Capodanno ad Amsterdam

Pazzi per i botti, un lato svelato di Amsterdam

1. Introduzione
2. Bici: senza pietà
3. Sesso, droga e….
4. Rijksmuseum e van Gogh Musem
5. Anne Frankhuis
6. La cerchia dei canali: case storte, case in vista, case sull’acqua
7. Heineken Experience
8. Piazza Dam, il mercato dei fiori e tutto il resto
9. Utrecht e Volendam
10. Dove abbiamo dormito e mangiato

Capodanno a Amsterdam – la partenza

Per il capodanno ad Amsterdam abbiamo lasciato una nebbiosa Milano per giungere in Olanda in una splendida mattinata di sole. Impossible non notare dall’aereo le lunghe file di pale eoliche che percorrono la linea della costa.

Per ScriCal non è la prima volta nella terra dei tulipani. Sia Cal che Scri sono stati qui in gioventù, quando ancora l’uno non sapeva dell’altra e ScriCal non era nemmeno un’ipotesi a venire.

Idealmente questo viaggio di fine anno è un’appendice al viaggio in America. Quell’isola di Manhattan che abbiamo camminato in lungo e in largo fu acquistata nel 1626 dall’olandese Pieter Minuit dai nativi americani per 24 dollari. Abbiamo visitato la città in modo disordinato, lasciandoci trasportare dal momento più che con un piano preciso in testa. In fondo Amsterdam è qui dietro l’angolo.

Il parcheggio delle biciclette alla Centraal Station Bici: senza pietà

Si sa, Amsterdam è la città delle biciclette. Nonostante fosse inverno e la pioggia sia stata una presenza costante durante il nostro soggiorno, gli olandesi non rinunciano alla bici. Ne abbiamo fotografate di diversi tipi: per portare i figli, per portare la spesa, per portare i figli e la spesa contemporaneamente.

Bisogna però stare attenti a bighellonare con il naso all’insù per le gracht (le strade che costeggiano i canali) e le straat (quelle più piccole che collegano un cerchio di canale ad un altro). L’auto cede naturalmente il passo al pedone, la bici no. La bici scampanella come una forsennata senza rallentare di un millimetro e siete voi – i pedoni – a dover balzare sul lato della strada per non essere travolti.

Non ridete, gli abitanti di Amsterdam pedalano come dannati. Abbiamo assistito in diretta ad un incidente fra un pedone e una bicicletta e il più costernato per l’accaduto era il pedone anche se, a dire il vero, la bici gli era piombata alle spalle.

Sesso, droga e ….

Altro mito è Amsterdam come città del sesso e della droga. Mito che non saremo noi a sfatare. Negli ultimi anni il Red Light District è stato ripulito di molta della delinquenza che gli era abituale.

Nel periodo di capodanno c’è un tale ammasso di gente che difficilmente può succedere qualcosa di grave. Per quanto ci riguarda non ci faremmo comunque trovare da quelle parti in tarda ora. Per chi vuole provare l’ebrezza della canna o per chi è un fumatore incallito il nostro consiglio è sempre lo stesso: non comprate nulla per strada. Ricordatevi che siete stranieri e dunque prede.

Anche a noi, in modo molto discreto (così discreto che non abbiamo visto in faccia l’improbabile venditore) hanno offerto della cocaina. Per i vostri esperimenti affidatevi solo ai Coffee shop.
Lasciamo alla vostra fantasia immaginare le amenità che si possono vedere al Red Light District (nel caso ne foste momentaneamente sprovvisti ci ha pensato Berta a fissare qualche immagine).

Sempre qui si trova anche l’Hash Marihuana Hemp Museum, l’unico museo in Europa che traccia la storia dell’uso della canapa indiana per scopi medici e per realizzare tessuti. Nel museo c’è anche una piccola serra in cui vengono coltivate le piante di Marihuana. Sono esposti oggetti per il fumo e vi si possono trovare delle descrizioni sulle proprietà stupefacenti della pianta.

Rijksmuseum e Van Gogh Museum

Se fate poco, come abbiamo fatto noi, in quel poco ci deve essere lo spazio per questi due musei. Da una parte le enormi tele di Rembrandt, dall’altra la violenza e la follia dei colori di Vincent che si ritrova anche nelle tele più buie. Della famosa Ronda di Notte di Rembrandt abbiamo visto anche una versione tridimensionale in Rembrandt Plein. Un’installazione che si è conclusa a fine 2006 e che quindi, a parte ripensamenti della municipalità non riuscirete a vedere nel vostro viaggio.

La camera da letto di Arles, da sempre ispira a Scri l’idea che se Vincent fosse nato in un epoca diversa, forse si sarebbe salvato la vita disegnando fumetti. E’ una bestialità ovviamente… però… Al Van Gogh museum c’è anche una nuova ala (nuova per chi ci è stato negli anni ’80) in cui sono esposte sia le opere di Vincent, sia altre mostre temporanee.

Anne Frankhuis (La casa di Anna Frank)

ScriCal ha avuto modo di percorrere alcuni luoghi della memoria della Shoha: a Praga al ghetto ebraico, a Berlino nel nuovo museo dalla strane sensazioni sensoriali ed ora di nuovo qui, alla casa di Anne Frank. Sempre e comunque intenso il ritornare a quanto è accaduto, alla sua incomprensibilità a come, uomini in carne ed ossa abbiano potuto pensare ed attuare una distruzione di massa di tali proporzioni.

Mi ha colpito una frase del padre di Anne, l’unico sopravvissuto. In un video proiettato all’interno della casa, dice che i diari sono stati una rilevazione anche per lui. Anne non aveva lasciato trasparire nulla di quei suoi pensieri, di quel suo scrivere. Una scoperta i diari, la scoperta di una figlia attraverso le sue ultime parole.

La cerchia dei canali: case “storte”, case in vista, case sull’acqua

Guardatele le case di Amsterdam, passeggiando lungo i suoi canali. Potreste scoprire cose che la guida non si dà la pena di raccontarvi. Come ad esempio come pendano da una parte o dall’altra. Oppure, ma per vedere questo ci dovete entrare, come siano strette e verticali le loro scale.

Sono case che si svelano dalle finestre con le tende sempre aperte, da dove si può cogliere un istante del quotidiano, quasi un’immagine rubata. Sono finestre che si accedono all’imbrunire, dietro alle quali non si celano le ombre di chi vi abita ma si svolge la vita, normalmente, anzi con uan buona dose di disinteresse per il passante.

Abbiamo visto chi accoglieva gli ospiti per una cena in casa, una vecchia signora con il suo tavolino che mangiava davanti al televisore, un ragazzo che leggeva sul divano, un gatto che pigramente si allunga sul davanzale. Abbiamo rubato un colpo d’occhio su librerie ben fornite o soffitti con travi a vista e stanze finemente arredate. E ancora case sull’acqua. Se non ricordiamo male, 1500 i barconi abitati ormeggiati lungo i canali.

Heineken Experience

Come si dice: forse era meglio quand’era peggio. Vent’anni fa non c’erano gli effetti tecnologici di oggi, ma almeno c’era qualcuno che ti spiegava il procedimento come si fa la la birra.

L’Heineken Experience si è trasformata in una piccola disney dove il “come si fa” ha perso di importanza per lasciare il posto a improbabili “esperienze” come l’essere su un carro trainato da cavalli che consegna la birra, oppure essere una delle milioni di bottiglie che quotidianamente compiono il loro viaggio dal nastro trasportatore della birreria al bicchiere del pub.

Quest’ultima senz’altro più carina. Immutata nel tempo la “dose” di tre birre comprese nel biglietto (10 euro). Solo che a differenza di vent’anni fa non ci sono più i crostini o i cubi di formaggio per spezzare l’effetto dell’alcool. Così il nostro terzo gettone per la birra ce lo siamo portati a casa.

Piazza Dam, il mercato dei fiori e tutto il resto

Non vogliamo sminuire gli altri luoghi da visitare ad Amsterdam, come piazza Dam, il palazzo reale, il Waag, il Magere Brug e così via.

Semplicemente lasciamo a una buona guida il compito di raccontarveli. Però una cosa la dobbiamo dire. Siamo entrati nella Nieuwe Kerk a piazza Dam per visitarla ma ne siamo usciti immediatamente.

Oggi vi si tengono anche delle mostre con relativo negozio di gadget e souvenir. Pur non essendo praticanti ci è sembrato proprio il mercato nel tempio di biblica memoria. Una chiesa anche se la visiti solo per il suo contenuto o per riposare i piedi deve comunque restare un luogo di raccoglimento, un luogo dove, improvvisamente, l’organo può iniziare a suonare, come ci è capitato a Praga e a Tallin.

Il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori, è stato davvero bello anche se eravamo in inverno. Naturalmente distese di tulipani e cassette piene di bulbi. Qui si può trovare anche lo starter kit per la coltivazione della Marijuana. Ogni persona può coltivare al massimo tre piante.

Utrecht e Volendam Organo da strada Volendam

Che fare il primo gennaio in una città ancora addormentata per i bagordi notturni? L’idea geniale che ci è venuta è stata quella di andare a Volendam, villaggio di pescatori a poco più di mezz’ora da Amsterdam. D’estate deve essere senz’altro un posto piacevole, il primo di gennaio si respira un’atmosfera post-atomica. E’ stato comunque piacevole camminare per le strette stradine interne, osservando i colori delle case.

A Volendam abbiamo seguito la tradizione di accendere una candela in una chiesa, non importa di quale religione, ma se è cattolica cerchiamo se c’è una statua di Sant’Antonio, santo che abbiamo adottato perchè è un girovago come noi. Infatti lo ritroviamo dappertutto, anche a St. Patrick sulla quinta strada. E a testimonianza del filo che collega il viaggio ad Amsterdam con Manhattan, proprio a Volendam abbiamo trovato il nostro santo preferito ed abbiamo acceso una candela.

Il giorno successivo siamo andati ad Utrecht. Anche qui la città sonnecchiava ancora per il post capodanno. una rapida occhiata alla torre gotica del Domotoren e poi ci siamo infilati nel Nationaal Museum van Speelklok tot Pierement, un simpatico museo che vale una visita per ammirare il funzionamento di orologi musicali, pianole ed enormi organi da strada.

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