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Reportage fotografico di Washington       Home USA Indice/Index  

La pacata e signorile Washington
tranquilla, come si addice a una capitale, lascia a Georgetown  la vita notturna

1. Introduzione
2. The mall: dal Campidoglio a Lincoln
3. Musei, Smithsonian Institution, National Geographic
4. Indipendenza: la dichiarazione del 1776
5. The wall: Vietnam Veterans Memorial
6. La casa bianca
7. Arlington: la tomba di Kennedy e Iwo Jima
8. Georgetown
9. La cattedrale, il Watergate ed altro



Introduzione
La prima cosa che colpisce quando si arriva a Washington è la disponibilità delle persone a darti una mano. Usciti dalla metro con l'evidente faccia smarrita dei turisti che arrivano in una nuova città e cercano di orientarsi con la cartina in mano, più di qualcuno si è fermato per chiederci se poteva darci una mano. Orientarsi non è molto difficile perchè, secondo il sistema americano, le street si incrociano alle avenue e quindi trovato l'incrocio giusto sai dove sei. Ma più di qualche volta il problema è stato capire in quale direzione muoversi, nord, sud, est , ovest? Ammettiamolo, più di qualche volta il problema è stato capire dove caspita sta, il nord o l'est, soprattutto nelle giornate nuvolose.
A Washington abbiamo passato tre giorni e mezzo. Abbiamo saltato completamente i musei tipo il National Gallery of Art, che di sicuro richiede almeno una giornata tutta per sè, perchè abbiamo voluto concentrarci su ciò che non possiamo vedere in Europa (Rembrandt, Rubens, Tintoretto, Tiziano abbiamo l'opportunità di vederli anche qui, la carta costituzionale americana no.)

Ingressi gratuiti su prenotazione
Tenete conto che a Washington tutto è gratuito. Dai musei, alla salita sull'obelisco, alla visita al Campidoglio, non abbiamo mai pagato nulla. Per il Campidoglio e la salita all'obelisco (il monumento a George Washington) i biglietti si ritirano a dei chioschi ai piedi di entrambi. La distribuzione si basa sulla logica del "chi primo arriva meglio alloggia", e quindi in genere al pomeriggio non ce ne sono più. Siccome sono ad orario, conviene andare a ritirarli al mattino per poi ripresentarsi all'ora indicata. Attenzione: se saltate il vostro turno difficilmente vi faranno passare con quello successivo. In questo caso dovete procurarvi un altro biglietto. Altra cosa di cui tenere conto: in quanto cittadini stranieri per la visita alle due camere del Campidoglio ci hanno chiesto il passaporto (unico caso in tutto il nostro viaggio). Ricordatevi di portarlo con voi se non siete soliti farlo.

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The mall: dal Campidoglio al Lincoln Memorial
Capitol Hill Lincoln Memorial Circa quattro chilometri di parco che si estende in lunghezza, il Mall è il luogo dove si concentra la maggior parte delle cose da vedere. Chiuso a est da Capitol Hill dove si erge il campidoglio e a ovest dal Lincoln Memorial, è interrotto a circa due terzi dall'obelisco del Washington Monument, all'altezza del quale verso nord si trova la casa bianca. Lungo i due bordi del Mall (Constitution Avenue e Independence avenue) si trovano i musei e gli edifici istituzionali. Nei pressi del Lincoln Memorial c'è invece il Vietnam Veterans Memorial, il lungo muro di granito nero dove sono scritti i 58.156 nomi dei soldati caduti in quella guerra
Data la lunghezza sembra impensabile farla a piedi da un estremo all'altro, in realtà con le varie soste per visitare questo o quello ci si accorge di essere arrivati dall'altra parte, anche perchè, a onor del vero i piedi "urlano vendetta". Comunque oltre ai taxi sempre a portata di "braccio alzato" (così indicate al taxi che volete proprio lui), c'è anche una linea del Circulator che fa il giro del Mall. Attenzione però che alle 18 c'è l'ultima corsa. Eventualmente c'è comunque la metropolitana, ma se potete viaggiate in superficie.
Il Mall è in ogni caso un parco dove poter anche riposarsi. E' molto frequentato dai washingtoniani per giocare a palla e anche come punto dove esprimere il proprio dissenso.

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Musei, Smithsonian Institution, National Geographic
Se New York è la città dei musei, Washington non le è da meno, con la differenza che qui sono tutti gratuiti. Sono davvero tanti e per vederli tutti forse occorre una settimana e non qualche giorno. Abbiamo tralasciato quelli d'arte, di storia naturale e della storia d'America per concentrarci su quelli che ci potevano dare qualcosa che non si trova a casa. Smithsonian Institution Smithsonian Institution
Molti dei musei che si trovano sul Mall sono gestiti dalla Smithsonian Institution, la cui sede si trova in un edificio di pietre rosse conosciuto come "The Castle" costruito nel 1855. La genesi di questa istituzione è curiosa. Nacque infatti per volere di un inglese James Smithson che morì a Genova nel 1829 e destinò i suoi beni alla formazione della cultura scientifica negli Stati Uniti, paese nel quale non aveva mai messo piede, almeno da vivo. Dello Smithsonian fa parte anche il National Air & Space Museum, che di sicuro merita una visita per ripercorrere la storia dell'aviazione e quella della conquista dello spazio con reperti originali come la capsula Gemini (di cui si può vedere l'interno) e un pezzettino di pietra lunare da toccare.
National Geographic. A coloro che interessa, sulla 16th Street all'incrocio con la M Street si trova la sede della National Geographic's Society. ScriCal è un'appassionata lettrice della rivista e non potevamo quindi farci scappare l'occasione di visitarne la sede, dove si tengono mostre dei fotografi della Society.

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Indipendenza: la dichiarazione del 1776
Smithsonian Institution Andare a Washington e non vedere l'originale della Dichiarazione d'Indipendenza è come andare a Roma e mancare il Colosseo. L'America, nel bene e nel male, si fonda sul quel pezzo di pergamena rispetto al quale oggi sembra aver dimenticato molti passaggi basilari. Quella carta è stata di certo firmata sulla pelle e sul sangue delle popolazioni indiane, ma, quale nazione non è sorta sulla pelle di qualcun altro? Da quella pergamena si avverte la forza e lo spirito di chi, tra mille compromessi, deve far convivere genti e ragioni differenti. Forse questo è stato davvero il primo sogno americano. Irrealizzato, per certi versi, come tutti i sogni, il cui compito non è diventare realtà ma spingerci in avanti. Da non perdere anche la Magna Carta del 1215 (primo documento che registra la concessione di diritti alle persone) e la Costituzione degli Stati Uniti (1787). Il tutto e tanto altro al National Archives, sulla Constitution Avenue.

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The wall: Vietnam Veterans Memorial
Vietnam Veterans Wall Visitare Washington dà, a volte, la sensazione di visitare un enorme, vasto cimitero. Il tributo ad eroi più o meno grandi e di un numero che sembra infinito di guerre è ad ogni angolo della città. Il Vietnam Veterans Memorial, "The Wall" come viene anche chiamato, è di sicuro il più famoso. Anche se non sei americano, fa una certa impressione questa distesa di nomi scritti con caratteri minuti. La stessa impressione del nastro registrato che recitava i nomi degli ebrei caduti per mano nazista nella sinagoga di Praga. Questo perchè i nomi rendono i morti quello che sono: non solo soldati, non solo ebrei, non solo vittime per far girare il contatore di una triste contabilità di morte, ma persone con i loro sogni e miserie, vite spezzate inutilmente per feroce follia o calcolo politico, non importa.

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la casa bianca La Casa Bianca
L'abbiamo vista solo dall'esterno perchè c'era una qualche avvenimento che non ci ha consentito di entrare. Un tempo si poteva prenotare la visita in giornata ma nel periodo in cui ci siamo stati noi chiedevano un prenotazione anticipata di 90 giorni. Non abbiamo ben capito se questa fosse una misura dopo 11 settembre, comunque sia se volete visitarla vi consigliamo di informarvi ben prima della vostra partenza.

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Il cimitero di Arlington Arlington: la tomba dei Kennedy e Iwo Jima
Al cimitero di Arlington siamo andati nella nostra mezza giornata di visita guidata. Una giornata uggiosa, tagliata su misura per la visita ad un cimitero. La visita guidata, prenotata dall'Italia, è stata una mezza burla. Però bisogna dire che eravamo solo noi, con la nostra guida sudamericana che masticava qualche parola di italiano frammista allo spagnolo, e quindi abbiamo potuto gestire il tempo a nostro piacimento. Anche in questo caso la vastità dell'area, 300.000 tombe, ci ha consentito di vedere solo le cose principali: la tomba di J.F. Kennedy e del fratello Robert (quest'ultima è una semplice croce bianca), la tomba del milite ignoto dove abbiamo assistito allo scenografico cambio della guardia (ogni mezz'ora). Infine il monumento Iwo Jima, 100 tonnellate che riproducono la foto di guerra più famosa di tutte le guerre, il gruppo di soldati che alzano la bandiera americana. Il cimitero è così vasto che richiede una buona gamba per spostarsi da un luogo ad un altro sempre e comuqnue circondati dalla fila a perdita d'occhio di pietre bianche. Contrariamente a quanto pensavamo non vi sono sepolti solo i soldati caduti in guerra, ma anche quelli morti successivamente, oppure le mogli o altri parenti prossimi.

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Georgetown
Qui è la vita notturna di Washington. A Georgetown i ristoranti si susseguono uno dietro l'altro, in centro a Washington qualche sera abbiamo avuto difficoltà a trovare un posto dove mangiare. Ci si arriva con il solito Circulator ma per il ritorno bisogno pensare a un taxi. In questo quartiere residenziale ci sono molte case dell'800. Al n. 3051 di M Street c'è la Old Stone house del 1795, l'unica abitazione prerivoluzionaria rimasta a Washington.

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La cattedrale, Watergate ed altro
Bè, fino ad adesso non abbiamo citato il Potomac, nome indiano che significa acqua tranquilla, il fiume che si attraversa per andare a Arlington. A Washington c'è poi la sesta cattedrale più grande del mondo la Washington National Cathedral. Iniziata nel 1907 e finita nel 1990 non ha avuto molto da dire a ScriCal, che aveva appena concluso il proprio banchetto nuziale in un borgo medioevale del 1200 giù di lì. In una delle vetrate della cattedrale, la Space Window, è però stata incastonata una pietra lunare portata dagli astronauti dell'Apollo 11.
Nel nostro giro in pulmino abbiamo anche percorso la strada delle ambiascate, davanti all'hotel Watergate e per giungere Arlington abbiamo attraversato il Potomac sul Arlington Memorial Bridge a cui estremi ci sono quattro statue equestri bonzee, dono dell'Italia come ringraziamento per quanto fatto dagli USA durante la seconda guerra mondiale. Ed ora, dopo tutto questo, godetevi il reportage fotografico della città

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by ScriCal