Sentiero di
media difficoltà (con parte attrezzata - si consiglia il casco)
L'escursione
parte da Pera di Fassa (1326 mt). Al confine tra i paesi di Pera
e Pozza, sulla sinistra (se si arriva da Canazei) c'è un
piazzale, segnalato con cartelli, da dove parte un servizio di navette
verso il rifugio Gardeccia. E' obbligatorio l'utilizzo di questo
servizio poichè l'uso della strada di accesso al rifugio
(asfaltata) è consentito ai soli veicoli autorizzati. Il
servizio è ad orario continuato (esclusa pausa dalle 12 alle 14)
a partire dalle 7.30 del mattino (non è necessaria
prenotazione). Il costo è di 7 euro a testa, andata e
ritorno, e i bus (20 posti) partono man mano a riempimento (o comunque
con attesa massima di circa 20 minuti).
Arrivati al rifugio Gardeccia (1949 mt) con circa 15 minuti di bus,
inizia l'escursione e si rididiscende lungo la strada riattraversando
il ponticello (qualche decina di metri) trovando sulla sinistra il
sentiero con segnavia 583 per il Passo delle Scalette. Per circa
60' il percorso si svolge in salita dolce, sulla costa ai piedi dei
dirupi di Larsec in un bosco di mughi e attraversando diverse zone detritiche di valanghe o
frane.
Qualche difficoltà inizia allo scivolo roccioso di accesso
al Larsec, e poco dopo abbiamo indossato il casco visto il percorso ripido e su detriti.
Il sentiero si svolge nella gola stretta tra massi e rocce, in forte
pendenza e molto spesso si devono usare anche le mani per la salita.
Non sempre i segni bianco/rosso che indicano la via migliore
sono visibili e consigliamo caldamente di cercarli con cura. In
un paio di occasioni noi li abbiamo "persi" e ci siamo arrampicati
lungo vie che ci hanno particolarmente impegnato, ritardandoci
probabilmente di una buona mezz'ora sui tempi.
In questa parte del percorso (come sempre, del resto, in montagna) fare
molta attenzione nei movimenti: anche se non si è esposti su
strapiombi, il canalone alle spalle è molto ripido e con rocce
friabili.
A circa 2/3 si incontra anche una parte
attrezzata con cordino di sicurezza fissato alla parete. Noi
avevamo imbracatura e moschettoni e abbiamo preferito assicurarci al cordino dato che la
stanchezza iniziava a farsi sentire (e poi la sicurezza non è
mai troppa!).
In circa 90' di canalone si giunge al Passo delle Scalette (2348
mt). Al bivio segnalato con cartelli si prende a destra per il
passo di Lausa (l'eventuale imbracatura può essere tolta mentre,
per massima sicurezza, conviene tenere il casco a portata di mano).
La salita verso il Passo di Lausa avviene in uno scenario "lunare", tutto
roccia, guglie, cielo e nuvole (e nel nostro caso chiazze di neve
fresca). Ma più di tutto ... il silenzio. Totale,
incredibile e irreale. Verrebbe da dire "innaturale", se non ci
trovassimo nel bel mezzo della natura stessa. Imboccato il
sentiero al bivio (sempre segnavia 583), in pochi minuti si arriva al Lago Secco, una conca ora vuota
ma nella quale non è difficile immaginare la presenza di un lago
in un passato forse anche recente, che immette in Val di Lausa.
La salita verso il passo di Lausa presenta ancora un breve tratto attrezzato ma
è comunque molto più agevole di quella delle Scalette
(anche se in qualche tratto è comunque necessario aiutarsi con
le mani). In 60' siamo arrivati al Passo di Lausa (2700 mt), dove
ci ha accolto anche una debole nevicata, oltre che ad un panorama mozzafiato.
Seguendo il sentiero (sia tramite i segni bianco/rosso che con
opportune piramidi di sassi), in 50' si scende al rifugio Antermoia
(2497 mt), facendo attenzione all'ultimo tratto di discesa ripida
(quando il rifugio è già in vista sotto di voi) e di
stanchezza nelle gambe.
Dopo la doverosa pausa, si lascia il rifugio seguendo il sentiero sulla
sinistra con segnavia 584 per passo di Antermoia / rifugio Passo
Principe. Si costeggia il piccolo lago di Antermoia sul fondo
della piccola conca pianeggiante che lo ospita per una ventina di
minuti, poi si risale decisamente verso il passo (2770 mt, la quota
più alta toccata in tutto il percorso). La salita (sul
lato sinistro di un torrentello) non presenta difficoltà e ci ha
portati sul passo in 60' dalla partenza dal rifugio di Antermoia.
Qui abbiamo trovato la seconda (leggera) nevicata
dell'escursione. Considerando che la giornata era nuvolosa con
temperatura di poco sopra lo zero, l'avere con noi indumenti pesanti
è stato provvidenziale. Unica cosa mancante nel nostro
equipaggiamento erano un paio di guanti che ci avrebbero fatto comodo.
Sul passo di Antermoia non ci sono, purtroppo, cartelli indicatori per
il rifugio Passo Principe (nostra successiva meta). Si deve
tenere la destra e scendere lungo il ghiaione ai piedi del Catinaccio
di Antermoia (particolare attenzione per la friabilità del
fondo, anche se il percorso non è particolarmente difficile).
In 25' minuti siamo arrivati al rifugio Passo Principe,
letteralmente abbarbicato su uno sperone di roccia.
Da qui il percorso (sempre segnavia 584) si allarga e non presenta
più difficoltà, lasciando anche la possibilità di
guardarsi intorno mentre si scende a valle (a noi è capitato di
vedere due camosci o simili). In 35' siamo giunti ai rifugi
(affiancati) Violet e Preuss (2243 mt) e in altri 30' al rifugio
Gardeccia, alla partenza del bus navetta per il ritorno a Pera di Fassa
(in servizio fino alle 19).
Se il tempo di camminata è stato di 6.50 ore, di fatto il tempo
occorso per l'escursione (considerando le soste ma escluso il tempo del
bus) è stato di circa 8 ore.
by Cal