| Tempi | Difficoltà | Tot. dislivello salita | Mezzi | Costi | Foto | Cartina |
| 2.30 ore | facile (con guida alpina) |
325 mt. | Cabinovia | 49 |
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Il punto di vista di Scri
Esperienza senza difficoltà (purchè con guida!), con
bellissimo panorama e visita alle trincee della Grande
Guerra. Circa 2 ore di traversata sul ghiaccio più
il tempo della visita.
Per questa
escursione la presenza di una guida alpina è obbligatoria, a
meno che non siate alpinisti esperti. Le guide alpine che noi
abbiamo contattato si trovano a Campitello, appena prima di Canazei
risalendo la Val di Fassa. Il servizio offerto comprende
l'attrezzatura (imbracatura, corde, moschettoni e, soprattutto,
ramponi) necessaria alla traversata, oltre l'indispensabile supporto da
parte della guida. Noi abbiamo pagato 42 euro a persona.
Sono assolutamente necessari gli scarponi da montagna con una buona
suola e potrebbero rivelarsi utili anche un paio di guanti, oltre ad un
po' di vestiario pesante (la guida ci ha detto più volte: "il
ghiacciaio può essere un forno o un freezer" ... e l'abbiamo
constatato di persona).
Ci siamo trovati alle 8.15 alla partenza della cabinovia (7 euro a/r)
presso il rifugio Seggiovia Marmolada, al lago di Fedaia (2074 mt).
In un quarto d'ora la cabina porta al rifugio Pian dei Fiacconi
(2625 mt) e durante il tragitto ci è capitato di vedere qualche
marmotta e una coppia di camosci.
Dal Pian dei Fiacconi ci si incammina verso il vicino rifugio Capanna
al Ghiacciaio (2700 mt) che si raggiunge in 5', da dove si raggiunge il limite del ghiaccio in
15' minuti. Si infilano i ramponi
(o vi infilano i ramponi!) e l'imbracatura, dopodiché, assicurati i moschettoni, si inizia
la traversata in cordata.
Se non si è abituati, i primi cinque minuti con i
ramponi ai piedi sono per lo meno curiosi, ma poi, imparata la
tecnica, si procede abbastanza spediti.
Il tragitto sul ghiaccio dura circa un'ora, tempo necessario all'arrivo
al rifugio Serauta (2950 mt), dove si trova il museo della Grande
Guerra e alcune trincee visitabili. Durante la traversata
abbiamo visto vecchi oggetti emersi dal ghiaccio, anche a causa del
forte scioglimento. Tra questi il più curioso è
stato un vecchio paio di sci con
occhiali, persi da chissà chi (e chissà come) diverse
decine di anni fa, a giudicare dal modello.
Altra cosa notevole (mostrata e spiegata dalla guida) sono i crepacci, con le modalità di
attraversamento in sicurezza ("qui si può ma qui no, vedete la
neve diversa?"). La traversata non presenta difficoltà (e
comunque si è sempre sotto l'occhio vigile della guida): non
è faticosa e non ci sono strapiombi.
Arrivati al rifugio Serauta (stazione di arrivo anche della funivia che
da Malga Ciapèla che porta in Marmolada) abbiamo visitato le trincee, museo all'aperto della
Grande Guerra. Quelle visitabili sono le postazioni italiane nella zona di
Punta Serauta, che si contrapponevano con le postazioni
austro-ungariche a Sasso delle Undici e Cima Dodici (praticamente di
fronte) e a quelle sulla Marmolada, dove gli Austrici avevano costruito
una vera e propria cittadella nel ghiaccio ("Città del
Ghiaccio", oggi scomparsa e della quale rimangono solo i resti di
alcune baracche in legno nella roccia).
Le trincee si visitano seguendo i passaggi lungo Cima Serauta, con un
po' di attenzione ma sempre con un cordino di sicurezza nei punti
più delicati. Oltre ai camminamenti esterni, si entra in
gallerie e punti di osservazione scavati nella roccia.
Nella stazione della funivia è anche possibile visitare un
piccolo museo dove sono raccolti reperti e foto di quel periodo (chiude
tra mezzogiorno e l'una). Sia le trincee che il museo sono
gratuiti.
Si ritorna per la stessa via dell'andata e dopo circa un'ora ci si
tolgono i ramponi per percorrere il tragitto sulle rocce levigate dal
ghiacciaio ritiratosi e dove si apprezza notevolmente il grip delle
suole degli scarponi sul calcare. A parte l'esperienza sul
ghiaccio (che da sola vale l'escursione) anche il panorama sul Gruppo
di Sella con il Piz Boè e sul
Sassolungo è notevole (a proposito, si nota la differenza di
colorazione tra la roccia del Sella, composta da dolomia, e quella
della Marmolada, calcarea).
by Cal