Sentiero che richiede un po' di impegno e con qualche tratto "esposto".
Panorama superbo.
In
realtà questa escursione è stata una "seconda scelta",
dato che avevamo in programma l'Alta Via della Mariotta presso il Passo
S. Pellegrino, ad una quindicina di chilometri da Moena percorrendo la
valle S. Pellegrino. Arrivati però alla funivia di Col
Margherita abbiamo scoperto che era già chiusa per "fine
stagione", costringendoci a scegliere "al volo" un giro sostitutivo in
zona. Dobbiamo dire che la scelta è stata felice, anche
se avevamo un po' sottovalutato l'impegno (in termini "fisici")
dell'escursione.
Siamo all'inizio della Val S. Pellegrino, imboccata da Moena. A
circa 3 chilometri da Moena si incontra sulla sinistra la cabinovia di
Lusia, con la quale si arriva alla stazione intermedia (il biglietto da
acquistare è andata/ritorno del solo primo tronco, 7 euro a
testa), punto di partenza dell'escursione.
Arrivati alla stazione intermedia (1831 mt) ci accoglie una tipica zona
da sport invernali, con larghe piste tracciate nei boschi e impianti di
risalita. Uno chalet (non rifugio!) ci permette il nostro
caffè mattutino in un ambiente che offre un giusto compromesso
tra tradizione e modernità.
L'inizio del sentiero (segnavia 614) è sulla destra di un
piccolo impianto di risalita invernale di fronte allo chalet. Il
sentiero si inoltra nel bosco con una salita ripida e continua a
zig-zag sul fianco est del Sas da Mezdì, portandoci in 55' al
Troi di Soldai, una "spalla" appena sotto la cima dove rimangono alcune
rovine di una costruzione
bellica risalente alla Grande Guerra. Non fatichiamo ad
immaginare che lo scopo della costruzione fosse un punto di
controllo/avvistamento data la sorprendente ampiezza della vista che si
gode da quel punto. Appena sotto, ad ovest, Moena con la Val di
Fassa e lo sfondo del massiccio del Latemar. A nord-ovest
svettano il Catinaccio e il Catinaccio di Antermoia, poco più a
destra il Sassolungo. Al lato opposto della valle S. Pellegrino,
il Monzoni.
Il sentiero prosegue in salita senza particolari difficoltà,
anche se con lo strapiombo vicino, fino ad arrivare alla vetta del Sas da Mezdì
(2300 mt) in altri 20'. Altro sguardo al panorama magnifico,
realmente a 360°, trattandosi della vetta più alta della
zona.
La via del ritorno corre sulla cresta sud del Sas da Mezdì e
qui, contrariamente alle indicazioni della nostra guida, abbiamo
trovato qualche piccola difficoltà dovuta soprattutto al fatto
che almeno un paio di volte abbiamo "perso" i segnali bianco/rosso del
sentiero, sicuramente più visibili per chi sale in direzione
opposta. Ci siamo trovati in alcuni tratti di roccia friabile
abbastanza esposti sullo strapiombo e senza protezione.
A 25' dall'aver lasciato la cima di Sas da Mezdì siamo giunti
alla forcella Valboneta (2210 mt), da dove lo stretto sentiero prosegue
seguendo la cresta e tagliando il pendio erboso e molto ripido.
In altri 45' siamo arrivati alla forcella del Pozzil (2147 mt) e per un
breve tratto il sentiero 614 coincide con il 622. Da lì,
10' minuti di discesa tranquilla
nel bosco per arrivare ad un bivio dove, a sinistra, si prosegue
prendendo il segnavia 622 verso la stazione intermedia del Lusia.
Si continua in discesa dolce e, 20' dopo il bivio, si incrocia
una strada sterrata che in altri 15' ci porta a Malga Pozza (1868 mt) e
al nostro punto di arrivo.
by Cal