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Traversata del ghiacciaio della Marmolada                                                   28 agosto 2003
con guida alpina

Tempi Difficoltà Tot. dislivello salita Mezzi Costi Foto Cartina
2.30 ore facile (con guida alpina)
325 mt. Cabinovia 49

Il punto di vista di Scri


Esperienza senza difficoltà (purchè con guida!), con bellissimo panorama e visita alle trincee della Grande Guerra.   Circa 2 ore di traversata sul ghiaccio più il tempo della visita.

Per questa escursione la presenza di una guida alpina è obbligatoria, a meno che non siate alpinisti esperti.   Le guide alpine che noi abbiamo contattato si trovano a Campitello, appena prima di Canazei risalendo la Val di Fassa.   Il servizio offerto comprende l'attrezzatura (imbracatura, corde, moschettoni e, soprattutto, ramponi) necessaria alla traversata, oltre l'indispensabile supporto da parte della guida.   Noi abbiamo pagato 42 euro a persona.   Sono assolutamente necessari gli scarponi da montagna con una buona suola e potrebbero rivelarsi utili anche un paio di guanti, oltre ad un po' di vestiario pesante (la guida ci ha detto più volte: "il ghiacciaio può essere un forno o un freezer" ... e l'abbiamo constatato di persona).
Ci siamo trovati alle 8.15 alla partenza della cabinovia (7 euro a/r) presso il rifugio Seggiovia Marmolada, al lago di Fedaia (2074 mt).   In un quarto d'ora la cabina porta al rifugio Pian dei Fiacconi (2625 mt) e durante il tragitto ci è capitato di vedere qualche marmotta e una coppia di camosci.
Dal Pian dei Fiacconi ci si incammina verso il vicino rifugio Capanna al Ghiacciaio (2700 mt) che si raggiunge in 5', da dove si raggiunge il limite del ghiaccio in 15' minuti.   Si infilano i ramponi (o vi infilano i ramponi!) e l'imbracatura, dopodiché, assicurati i moschettoni, si inizia la traversata in cordata.    Se non si è abituati, i primi cinque minuti con i ramponi ai piedi sono per lo meno curiosi, ma poi, imparata la tecnica, si procede abbastanza spediti.
Il tragitto sul ghiaccio dura circa un'ora, tempo necessario all'arrivo al rifugio Serauta (2950 mt), dove si trova il museo della Grande Guerra e alcune trincee visitabili.   Durante la traversata abbiamo visto vecchi oggetti emersi dal ghiaccio, anche a causa del forte scioglimento.   Tra questi il più curioso è stato un vecchio paio di sci con occhiali, persi da chissà chi (e chissà come) diverse decine di anni fa, a giudicare dal modello.
Altra cosa notevole (mostrata e spiegata dalla guida) sono i crepacci, con le modalità di attraversamento in sicurezza ("qui si può ma qui no, vedete la neve diversa?").  La traversata non presenta difficoltà (e comunque si è sempre sotto l'occhio vigile della guida): non è faticosa e non ci sono strapiombi.
Arrivati al rifugio Serauta (stazione di arrivo anche della funivia che da Malga Ciapèla che porta in Marmolada) abbiamo visitato le trincee, museo all'aperto della Grande Guerra.   Quelle visitabili sono le postazioni italiane nella zona di Punta Serauta, che si contrapponevano con le postazioni austro-ungariche a Sasso delle Undici e Cima Dodici (praticamente di fronte) e a quelle sulla Marmolada, dove gli Austrici avevano costruito una vera e propria cittadella nel ghiaccio ("Città del Ghiaccio", oggi scomparsa e della quale rimangono solo i resti di alcune baracche in legno nella roccia).
Le trincee si visitano seguendo i passaggi lungo Cima Serauta, con un po' di attenzione ma sempre con un cordino di sicurezza nei punti più delicati.   Oltre ai camminamenti esterni, si entra in gallerie e punti di osservazione scavati nella roccia.
Nella stazione della funivia è anche possibile visitare un piccolo museo dove sono raccolti reperti e foto di quel periodo (chiude tra mezzogiorno e l'una).   Sia le trincee che il museo sono gratuiti.
Si ritorna per la stessa via dell'andata e dopo circa un'ora ci si tolgono i ramponi per percorrere il tragitto sulle rocce levigate dal ghiacciaio ritiratosi e dove si apprezza notevolmente il grip delle suole degli scarponi sul calcare.   A parte l'esperienza sul ghiaccio (che da sola vale l'escursione) anche il panorama sul Gruppo di Sella con il Piz Boè e sul Sassolungo è notevole (a proposito, si nota la differenza di colorazione tra la roccia del Sella, composta da dolomia, e quella della Marmolada, calcarea).


by Cal