| La descrizione di Cal
Col dei Rossi. All'uscita della funivia avviene il mio primo contatto con il ghiacciaio della Marmolada. E' lì di fronte, oltre la valle. Non mi dà un'impressione di imponenza, sembra piuttosto un vecchio ricurvo su se stesso che appena riesce a dare l'idea dell'uomo giovane e vigoroso che è stato. Ma sospendo il mio giudizio per ora. Proseguiamo lungo la Viel del Pan, vabbé che è un'escursione per allenare le gambe, ma qui mi pare di camminare in centro. Il panorama è senza dubbio stupendo, intorno gruppi di pecore pascolano tranquille, man mano che proseguiamo perdiamo i gruppetti di persone che erano scese con noi al Col dei Rossi, gruppetti che scompaiono completamente quando dopo aver raggiunto il rifugio Vièl del pan ci inoltriamo per un sentiero secondario abbandonando quello principale e ci inerpichiamo su una cresta. Sembra quasi di essere su un filo sospeso nel vuoto, il sentiero è comunque sicuro, ma alla nostra destra si apre il dirupo con in fondo il passo Pordoi e il vicino Ossario alla destra il versante scende ripido verso Pian Trevisan. Come ti volti hai qualcosa da guardare, qualche dettaglio che non avevi visto prima. Non riesco a camminare guardarmi intorno, devo fare o l'una o l'altra cosa. Allora cammino guardando dove va il mio passo e quando mi fermo posso alzare lo sguardo e il paesaggio intorno a me è già cambiato. Bastano pochi passi o aggirare un costone che quello che avevi visto prima è scomparso per poi riapparire dopo altri dieci passi, dopo un altro costone. Come dice Cal, la salita verso Porta Vescovo e la discesa verso il rifugio alla diga di Fedaia (dove abbiamo incontrato un pecora morta precipitata dal costone giusto a ricordarci che in montagna non ci si può mai sentire troppo sicuri) non hanno molto da dire. Credevo che a fine agosto ci fosse meno gente in ferie e invece sembra che quei pochi rimasti siano tutti qui. E questi due luoghi sembrano come travolti dalla domanda di comodità del turista da aver perso la caratteristica del rifugio, quel luogo disperso tra le rocce e costoni e costruito lì non si sa come visto che non ci sono strade dove trasportare il materiale di costruzione. Il rifugio Castiglioni invece è proprio sull'arteria principale che collega i paesi della val di Fassa e prosegue lungo la parte Veneta. Mentre bevo la birra di fine escursione con la Marmolada sopra la mia testa mi piace pensare che abbiano costruito il rifugio prima della strada, prima ancora della diga, prima ancora che quella antica mulattiera diventasse un'arteria importante e poi un cordone di auto in fila. By Scri |