Il punto di vista di Scri
Partendo da
Canazei il primo impianto è la cabinovia per Pecol, da dove si
cambia con la funivia per Col dei Rossi (euro 7.50 a persona solo
andata per entrambi gli impianti, in totale circa mezz'ora per arrivare
a Col dei Rossi). La funivia ha partenze scaglionate ogni 15'.
Arrivati al Col dei Rossi (2383 mt), lo spiazzo antistante offre
un panorama notevole con il Sass Pordoi
(Gruppo di Sella) sulla sinistra e la Marmolada
sulla destra, sotto la quale è da subito visibile il traguardo
della diga del lago di Fedaia
(non per niente il rifugio vicino si
chiama 'Belvedere' e le prime foto del rullino sicuramente partiranno
da qui).
Il sentiero è largo e taglia un costone erboso fino
al
rifugio Fredarola (2388 mt), a circa 5', dove si incrocia e si segue il
sentiero Viel del Pan (segnavia 601). In circa 40' minuti (con passo
tranquillo, dislivello minimo e le giuste pause per foto) si raggiunge
il rifugio Viel del Pan (2432
mt), che noi abbiamo trovato chiuso per
ristrutturazione.
Dal rifugio abbiamo deciso di prendere la 'variante alta' (non
c'è alcuna segnalazione se non una traccia di sentiero
nell'erba) arrivando, in salita, alla base di un gruppo di roccette e
sul crinale dello spartiacque (Col de Pausa, 2415 mt) tra il passo del
Pordoi che immette in alta val Badia e il Pian Trevisan, chiuso dalla
diga del lago Fedaia. Come tanti altri invasi anche lui ha
notevolmente risentito della siccità di quest'anno.
Il panorama è stupefacente con il Gruppo di Sella di fronte (Piz Boè e Sass Pordoi sulla
sinistra), l'Ossario del Pordoi
ai suoi piedi e il ghiacciaio della Marmolada
alle spalle.
Il sentiero prosegue 'letteralmente' sulla cresta dello spartiacque e,
pur non presentando particolari difficoltà, gli strapiombi e
alcuni passaggi 'delicati'
non attrezzati richiedono comunque attenzione e
potrebbero dare sensazioni di vertigini. Il 601 è
comunque sempre in vista, un centinaio di metri più in basso, e
quasi sempre raggiungibile.
Lungo la 'variante alta' a circa 60' dal rifugio Viel del Pan si
raggiunge il bivio che conduce al rifugio Porta Vescovo da una parte (a
sinistra mantenendosi in quota) e scende al passo del Fedaia
dall'altra, sempre visibile circa 400 metri più in basso.
Noi abbiamo optato per Porta Vescovo, che abbiamo raggiunto in circa
15' (quasi tutti di salita) dal bivio.
Se da una parte il panorama che si gode dal rifugio senz'altro merita
la visita, dall'altra l'area del rifugio stessa è un orrore di
cemento
armato eretto a 2480 mt nel nome degli sport invernali di massa.
Come se non bastasse è costellato di cartelli con la scritta
"NO-PICNIC": se volete consumare la vostra colazione al sacco, portata
sulle spalle per tutto il tragitto, siete costretti a sedervi per terra
lontano da ogni installazione del rifugio (anche se la grande
costruzione non
ha assolutamente nulla del rifugio alpino).
Qualche fotografia al Gruppo di
Sella e poi si può prendere il
sentiero di ritorno verso il rifugio Ettore Castiglioni, al passo del
Fedaia, il nostro traguardo 500 metri sotto di noi lungo un canalone.
Circa 50' minuti di discesa ripida ma senza difficoltà e
si arriva direttamente alla fermata del bus che fa servizio di navetta
dal Fedaia a Canazei e oltre. Per calcolare al meglio i tempi
consigliamo di procurarvi in anticipo la tabella degli orari
disponibile, tra l'altro, anche presso gli uffici informazioni
dell'Azienda Turismo. In circa 25' e con 1.60 euro a testa (il
biglietto si acquista a bordo) si ritorna al punto di partenza,
Canazei.
by Cal