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Sas da Mezdì                                                                     4 settembre 2003

Tempi Difficoltà Tot. dislivello salita Mezzi Costi
Foto
Cartina
3 ore medio
480 mt. cabinovia
7 a/r

Il punto di vista di Scri


Sentiero che richiede un po' di impegno e con qualche tratto "esposto".   Panorama superbo.

In realtà questa escursione è stata una "seconda scelta", dato che avevamo in programma l'Alta Via della Mariotta presso il Passo S. Pellegrino, ad una quindicina di chilometri da Moena percorrendo la valle S. Pellegrino.   Arrivati però alla funivia di Col Margherita abbiamo scoperto che era già chiusa per "fine stagione", costringendoci a scegliere "al volo" un giro sostitutivo in zona.   Dobbiamo dire che la scelta è stata felice, anche se avevamo un po' sottovalutato l'impegno (in termini "fisici") dell'escursione.

Siamo all'inizio della Val S. Pellegrino, imboccata da Moena.   A circa 3 chilometri da Moena si incontra sulla sinistra la cabinovia di Lusia, con la quale si arriva alla stazione intermedia (il biglietto da acquistare è andata/ritorno del solo primo tronco, 7 euro a testa), punto di partenza dell'escursione.
Arrivati alla stazione intermedia (1831 mt) ci accoglie una tipica zona da sport invernali, con larghe piste tracciate nei boschi e impianti di risalita.   Uno chalet (non rifugio!) ci permette il nostro caffè mattutino in un ambiente che offre un giusto compromesso tra tradizione e modernità.
L'inizio del sentiero (segnavia 614) è sulla destra di un piccolo impianto di risalita invernale di fronte allo chalet.   Il sentiero si inoltra nel bosco con una salita ripida e continua a zig-zag sul fianco est del Sas da Mezdì, portandoci in 55' al Troi di Soldai, una "spalla" appena sotto la cima dove rimangono alcune rovine di una costruzione bellica risalente alla Grande Guerra.   Non fatichiamo ad immaginare che lo scopo della costruzione fosse un punto di controllo/avvistamento data la sorprendente ampiezza della vista che si gode da quel punto.   Appena sotto, ad ovest, Moena con la Val di Fassa e lo sfondo del massiccio del Latemar.   A nord-ovest svettano il Catinaccio e il Catinaccio di Antermoia, poco più a destra il Sassolungo.   Al lato opposto della valle S. Pellegrino, il Monzoni.
Il sentiero prosegue in salita senza particolari difficoltà, anche se con lo strapiombo vicino, fino ad arrivare alla vetta del Sas da Mezdì (2300 mt) in altri 20'.   Altro sguardo al panorama magnifico, realmente a 360°, trattandosi della vetta più alta della zona.
La via del ritorno corre sulla cresta sud del Sas da Mezdì e qui, contrariamente alle indicazioni della nostra guida, abbiamo trovato qualche piccola difficoltà dovuta soprattutto al fatto che almeno un paio di volte abbiamo "perso" i segnali bianco/rosso del sentiero, sicuramente più visibili per chi sale in direzione opposta.   Ci siamo trovati in alcuni tratti di roccia friabile abbastanza esposti sullo strapiombo e senza protezione.
A 25' dall'aver lasciato la cima di Sas da Mezdì siamo giunti alla forcella Valboneta (2210 mt), da dove lo stretto sentiero prosegue seguendo la cresta e tagliando il pendio erboso e molto ripido.   In altri 45' siamo arrivati alla forcella del Pozzil (2147 mt) e per un breve tratto il sentiero 614 coincide con il 622.   Da lì, 10' minuti di discesa tranquilla nel bosco per arrivare ad un bivio dove, a sinistra, si prosegue prendendo il segnavia 622 verso la stazione intermedia del Lusia.   Si continua in discesa dolce e, 20' dopo il bivio, si incrocia una strada sterrata che in altri 15' ci porta a Malga Pozza (1868 mt) e al nostro punto di arrivo.

by Cal