SCRICAL_logo

Quando il paesaggio chiama
Sentiero attrezzato "Lino Pederiva" - 3 settembre 2003

La descrizione di Cal

Ha il sapore di un ritorno quest'escursione. Per la seconda volta siamo al Ciampac anche se oggi proseguiamo in seggiovia fino al Brunech abbiamo già il sentiero che ci arriva a piedi, segue la pista da sci. Nulla di particolare, una sfacchinata in salita per arrivare da nessuna parte. Vogliamo fare il sentiero attrezzato Lino Pederiva, fermarci a pranzare sul Ciamp de Mez e poi tornare per la Forcia Neigra facendo a ritroso il percorso dell'altro giorno.
Mentre camminiamo sulla cresta per arrivare alla parte attrezzata scopro che mi piace camminare su questi fili sospesi dove il vuoto non è sotto di te ma alla tua destra e sinistra. riprovo a camminare e guardarmi intorno ma non c'è nulla da fare, la testa mi gira. Ci sono casi in cui in montagna camminare e guardare sono due azioni opposte, l'una può essere fatta solo quando l'altra non è in corso.
Ma non bisogna temere di perdere qualcosa perché il paesaggio ti chiama, come se al suo variare ti tirasse per lo zaino per tratternerti. Allora ti fermi, alzi lo sguardo dal sentiero e dai tuoi passi, e attorno a te tutto è mutato; dieci passi e la valle è sparita, quello spuntone non c'era, quella vetta sembra più vicina.
La parte attrezzata del sentiero fila via senza probleme e presto ci troviamo di nuovo ai Ciamp de Mez. Non ci sono le mucche e neppure i cavalli, in compenso un vento freddo taglia la pelle. Anche il tempo ha superato un valico, dalla temperatura piacevole della scorsa settimana alla caduta della temperatura avvenuta nel fine settimana con pioggia e grandine a valle e neve in quota.

Avevamo deciso di fermarci a pranzare nei prati che tanto ci erano piaciuti qualche giorno prima, nonostante l'aria frizzante e le folate di vento manteniamo il nostro programma. Ma dopo tre quarti d'ora rimettiamo tutto negli zaini e ci avviamo verso il Forcia Neigra. Alla fine della seconda parte attrezzata troviamo un famigliola che ci mette più tempo a mettersi d'accordo su come passare, e intanto il nervosismo li prende, del tempo che gli sarebbe effettivamente necessario per superare la parte attrezzata.
Dopo che li abbiamo superati, li senti ancora urlarsi l'uno contro l'altro e mi chiedo se non era meglio chiedere se avevano bisogno d'aiuto. quando siamo sulla selletta che ci porterà al nostro punto di arrivo, li vedo in lontananza che, bene o male, sono riusciti a finire la parte attrezzata.

Questa volta la salita che porta alla selletta possiamo farla in discesa. E' la prima volta che uso i bastoncini per camminare. Dovrebbero servire a distribuire il peso e allegerire il ginocchio malandato. Non so se li ho usati nel modo corretto fatto sta che quando arriviamo alla baita invece di avere solo le gambe indolenzite ho anche le braccia. Scopro così che le mie membra si sono distribuite democraticamente la fatica della discesa.

by Scri