,5 ore circa
Tipologia: anello
Partenza: Grawa Alm o parcheggio Sulzenauhütte 500 m più avanti dopo la malga

Sennjochhütte e Stubaiblick

Ennesima giornata grigia, ma ormai siamo agli sgoccioli della nostra vacanza e nonostante dal nostro appartamento le montagne dello Schlick 2000 siano immerse in una spessa coltre di nubi decidiamo di salire lo stesso. Si sa, in montagna il brutto tempo lo si deve mettere in conto, ma a noi oltre a camminare piace godere del paesaggio, quindi fare fatica per trovarci immersi nella nebbia (che tra le altre cose abbiamo gratis a casa nostra) non ci stimola la partenza.

Ma come detto oramai la nostra vacanza era agli sgoccioli e le previsioni meteo non lasciavano presagire nulla di buono neppure per i nostri ultimi giorni di permanenza nella valle dello Stubai.

Zaino in spalla ci siamo diretti verso la stazione di partenza dello Schlick 2000 a Fulpmes.

Kreuzjochbahn si compone di due tronconi il primo arriva alla Mittelstation Froneben (1350 m) dove non serve scendere per proseguire lungo il secondo troncone che porta alla Bergstation Kreuzjoch (2100).

Una volta scesi prendiamo il sentiero numero 2 e poi 3 verso lo Sennjochhütte. È a circa una mezz’ora di camminata dall’arrivo della funivia. Il sentiero inizia con leggera salita fra i sostegni che evitano le valanghe e poi prosegue con una salita un po’ più decisa senza però particolari strappi.

Arrivati al rifugio Sennjochhütte questo è il panorama che siamo riusciti a vedere.

In queste condizioni non ci siamo neppure accorti che relativamente a poca distanza si poteva raggiungere la croce sul Kreuzjoch (la vedremo solo una volta tornati alla funivia quando il cielo si era un po’ aperto e da dove, comunque, parte il sentiero n.1 per raggiungere la croce).

Come se non bastasse è iniziata anche una leggera pioggerella che ci ha scoraggiati nel proseguire verso Hoher Burgstall (2611 m) o almeno fino a Starkenburger Hütte.

Per non tornare dallo stesso abbiamo preso la mulattiera verso la malga Schlickeralm che a un certo punto incrocia il sentiero naturalistico n. 4 Naturlehrweg.

La mulattiera è in costante pendenza e naturalmente la pioggia ha deciso che era ora di dare prova di sé. Al primo bivio che si incontra abbiamo girato a destra per tornare alla Bergstation Kreuzjoch.

Piattaforma Stubaiblick

Una volta giunti alla funivia abbiamo seguito le indicazioni per la piattaforma panoramica Stubaiblick (2.160 m) che si raggiunge in circa 15 minuti lungo un sentiero panoramico adatto a tutti e che offre delle panchine realizzate da artisti locali. Sulla carta le tre sporgenze della piattaforma offrono in ordine una vista:

  • verso Schlicker Mandl’n sulle cime del Kalkkögel
  • verso il König Serles
  • Seilen-Geistern e Innsbruck

Noi invece abbiamo lottato con le nubi per riuscire a strappare qualche foto che non fosse per forza grigia.

Grado di difficoltà: facile
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco, mentre i sentieri cha tagliano la costa per noi non sono esposti)
Dislivelli: ↑ 284 m; ↓ 288 m
Lunghezza: circa 4 km (l’anello compresa la Stubaiblick)
Tempo di percorrenza: 1,5 ore circa
Tipologia: anello
Partenza: Stazione Bergstation Kreuzjoch dello Schlick 2000

Stubaier Gletscher e Top of Tyrol, sospesi nel vuoto a 3210 metri

Oggi si prefigura un’altra giornata in cui combatteremo con le nubi. La nostra meta è il ghiacciaio dello Stubai: lo Stubaier Gletscher. Qui si trova il Top of Tyrol che la rivista GEO ha dichiarato essere una delle 10 piattaforme panoramiche più belle al mondo.

Il ghiacciaio è anche un comprensorio sciistico con quasi 70 km di pista da sci e 26 impianti di risalita. In estate sono attivi solo 2 impianti: il primo è l’Eisgratbahn (la prima cabinovia trifune al mondo realizzata su due rami continui), che è composta da due tratti con una stazione intermedia (Fernau). Dalla stazione a monte dell’impianto (2.291 m) parte il secondo impianto, lo Schaufeljochbahn, che permette di raggiungere (a 3.210 m ) la piattaforma panoramica Top of Tyrol, e a poca distanza la cappella Schaufeljoch. Propone inoltre diversi sentieri escursionistici.

La partenza della funivia Eisgratbahn è a circa mezz’ora d’auto dalla valle dello Stubai e rientra nell’area di Neustift.

Le cabine del primo tratto sono davvero immense. Disegnate da Pininfarina, ogni cabina trasportare fino a 32 persone a una velocità di 25 km/h per un totale di circa 3000 passeggeri all’ora. Per passare dai 1750 metri della stazione di partenza ai 3150 di quella a monte ci si impiega una ventina di minuti, per dare anche modo al nostro organismo di adattarsi all’altezza.

La nostra salita avviene per buona parte in mezzo alla nebbia e quando scendiamo alla stazione a monte, il panorama non cambia.

Proprio difronte al ristorante ci sono un mammut gigante e un gatto delle nevi realizzato in legno, si tratta delle attrazioni del Parco avventure ad alta quota all’Eisgrat; a testimonianza dell’attenzione costante della valle dello Stubai per i più piccoli.

Il mammut è alto sei metri e all’interno ci sono dei tavoli da gioco, per uscire i bambini possono usare la proboscide-scivolo.

Purtroppo però la grotta scavata nel ghiaccio è stata chiusa in modo definitivo. Peccato perché le foto promettevano uno scenario spettacolare.

Top of Tyrol: la piattaforma sospesa nel vuoto

Scesi dalla funivia affrontiamo la scaletta che porta alla piattaforma. A dire il vero i tremiladuecento metri si sentono nel fiato. Comunque sia, la piattaforma offre uno spettacolo unico su 109 cime di tremila metri fra cui le Alpi dello Stubai, le Dolomiti e il Gruppo Ortles-Cevedale. Almeno è ciò che promette, perché per noi tutte le montagne circostanti sono immerse nella nebbia. In ogni caso anche così restare sospesi per nove metri oltre la roccia è un’esperienza, anche se le 20 tonnellate di acciaio della piattaforma danno una solida sicurezza.

Per fortuna abbiamo deciso di pranzare al ristorante accanto alla funivia, durante il nostro pranzo le nubi si sono aperte abbiamo finito in fretta e furia il nostro Tiroler Gröstl e siamo andati nuovamente sulla piattaforma dove abbiamo goduto di un panorama sensibilmente migliore anche se per poco tempo prima che le nubi si richiudessero sulle vette.

Cappella Schaufeljoch

Sulla sinistra della stazione a monte della funivia, direttamente sulla cresta dello Schaufeljoch si trova la cappella omonima di 9 mq a oltre 3.000 metri d’altitudine.

La cappella si raggiunge attraverso un semplice sentiero delimitato da funi, è un luogo di raccoglimento che offre un panorama stupendo sulle montagne circostanti. All’interno è presente un libro dei ricordi, dove i visitatori possono lasciare una dedica.

Valle Pinnistal – Roccia fratta (Pinnistal Gespaltener Stein)

Torniamo per la nostra ultima escursione sull’Elfer. La nostra meta sono è la roccia fratta nella valle del Pinnistal.

Prendiamo il sentiero all’esterno della stazione a monte delle funivie dell’Elfer, che passa vicino all’orologio astronomico, e ci immergiamo in un bel sentiero nel bosco sempre largo anche nel tratto in cui taglia a mezza costa un prato. La vista sulla valle e sulle cime dell’Elfer e del Serles circostanti è magnifica. Riempiamo i polmoni di questa aria buona come se ne potessimo fare scorta per il nostro ritorno in città. Dopo un’ora di cammino arriviamo alla malga Pinnisalm e da lì in cinque minuti si raggiunge la roccia fratta, ovvero il Naturschauplatz Gespaltener Stein, o Sito Naturale “Roccia Spaccata”.

Il Gespaltener Stein è una testimonianza dei potenti eventi geologici che si sono verificati nella valle Pinnistal migliaia di anni fa nel cosiddetto “mesozoico del Brennero”. La roccia è composta da dolomite, la stessa che costituisce tutte le catene dolomitiche della valle dello Stubai. Si ritiene che la pietra si sia frantumata all’impatto dopo essere precipitata lungo il fianco della montagna.

Nel 2018, è stata eretta una figura di pietra alta 3,5 metri in una posizione che simula il tentativo di sostenere le due metà separate.

Inizialmente pensavamo di tornare per lo stesso sentiero nel bosco per evitare la mulattiera. Invece una volta arrivati alla roccia abbiamo deciso di completare l’anello. Nulla da dire su questo ampio sentiero che per un tratto si inoltra nel bosco. Si passa per la malga Issenangeralm si costeggia un torrente e si incontrano delle belle sculture. Dopo circa un’altra ora arriviamo a Neder e idealmente concludiamo questo nostro viaggio proprio davanti a dove è iniziato. Di fronte a noi il ponte sospeso sulla Sunnenseit’n Weg, che è stata la nostra prima escursione.

Per quanto riguarda l’escursione invece manca ancora 1,5 km per arrivare alla parcheggio da cui siamo partiti.

Lasciamo così la valle dello Stubai che è stata una piacevole scoperta per la varietà di attività e sentieri che offre. Ricordiamo che con la Stubai Super Card (LINK A DOVE NE PARLO) tutte le funivie della valle sono gratuite. Infatti nel pomeriggio di questo nostro ultimo giorno di permanenza nella valle siamo risaliti ai 2100 metri dello Kreuzjoch per dare un ultimo sguardo a questa stupenda valle.

Grado di difficoltà: facile
Esposizione: nessuna (per esposizione intendiamo sentieri a picco, mentre i sentieri cha tagliano la costa per noi non sono esposti)
Dislivelli: ↓ 950 m
Lunghezza: circa 11 km (compreso 1,5 km per tornare al parcheggio della funivia Elferbahn)
Tempo di percorrenza: 3 ore circa
Tipologia: anello
Partenza: stazione a monte Elferbahn, Neustift

Le foto delle escursioni

Ed ecco qui di seguito altre foto delle nostr escursioni

Sunnenseit’n Weg

Sentiero della acque selvagge (WildeWasserWeg) e cascata Grawa

Bergstation Koppeneck – Maria Waldrast

Elferhütte, Sonnenweg, Panoramaweg e l’orologio solare

Dalla cascata Grawa a Sulzenau Alm

Sennjochhütte e Stubaiblick

Stubaier Gletscher e Top of Tyrol

Valle Pinnistal – Roccia fratta

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