Introduzione
Lasciata la nebbiosa Milano siamo
giunti in Olanda in una splendida mattinata di sole. Impossible non
notare dall'aereo le lunghe file di pale eoliche che percorrono la
linea dela costa. Per ScriCal non è la prima volta nella terra
dei tulipani. Sia Cal che Scri sono stati qui in gioventù,
quando ancora l'uno non sapeva dell'altra e ScriCal non era nemmeno
un'ipotesi a venire.
Idealmente questo viaggio di fine anno è un'appendice al viaggio
in America. Quell'isola di Manhattan che abbiamo camminato in lungo e
in largo fu acquistata nel 1626 dall'olandese Pieter Minuit dai nativi
americani
per 24 dollari. Abbiamo visitato la città in modo disortinato,
lasciandoci trasportare dal momento più che con un piano preciso
in testa. In fondo Amsterdam è qui dietro l'angolo.
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Bici: senza pietà
Si
sa, Amsterdam è la
città delle biciclette. Nonostante fosse inverno e la pioggia
sia stata una presenza costante durante il nostro soggiorno, gli
olandesi non rinunciano alla bici. Ne abbiamo fotografate
di diversi tipi: per portare i figli, per portare la spesa, per portare
i figli e la spesa contemporaneamente.
Bisogna però stare attenti a bighellonare con il naso
all'insù per le gracht (le strade che costeggiano i canali) e le
straat (quelle più piccole che collegano un cerchio di canale ad
un altro). L'auto cede naturalmente il passo al pedone, la bici no. La
bici scampanella come una forsennata senza rallentare di un millimetro
e siete voi - i pedoni - a dover balzare sul lato della strada per non
essere travolti. Non ridete, gli abitanti di Amsterdam pedalano come
dannati. Abbiamo assistito in diretta ad un incidente fra un pedone e
una bicicletta e il più costernato per l'accaduto era il pedone
anche se, a dire il vero, la bici gli era piombata alle spalle.
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Sesso, droga e
....
Altro mito è Amsterdam come
città del sesso e della droga. Mito che non saremo noi a
sfatare. Negli ultimi anni il Red
Light District è stato ripulito di molta della deliquenza
che gli era abituale. E nel periodo di capodanno c'è un tale
ammasso di gente che difficilmente può succedere qualcosa di
grave. Per quanto ci riguarda non ci faremmo comunque trovare da quelle
parti in tarda ora. Per chi vuole provare l'ebrezza della canna o per
chi è un fumatore incallito il nostro consiglio è sempre
lo stesso: non comprate nulla per strada. Ricordatevi che siete
stranieri e dunque prede. Anche a noi, in modo molto discreto
(così discreto che non abbiamo visto in faccia il nostro
venditore) hanno offerto della cocaina. Per i vostri esperimenti
affidatevi solo ai coffeeshop.
Lasciamo alla vostra fantasia immaginare le amenità che si
possono vedere al Red Light District (nel caso ne foste momentaneamente
sprovvisti ci ha pensato Berta a fissare qualche immagine).
Sempre quisi trova anche l'Hash
Marihuana Hemp Museum, l'unico museo in Europa che traccia la
storia dell'uso della canapa indiana per scopi medici e per realizzare
tessuti. Nel museo c'è anche una piccola serra in cui vengono coltivate
le piante di Marihuana. Sono esposti oggetti per il fumo e vi
si possono trovare delle desccrizioni sulle propietà
stupefacenti della pianta.
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Rijksmuseum e
Van Gogh Museum
Se fate poco, come abbiamo fatto noi, in
quel poco ci deve essere lo spazio per questi due musei. Da una parte
le enormi tele di Rembrandt,
dall'altra la violenza e la follia dei colori di Vincent che si ritrova anche nelle
tele più buie. Della famosa Ronda
di Notte di Rembrandt abbiamo visto anche una versione
tridimensionale in Rembrandt Plein. Un'installazione che si è
conclusa a fine 2006 e che quindi, a parte ripensamenti della
municipabilità non riuscerete a vedere nel vostro viaggio.
La camera da letto di Arles,
da sempre ispira a Scri l'idea che se Vincent fosse nato in un epoca
diversa, forse si sarebbe salvato la vita disegnando fumetti. E' una
bestialità ovviamente... però... Al Van Gogh museum
c'è anche una nuova ala (nuova per chi ci è stato negli
anni '80) in cui sono esposte sia le opere di Vincent, sia altre mostre
temporanee.
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Anne Frankhuis
(La casa di Anna Frank)
ScriCal ha avuto modo di percorrere alcuni
luoghi della memoria della Shoha: a Praga al ghetto ebraico, a Berlino nel nuovo museo dalla strane sensazioni
sensoriali ed ora di nuovo qui, alla casa di Anne Frank. Sempre e
comunque intenso il ritornare a quanto è accaduto, alla sua
inconprensibilità a come, uomini in carne ed ossa abbiano potuto
pensare ed attuare una distruzione di massa di tali proporzioni. Mi ha
colpito una frase del padre di Anne, l'unico sopravvissuto. In un video
proiettato all'interno della casa, dice che i diari sono stati una
rilevazione anche per lui. Anne non aveva lasciato trasparire nulla di
quei suoi pensieri, di quel suo scrivere. Una scoperta i diari, la
scoperta di una figlia attraverso le sue ultime parole.
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La cerchia dei
canali: case "storte",
case
in vista, case sull'acqua
Guardatele le case di Amsterdam,
passeggiando lungo i suoi canali. Potreste
scoprire cose che la
guida non si dà la pena di raccontarvi. Come ad esempio come
pendano
da una parte o dall'altra. Oppure, ma per vedere questo ci dovete
entrare,
come siano strette e verticali le loro scale. Sono case che si svelano
dalle finestre con le tende sempre aperte, da dove si può
cogliere un istante del quotidiano, quasi un'immagine rubata. Sono
finestre che si accedono all'imbrunire, dietro alle quali non si
celano le
ombre di chi vi abita ma si svolge la vita, normalmente, anzi con uan
buona dose di disinteresse per il passante. Abbiamo
visto chi accoglieva gli ospiti per una cena in casa, una vecchia
signora con il suo tavolino che mangiava davanti al televisore,
un ragazzo che leggeva sul divano, un gatto che prigamente si allunga
sul davanzale. Abbiamo rubato un colpo d'occhio su librerie ben fornite
o soffitti con travi a vista e stanze finemente arradate. E ancora case
sull'acqua. Se non ricordiamo male, 1500 i barconi abitati ormeggiati
lungo i canali.
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Heineken Experience
Come si dice: forse era meglio
quand'era peggio. Vent'anni fa non c'erano gli effetti tecnologici di
oggi, ma almeno c'eera qualcuno che ti spiegava il procedimento come si
fa la la birra. L'Heineken Experience si è trasmormata
in una piccola disney dove il "come si fa" ha perso di importanza per
lasciare il posto a improbabili "esperienze" come l'essere su un carro
trainato da cavalli che consegna la birra,
oppure essere una delle milioni di bottiglie che quotidianamente
compiono il loro viaggio dal nastro trasportatore della birreria al
bicchiere del pub. Quest'ultima senz altro più carina. Immutata
nel tempo la "dose" di tre birre comprese
nel biglietto (10 euro). Solo che a differenza di vent'anni fa
non ci sono più i crostini o i cubi di formaggio per spezzare
l'effetto dell'alcool. Così il nostro terzo gettone per la birra
ce lo
siamo portati a casa.
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Piazza Dam, il
mercato dei fiori e tutto il resto
Non vogliamo sminuire gli altri luoghi da
visitare ad Amsterdam, come piazza Dam, il palazzo reale, il Waag, il Magere
Brug e
così via. Semplicemente lasciamo a una buona guida il compito di
raccontarveli. Però una cosa la dobbiamo dire. Siamo entrati
nella Nieuwe
Kerk a piazza Dam per visitarla ma
ne siamo usciti immediatamente. Oggi vi si tengono anche delle mostre
con relativo negozio di gadget e souvenir. Pur non essendo praticanti
ci è sembrato proprio il mercato nel tempio di biblica memoria.
Una chiesa anche se la visiti solo per il suo contenuto o per riposare
i piedi deve comunque restare un luogo di
raccoglimento, un luogo dove, improvvisamente, l'organo può
iniziare a suonare, come ci è capitato a Praga e a Tallin.
Il Bloemenmarkt, il mercato
dei fiori, è
stato davvero bello anche se eravamo in inverno. Naturalmente distese
di tulipani e cassette piene di bulbi. Qui si può trovare anche
lo starter kit per la coltivazione
della Marijuana. Ogni persona può coltivare al massimo tre
piante.
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Utrecht e
Volendam
Che fare il primo gennaio in una
città ancora addormentata per i bagordi notturni? L'idea geniale
che ci è venuta è stata quella di andare a Volendam,
villaggio di pescatori a poco più di mezz'ora da Amsterdam.
D'estate
deve essere senz'altro un posto piacevole, il primo di gennaio si
respira un'atmosfera post-atomica. E' stato comunque piacevole
camminare per le strette stradine interne, osservando i colori delle
case.
A Volendam abbiamo seguito la
tradizione di accendere una
candela in una chiesa, non importa di quale religione, ma se è
cattolica cerchiamo se c'è una statua di Sant'Antonio, santo che
abbiamo adottato perchè è un girovago come noi. Infatti
lo ritroviamo dappertutto, anche a St.
Patrick sulla quinta strada. E a testimonianza del filo che collega
il viaggio ad Amsterdam con Manhattan, proprio a Volendam abbiamo
trovato il nostro santo
preferito ed abbiamo acceso una candela.
Il giorno successivo siamo andati ad Utrecht.
Anche qui la città sonnecchiava ancora per il post capodanno.
una rapida occhiata alla torre gotica del Domotoren
e poi ci siamo infilati nel Nationaal
Museum van Speelklok tot Pierement, un simpatico museo che vale
una visita per ammirare il funzionamento di orologi
musicali, pianole
ed enormi organi
da strada.
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