Con chi abbiamo volato
Abbiamo prenotato il nostro volo con
la compagnia aerea olandese Transavia via Internet poco più di
un mese prima della partenza. Come accade con le compagnie low cost,
prima si prenota più si risparmia. A noi non è ancora
capitato di volare a 9 euro come recitano molte pubblicità e in
effetti in questo caso abbiamo speso 630 euro per un andata e ritorno
per due persone da Orio al Serio a Schiphol, l'aeroporto di Amsterdam.
Avevamo il timore di essere in balia di ritardi dell'ultimo minuto o di
dover sgomitare per assicurarci un posto a sedere (Cal aveva
sperimentato tutto ciò solo una settimana prima con un'altra
compagnia). Invece la Transavia assegna i posti come un
normale volo, siamo partiti ed arrivati in perfetto orario ed hanno
chiuso un occhio sulla nostra valigia che pesava 3 chili in più
del previsto (ma ne avevamo una in due).
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Da dove siamo
partiti
E' stata la nostra prima volta di
Orio al Serio. Piccolo aeroporto di Bergamo che per ScriCal risulta
molto comodo per la vicinanza alla sua principale sede operativa.
Abbiamo lasciato l'automobile al
parcheggio dell'aeroporto 6 giorni con una spesa di 51 euro. Il
parcheggio si sviluppa in lunghezza e quindi potreste parcheggiare ben
lontano, ma è possibile usufruire di un pulmino che vi porta
gratuitamente dall'auto all'aeroporto e viceversa. Ci sono poi
parcheggi nelle vicinanze (tipo: park and fly) per le lunghe soste
anch'essi dotati di shuttle per il trasferimento da/per l'aeroporto.
Da Schiphol ad
Amsterdam
L'aeroporto di Amsterdam è a circa
18 Km. dalla città.
Per arrivarci è molto comodo il treno, con la stazione
ferroviaria direttamente all'interno dell'aeroporto. Il biglietto
può essere acquistato ai distributori automatici che accettano
la
carta di credito. Il treno parte ogni mezz'ora il
biglietto costa 3,60 €. Una volta arrivati
alla Centraal Station, avete nove possibilità su dieci che il
posto dove dovete andare sia a due passi. Se non avete voglia di
trascinarvi dietro le valigie potete muovervi in taxi (ma se siete
troppo vicini alla stazione possono rifiutarsi di portarvi) altrimenti
potete usare il tram. L'ufficio informazioni è sul marciapiede
del primo binario, oppure di fronte alla stazione (un po' alla vostra
sinistra uscendo dalla stazione).
Dove abbiamo
dormito

All'inizio la nostra ricerca si
è orientata, come d'abitudine, agli alberghi. Ci siamo
però trovati davanti a un'offerta che oltre al pernottamento non
prevedeva la colazione, se non come extra. Abbiamo allora cercato dei Bed&Breakfast,
scelta che si è dimostrata sicuramente felice. Abbiamo prenotato
da Maes
B&B
in Herenstraat, una
laterale di Herengracht una delle strade della cerchia dei canali che
percorrono la città. Il B&B è a dieci minuti dalla
stazione e ogni punto della città è raggiungibile a
piedi. L'ospitalità del B&B gestito da Ken e Vlad (che
però non c'erano) è stata molto cordiale. Ogni
mattina Jason e il suo collega preparavano la colazione e la cucina era
a nostra disposizione nel caso volessimo prepararci un caffé, un
tè o avessimo bisogno di uno spuntino. Il 31 dicembre, inoltre,
ci è stato offerta una bottiglia di spumante per festeggiare il
capodanno. Siamo stati proprio bene da Maes B&B, ed è anche
stata una piacevole occasione per vedere dall'interno le strane case
di Amsterdam, strette e lunghe con scale in pratica verticali. Per la
camera doppia per cinque giorni con colazione abbiamo pagato 650 euro.
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Come ci
siamo spostati
Abbiamo usato tutto: tram, autobus,
treno e battello. L'unica cosa che non abbiamo provato è la
metropolitana. Anzi ci siamo perfino stupiti che ci fosse. Il tram
l'abbiamo usato un paio di volte per andare verso la zona dei musei
anche se poi siamo tornati a piedi, scoprendo che la distanza non era
affatto impossibile. Il biglietto può essere fatto in tram
o dall'autista oppure dal bigliettaio nell'ultima carrozza. Ad esempio,
il
biglietto fino a Waterlooplein costa 1,60 euro.
In autobus siamo andati a Volendam: abbiamo viaggiato con la linea
"Arriva" che
parte dalla stazione. Con la stazione alle spalle dirigetevi alla
vostra sinistra, superate le banchine dei tram e proseguite fino a
quelle degli autobus. Anche in questo caso il biglietto lo si acquista
dall'autista che vi consiglia anche sulla tariffa più
conveniente. A noi ha suggerito la Familie-dagkaart,
un biglietto giornaliero valido fino a 5 persone. Per
quaranta minuti di viaggio scarsi, due persone, andata e ritorno,
abbiamo pagato 10 euro. Per Utrecht invece abbiamo scelto il treno:
andata e ritorno 11,70 euro a testa più 1 euro che non abbiamo
ben
capito per cosa. Il biglietto lo si acquista al piano terra della
stazione
all'ufficio Tickets&Service. Fate attenzione che può esserci
coda. I distributori automatici non accettano
la carta di credito nè contanti ma solo il bancomat con il
circuito Maestro. Anche in questo caso il viaggio
è durato circa
mezz'ora. Infine, abbiamo naturalmente fatto il tradizionale giro tra i
canali. Un'ora di navigazione con la Lovers, audio guida in italiano,
per 9 euro a testa.
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Dove abbiamo
mangiato
Bisogna dire che la cosa più
difficile ad Amsterdam è
mangiare olandese. La città è ricca di ristoranti delle
più svariate nazionalità, ma trovare cibo tradizionale
non è così facile. Vien da pensare che sia un segnale ben
preciso. Ma ScriCal è testarda e qui di seguito i risultati.
Inolte, se vi siete abituati, come noi, ai locali senza fumo
avrete qualche disagio: pochi i locali con la zona non fumatori e una
generale non attenzione al problema. Tornare a mangiare con la puzza di
fumo sotto al naso è stata una brutta esperienza. Un'altra cosa
ancora: se chiedete il pane vi addebitano 1,50 euro. La mancia se
l'aspettano ma non è così d'obbligo degli Stati Uniti.
Oud
Holland, Nieuwezijdsvoorburgwal
105. 2 birre Amstel medie, 1 bistecca olandese (Hollandse biefstuck)
con insalata, legumi, patate fritte, 1 mezzo pollo (Halve kip), con insalata, legumi, patate fritte e salsa di mele
tot. 36,50. I contorni sono già previsti a seconda del tipo di
piatto che scegliete. E' il primo locale che abbiamo trovato poco
lontano dal B&B. Poichè erano già le due e temevamo
di non trovare
più nulla di aperto, mentre invece il ristorante apre a
mezzogiorno
e va avanti senza sosta fino alle dieci di sera. Aveva la veranda che
dava sulla strada così, memori dei nostri pranzi su Times Square
abbiamo scelto un tavolo da dove poter avere il nostro primo sguardo
sulla città. Il cibo non è stato nulla di eccezionale,
senza infamia né gloria.
Haesje Claes, Spuistraat
275, tf. 020- 6249998, www.haesjeclaes.nl.
Assolutamente il miglior
posto dove abbiamo mangiato. Ci siamo andati due volte, e quasi
rischiavamo la terza. Il migliore anche per il rapporto qualità
/prezzo. Se potete prenotate, altrimenti rischiate di attendere un po'.
La
prima volta abbiamo provato un antipasto di Zoute Haring, aringa
affumicata con cipolla, poi 2 filetti di salmone in salsa d'aragosta
(il salmone è Zalm in olandese), 4 birre rosse
Amstel Bock, ottime e con la giusta dose di amaro. Infine due
caffé
in stile olandese (abbiamo sempre specificato: no espresso). Totale di
55,45 euro. La seconda volta come antipasto abbiamo provato l'aringa
con sott'aceti e salsa cocktail, anche questa molto buona. Abbiamo
ordinato ancora il salmone, perchè ci era proprio piaciuto e
provato un
un filetto di nasello con salsa in agro dolce. Ottimo anche questo. Il
tutto accompagnato dalle
solite 4 Amstel Bock rosse. Per un totale di
48,10 euro. L'atmosfera è molto tranquilla, i giovani camerieri,
probabilmente studenti della vicina università, sono
molto gentili ed è quindi un piacere lasciare loro la mancia
pensando così di contribuire alla loro formazione.
De Rozenboom,
Rozenboomsteeg 6. Nella nostra disperata ricerca di cucina locale siamo
finiti in questo piccolo locale
che si sviluppa su tre piani ed ha tre tavoli per piano, o giù
di lì. Qui tutto è fritto. Abbiamo ordinato un Schlof
Picasso solo perché della descrizione non c'era l'indicazione di
fritto e ci è arrivata una bella sogliola, impanata e... fritta,
accompagnata da pera, banana e pesca (anch'esse fritte), carote al
vapore
e patate fritte. Abbiamo aggiunto due birre bionde medie
molto anonime e il solito
pane per un totale di 38 euro. Da dimenticare.
The Old Bell,
Rembrandtplein 46. Onesto pub stile inglese che serve un buon
fish e chips con insalata a 8.50 euro. Abbiamo aggiunto due birre rosse
Affligem, dal gusto molto intenso. Buone.
In totale abbiamo speso 25.60. In realtà avevamo deciso di bere
solo un caffé con una fetta di dolce per pranzo, ma ScriCal
è golosa
e davanti alla scritta Fish&Chips, non ha resistito.
Winkel-Sinkel, Oude
Gracht, 158, Utrecht. Anche ad Utrecht volevamo mangiare olandese.
Abbiamo chiesto alla cassiera del museo che abbiamo visitato che si
è trovata in imbarazzo perché poichè, come
ristorante olandese
non le veniva in mente proprio nulla. Poi ci ha indirizzato in questo
locale,
dagli spazi ampi, l'arredamento particolare e così olandese che
il
menu è solo nella loro lingua.
Non siamo riusciti a mangiare pesce ci siamo quindi orientati sulla
carne. Abbiamo preso un Runderribeye e un Wokshotel met ossenhaas. Cosa
sono? Non ne abbiamo la più pallida idea.
Vi basti sapere che era molto buono. Con le solite 2 birre abbiamo
speso 42.10 euro.
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(*) Le note ai ristoranti sono personali di
ScriCal e non hanno nessun valore di suggerimento o di critica per i
locali dove abbiamo mangiato. Riguardano la nostra esperienza e non
vogliono essere un giudizio sui locali citati.
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Lo street
food di Amsterdam
Se l'hot dog è lo street-food
d'eccellenza negli Stati Uniti, l'aringa lo è ad Amsterdam. In
molti punti della città potete trovare dei "baracchini" dove
acquistare l'aringa. Gli olandesi la mangiano affumicata in un letto di
cipolla tagliata finemente. Avendo già provato la versione con
cipolla abbiamo optato per l'aringa cotta tagliata a pezzi, una in
salsa di mostarda e una con crema, con pane nero. Provatela
perché è davvero buona. Per due
aringhe e una coca
abbiamo speso 12 euro.
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Gli olandesi
pazzi per i botti di Capodanno
Il Capodanno è sacro per gli
olandesi, o almeno per gli abitanti di Amsterdam. L'idea era di cenare
su un battello come già avevamo fatto sul lago di Lucerna.
Ma ben poco funziona il 31 dicembre: i battelli sono fermi, molti
ristoranti sono chiusi e i fuochi
d'artificio sono lasciati all'iniziativa privata. E di iniziativa gli
abitanti di Amsterdam ne hanno parecchia.
Il punto di ritrovo per il capodanno è piazza Dam. Abbiamo
mangiato alla
meno peggio in un ristorante argentino lì vicino (affogati
nel fumo) e abbiamo atteso la mezzanotte
in piazza Dam sotto scrosci
d'acqua
che andavano e venivano.
La cosa più ardua è stato il tornare a casa, evitando i
mille botti che continuavano a scoppiare da tutte le parti sui
marciapiedi. Su un ponte nei pressi del B&B, avevano addirittura
dato fuoco a un
divano.
Il giorno dopo i marciapiedi e le strade erano un unico tappetto dei rifiuti
dei contenitori dei botti.
Noi abbiamo concluso il nostro capodanno con un bagno caldo, pigramente
adagiati nella vasca della nostra stanza a sorseggiare l'ultimo
spumante.
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Il libro in
olandese
Siamo tornati alla tradizione di
acquistare un libro in lingua però usato. Al mercato di
Waterlooplein abbiamo trovato una bancarella di libri di seconda,
terza, anche quarta mano. Dopo un'attenta cernita, dove l'attenzione
era posta più che altro sul tentativo di distillare una
scintilla di comprensione da questa lingua (conoscere il tedesco aiuta,
ma non così tanto), siamo incappati in un libro con una dedica e
la data: nov. 1952. Il libro è di Louis Aragon e
si intitola: Van Dwang en Vrijheid. E' la traduzione in olandese
dell'originale: Servitude et Grandeur des Français.
Scènes des années terribles. Abbiamo pagato il libro 1
euro e una volta a casa abbiamo scoperto che sul mercato
dell'antiquariato vale, oggi, 15 euro.
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