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Da Col dei Rossi al Rifugio Castiglioni, lago di Fedaia (Vièl del Pan)   25 agosto 2003
con variante 'Alta via delle Creste' e Rifugio Porta Vescovo

Tempi Difficoltà Tot. dislivello salita Mezzi Costi
Foto
Cartina
2.50 ore Facile 100 mt. Cabinovia+Funivia+Bus 9.10 a

Il punto di vista di Scri

Partendo da Canazei il primo impianto è la cabinovia per Pecol, da dove si cambia con la funivia per Col dei Rossi (euro 7.50 a persona solo andata per entrambi gli impianti, in totale circa mezz'ora per arrivare a Col dei Rossi).   La funivia ha partenze scaglionate ogni 15'.   Arrivati al Col dei Rossi (2383 mt), lo spiazzo antistante offre un panorama notevole con il Sass Pordoi (Gruppo di Sella) sulla sinistra e la Marmolada sulla destra, sotto la quale è da subito visibile il traguardo della diga del lago di Fedaia (non per niente il rifugio vicino si chiama 'Belvedere' e le prime foto del rullino sicuramente partiranno da qui).
 Il sentiero è largo e taglia un costone erboso fino al rifugio Fredarola (2388 mt), a circa 5', dove si incrocia e si segue il sentiero Viel del Pan (segnavia 601). In circa 40' minuti (con passo tranquillo, dislivello minimo e le giuste pause per foto) si raggiunge il rifugio Viel del Pan (2432 mt), che noi abbiamo trovato chiuso per ristrutturazione.

Dal rifugio abbiamo deciso di prendere la 'variante alta' (non c'è alcuna segnalazione se non una traccia di sentiero nell'erba) arrivando, in salita, alla base di un gruppo di roccette e sul crinale dello spartiacque (Col de Pausa, 2415 mt) tra il passo del Pordoi che immette in alta val Badia e il Pian Trevisan, chiuso dalla diga del lago Fedaia.   Come tanti altri invasi anche lui ha notevolmente risentito della siccità di quest'anno.
Il panorama è stupefacente con il Gruppo di Sella di fronte (Piz Boè e Sass Pordoi sulla sinistra), l'Ossario del Pordoi ai suoi piedi e il ghiacciaio della Marmolada alle spalle.
Il sentiero prosegue 'letteralmente' sulla cresta dello spartiacque e, pur non presentando particolari difficoltà, gli strapiombi e alcuni passaggi 'delicati' non attrezzati richiedono comunque attenzione e potrebbero dare sensazioni di vertigini.   Il 601 è comunque sempre in vista, un centinaio di metri più in basso, e quasi sempre raggiungibile.
Lungo la 'variante alta' a circa 60' dal rifugio Viel del Pan si raggiunge il bivio che conduce al rifugio Porta Vescovo da una parte (a sinistra mantenendosi in quota) e scende al passo del Fedaia dall'altra, sempre visibile circa 400 metri più in basso.   Noi abbiamo optato per Porta Vescovo, che abbiamo raggiunto in circa 15' (quasi tutti di salita) dal bivio.
Se da una parte il panorama che si gode dal rifugio senz'altro merita la visita, dall'altra l'area del rifugio stessa è un orrore di cemento armato eretto a 2480 mt nel nome degli sport invernali di massa.   Come se non bastasse è costellato di cartelli con la scritta "NO-PICNIC": se volete consumare la vostra colazione al sacco, portata sulle spalle per tutto il tragitto, siete costretti a sedervi per terra lontano da ogni installazione del rifugio (anche se la grande costruzione non ha assolutamente nulla del rifugio alpino).
Qualche fotografia al Gruppo di Sella e poi si può prendere il sentiero di ritorno verso il rifugio Ettore Castiglioni, al passo del Fedaia, il nostro traguardo 500 metri sotto di noi lungo un canalone.   Circa 50' minuti di discesa ripida ma senza difficoltà e si arriva direttamente alla fermata del bus che fa servizio di navetta dal Fedaia a Canazei e oltre.   Per calcolare al meglio i tempi consigliamo di procurarvi in anticipo la tabella degli orari disponibile, tra l'altro, anche presso gli uffici informazioni dell'Azienda Turismo.   In circa 25' e con 1.60 euro a testa (il biglietto si acquista a bordo) si ritorna al punto di partenza, Canazei.


by Cal