Capodanno a Trieste: cosa vedere

capodanno a Trieste

Il capodanno a Trieste può essere una buona alternativa per chi vuole scegliere una meta non troppo affollata senza però rinunciare alla festa di piazza e allo spettacolo pirotecnico.

Da sempre terra di confine Trieste dimostra la sua particolarità fin dal modo in cui si deve ordinare un caffè espresso che, a Trieste si chiama Nero.

Quest’anno dunque abbiamo aggiunto un nuovo tassello alla nostra lista delle città in cui abbiamo trascorso il capodanno.

Casa sapere prima di partire

Se vuoi passare il capodanno a Trieste devi sapere che, pur non essendo una meta tra le più affollate, la città è piccola e quindi per avere più scelta è preferibile prenotare con anticipo la struttura in cui vuoi soggiornare.

Meglio prediligere le strutture del centro perché la città si gira facilmente a piedi. Per le mete fuori città c’è il servizio di autobus che le collega al centro.

L’unico problema di questa zona di Trieste è dove parcheggiare l’auto.

Capodanno a Trieste: parcheggiare in centro

In centro e vicino al centro ci sono diversi parcheggi nei quali è possibile lasciare l’auto per un’intera giornata per un costo che varia dai 15 ai 25 euro al giorno.

Parcheggiare a Trieste gratuitamente è un’impresa ma non è impossibile. Avvicinandoci alla città abbiamo iniziato ad analizzare le strade vicino al nostro albergo con la vista satellitare di Google maps. Abbiamo così potuto vedere che in via Coroneo, difronte al supermercato Aldi, vi era una zona di sosta. L’intenzione era di parcheggiare lì, fare il check-in all’Hotel e poi portare l’auto al parcheggio a pagamento.

Siamo arrivati in zona proprio nel momento in cui un’auto stava lasciando un posto libero. Sistemata l’auto abbiamo scoperto con piacere che la sosta non aveva limiti. Ebbene, è rimasta lì per tutto il tempo del nostro soggiorno, poco più di due giorni.

Trieste: terra di confine

Trieste è situata nell’estremo nord-est d’Italia, lungo la costa adriatica. E’ una città ricca di storia e cultura ed è piena di luoghi da scoprire oltre i punti turistici più conosciuti.

Da sempre considerata terra di confine, per secoli qui si sono incontrate culture e popolazioni diverse: europea, mediterranea a ovest, quella asburgica a nord e quella slava a est. Di questo crogiolo di culture Trieste conserva traccia nelle sue vie mentre i palazzi testimoniano il fascino di una città multietnica e multiculturale.

Dove abbiamo dormito a Trieste

Bisogna dire che nel nostro caso abbiamo prenotato molto tardi dato che Trieste non era la nostra prima meta. Abbiamo scelto quindi ciò che era disponibile e dobbiamo dire che non ci è andata affatto male. Abbiamo soggiornato al Forvm boutique Hotel situato a Borgo Teresiano in centro città e a pochi passi da Piazza della Borsa e Canal Grande.

Abbiamo apprezzato la cortesia del personale, gli arredi in quello che noi definiremmo uno stile post industriale, con l’integrazione della pietra e del metallo che a noi, tra le altre cose, piace molto.

L’offerta del drink di benvenuto e del caffè prima della partenza ci ha piacevolmente sorpreso, così come essere ospitati in un albergo che in pratica si trova in un condominio dove ci sono normali appartamenti privati. Nulla da eccepire sulla pulizia della stanza. Non abbiamo scelto la colazione che viene offerta a 15€ a persona, pensando che potevamo spendere la stessa cifra per fare colazione in due, sì, … ma non a Trieste.

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Il nostro arrivo all'hotel

A caccia di scrittori e caffè

Trascorre il capodanno a Trieste significa trovare alcuni spazi chiusi per la stagione invernale come la Lanterna, il vecchio faro di Trieste e l’acquario chiuso per lavori di ristrutturazione.

Occorre poi informarsi su cosa è aperto il pomeriggio del 31 e il 1 gennaio.

Un buon modo per visitare la città è andare a caccia delle quattro statue di bronzo dedicate ad altrettanti scrittori del ‘900 e dei caffè che furono frequentati da molti di loro.

4 statue raccontano il legame della città con gli scrittori del ‘900

La città di Trieste è da sempre un crocevia d’idee e Musa ispiratrice di grandi scrittori. La città ha voluto ricordarne il passaggio dedicando ad alcuni di loro statue bronzee dislocate in diversi punti della città.

E’ così che attraversando il Ponte rosso sul Canal Grande troviamo la statua dedicata a James Joyce (1882-1941) che qui si trasferì per lavoro.

Italo Svevo (1861-1928), l’unico triestino di nascita, è ricordato con una statua che si trova in piazza Attilio Hortis, nei pressi del giardino pubblico. A unire Joyce e Svevo è anche la collaborazione con le pagine de Il Piccolo, il quotidiano locale.

Lungo via Dante Alighieri si trova invece la statua dedicata a Umberto Saba (1883-1957) che qui gestì anche una libreria.

Su una panca in piazza della Borsa Gabriele D’Annunzio (1863-1938) legge un libro. Il poeta aveva sorvolato la città nel 1915, tre anni prima di compiere l’altrettanto celebre volo su Vienna.

Ma sono molte le targhe sui palazzi della città che ricordano il passaggio di personaggi della cultura come ad esempio Giosuè Carducci e del poeta tedesco Rainer Maria Rilke.

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Le statue di bronzo con quattro scrittori e... un intruso.

I caffè storici di Trieste

Una tappa nei caffè storici di Trieste non può di certo mancare. Anche questi sono stati luoghi di incontro di intellettuali e letterati, tra cui ovviamente Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce.

Entrare in alcuni di questi caffè è come fare un salto nel tempo per giungere direttamente ai primi del novecento.

Così, ad esempio è per l’Antico Caffè San Marco. Rimasto invariato dal 1914 anno della sua apertura, conserva gli arredi che si ispirano alla Secessione Viennese con mobili in mogano scuro, tavolini in marmo e ghisa, grandi specchi e ampie vetrate che affacciano sulla strada. Nel caffè è inoltre presente una libreria.

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Lo storico caffè San Marco

C’è poi la più antica caffetteria di Trieste Caffè Tommaseo aperto nel 1830, forse quello più famoso è il Caffè degli Specchi che si affaccia su piazza Unità d’Italia, ricordiamo poi il Caffè Stella Polare anch’esso frequentato da scrittori e il Caffè Urbanis, che negli anni è stato rammodernato ma che nei mosaici conserva ancora l’anno di apertura il 1832. In questo caffè abbiamo scoperto una saletta appartata davvero bizzarra e dove ci siamo gustati uno spritz.

Per la nostra ultima colazione abbiamo scelto la pasticceria La Bomboniera in via XXX Ottobre e a pochi passi dal nostro Hotel. Fondata nel 1836, è un locale in stile liberty con gli arredi originali del tempo e davvero minuscolo dato che all’interno ci sono solo due tavoli. L’abbiamo scelto perché era aperto anche il mattino del 1° gennaio (che nel nostro caso cadeva di domenica).

Cosa mangiare a Trieste

Anche nella cucina Trieste dimostra la sua natura multietnica e il legame con la mitteleuropa. Alcune delle specialità gastronomiche che si possono gustare sono:

– la jota è una zuppa a base di patate, cavolo e pancetta. Viene solitamente accompagnata con del pane tostato e condita con formaggio grattugiato e cipolle.

-il gulasch triestino è una versione locale dell’omonimo piatto austriaco, e si prepara con carne di manzo, patate, cipolle, carote e spezie.

-il frico è un piatto tradizionale a base di patate e formaggio Montasio. Si può mangiare sia come piatto principale che come snack.

– il gubana è un dolce tradizionale triestino a base di pasta sfoglia, uvetta, noci, zucchero e miele.

– i cevapcici sono un piatto originario dei Balcani, molto popolare a Trieste. Si tratta di salsicce di carne mista (maiale e manzo) servite con pane e insalata.

A Trieste i locali tipici si chiamano “buffet” non vi sarà difficile trovarli. Ma nel nostro capodanno a Trieste a noi è andata male perché, non siamo mai riusciti a prenotare un tavolo e spesso i locali avevano lunghe file all’ingresso. Per cui per questa volta niente cucina triestina, ma non mancheremo di rifarci in qualche altra occasione.

Cosa vedere se si fa il capodanno a Trieste

Piazza Unità d’Italia: è la piazza principale di Trieste e centro nevralgico della città. E’ considerata una delle piazze più belle d’Europa. Qui è possibile trovare molti caffè storici, negozi e ristoranti dove poter gustare la cucina locale.

Di fronte alla piazza c’è il lungomare di Trieste, chiamato da tutti le Rive. E’ anche la zona di partenza delle grandi navi da crociera. Potete passeggiare sul Molo audace, che però il 31 viene chiuso abbastanza presto per consentire la preparazione dello spettacolo pirotecnico di mezzanotte.

Cattedrale di San Giusto: situata sulla collina di San Giusto, offre una vista panoramica della città e del mare. La cattedrale è dedicata a San Giusto, patrono della città, ed è una bellissima esempio di architettura romanica ed gotica.

Teatro Romano: situato nella parte bassa della città, è uno dei pochi esempi di architettura romana che ancora esiste a Trieste. Il teatro può ospitare fino a 6.000 spettatori e offre spesso spettacoli dal vivo.

Il Canale Grande: situato a pochi minuti a piedi dal centro di Trieste, questo canale offre un’alternativa per vedere la città, navigando tra le case e i vicoli del canale.

Molti sono i musei in città, tra questi il Museo Revoltella è situato nel centro di Trieste ed è dedicato alla cultura e all’arte della città. Viene ospitato in un palazzo liberty ed esibisce una grande collezione di arte moderna e contemporanea. C’è poi il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa, si trova al piano terra del Palazzo delle Poste attenzione che chiude alle 13 e diversi musei letterari.

La zona della Città Vecchia è ricca di vicoli e strette strade che portano fino al Colle di San giusto.

Insomma, Trieste è una città che si fa piacevolmente camminare e se proprio foste affaticati, c’è sempre un antico caffè ad accoglievi.

I fuochi d’artificio di capodanno a Trieste

Dopo la pausa causata dalla pandemia anche a Trieste è tornato lo spettacolo in piazza (Unità d’Italia) e i fuochi d’artificio. Bisogna dire che lo spettacolo pirotecnico che si riflette sul mare ha sempre un fascino particolare.

Allestito sul Molo Audace, per vederlo basta posizionarsi su un punto qualunque lungo le Rive. Se non amate il chiasso della musica di piazza potete starvene tranquillamente defilati verso il Canal grande.

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Sempre suggestivi i fuochi sul mare

Cosa vedere fuori dal centro

Risiera di San Sabba

Facilmente raggiungibile con l’autobus, la Risiera di San Sabba è un ex stabilimento industriale che fu utilizzato dai nazisti come campo di prigionia e che fu dotato di un forno crematorio, l’unico esistente su suolo italiano. Era uno dei pochi campi situati in Europa occidentale. La Risiera fu utilizzata per deportare, torturare e uccidere ebrei, oppositori politici e prigionieri di guerra.

Il Museo della Risiera di San Sabba è stato inaugurato nel 1995 per conservare la memoria delle vittime della Shoah e per promuovere l’educazione sui temi della deportazione, della resistenza e della tolleranza. Il museo presenta una vasta collezione di materiale storico, tra cui documenti, fotografie, testimonianze e oggetti personali delle vittime.

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Risiera di San Sabba, dove c'era il forno crematorio

Porto vecchio

Interessante se vi piace l’archeologia industriale. Anche questo è raggiungibile in autobus. In realtà anche a piedi ma la camminata lungo viale Miramare non è affatto gradevole e quindi vi consigliamo il bus. Rimasta per lungo tempo in stato di abbandono negli ultimi anni è iniziato il restauro di alcuni edifici in particolare la Centrale idrodinamica e sottostazione elettrica, che costituiscono il Polo museale del Porto di Trieste.
Purtroppo il 31 dicembre il museo chiude in anticipo rispetto al normale orario e quindi non siamo riusciti a vederlo.

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Il Porto Vecchio di Trieste

Castello di Miramare

Il Castello non solo era aperto il 1° gennaio ma, essendo la prima domenica del mese, la visita era gratuita. Noi l’abbiamo visitato fermandoci sulla via del ritorno, quindi dopo aver lasciato Trieste. Per fortuna che, tutto sommato, siamo arrivati presto, circa alle 10, perché quando siamo usciti dopo un’ora e mezza, davanti all’ingresso si era formata una discreta coda.

Il castello nasce per volontà dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo e della sua consorte Carlotta del Belgio che decidono di far costruire una residenza privata nella periferia di Trieste. Scelgono come sede del castello il promontorio di Grignano dove, intorno al 1855, iniziano i lavori di costruzione dell’attuale Castello di Miramare che verrà circondato da un grande parco.

Il castello, in stile eclettico, è una commistione di architetture che prendono spunto dal periodo gotico, medievale e rinascimentale. Il risultato è una costruzione dal sapore mitteleuropeo e dai profumi mediterranei. Merita visitare il castello all’interno, perché conserva ancora l’arredamento originale d’epoca, e soprattutto merita una lunga passeggiata nei viali del parco, passando per il meraviglioso giardino all’italiana.

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Il castello Miramare

Tutte le foto del nostro capodanno a Trieste

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