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Sentiero delle Scalette                                                                                  1 settembre 2003

Tempi Difficoltà Tot. dislivello salita Mezzi Costi Foto Cartina
6.50 ore Media (x esperti) 1100 mt. Bus navetta 7 a/r

Il punto di vista di Scri

Sentiero di media difficoltà (con parte attrezzata - si consiglia il casco)

L'escursione parte da Pera di Fassa (1326 mt).   Al confine tra i paesi di Pera e Pozza, sulla sinistra (se si arriva da Canazei) c'è un piazzale, segnalato con cartelli, da dove parte un servizio di navette verso il rifugio Gardeccia.   E' obbligatorio l'utilizzo di questo servizio poichè l'uso della strada di accesso al rifugio (asfaltata) è consentito ai soli veicoli autorizzati.   Il servizio è ad orario continuato (esclusa pausa dalle 12 alle 14) a partire dalle 7.30 del mattino (non è necessaria prenotazione).   Il costo è di 7 euro a testa, andata e ritorno, e i bus (20 posti) partono man mano a riempimento (o comunque con attesa massima di circa 20 minuti).
Arrivati al rifugio Gardeccia (1949 mt) con circa 15 minuti di bus, inizia l'escursione e si rididiscende lungo la strada riattraversando il ponticello (qualche decina di metri) trovando sulla sinistra il sentiero con segnavia 583 per il Passo delle Scalette.   Per circa 60' il percorso si svolge in salita dolce, sulla costa ai piedi dei dirupi di Larsec in un bosco di mughi e attraversando diverse zone detritiche di valanghe o frane.
Qualche difficoltà inizia allo scivolo roccioso di accesso al Larsec, e poco dopo abbiamo indossato il casco visto il percorso ripido e su detriti.   Il sentiero si svolge nella gola stretta tra massi e rocce, in forte pendenza e molto spesso si devono usare anche le mani per la salita.   Non sempre i segni bianco/rosso che indicano la via migliore sono visibili e consigliamo caldamente di cercarli con cura.   In un paio di occasioni noi li abbiamo "persi" e ci siamo arrampicati lungo vie che ci hanno particolarmente impegnato, ritardandoci probabilmente di una buona mezz'ora sui tempi.
In questa parte del percorso (come sempre, del resto, in montagna) fare molta attenzione nei movimenti: anche se non si è esposti su strapiombi, il canalone alle spalle è molto ripido e con rocce friabili.
A circa 2/3 si incontra anche una parte attrezzata con cordino di sicurezza fissato alla parete.   Noi avevamo imbracatura e moschettoni e abbiamo preferito assicurarci al cordino dato che la stanchezza iniziava a farsi sentire (e poi la sicurezza non è mai troppa!).
In circa 90' di canalone si giunge al Passo delle Scalette (2348 mt).   Al bivio segnalato con cartelli si prende a destra per il passo di Lausa (l'eventuale imbracatura può essere tolta mentre, per massima sicurezza, conviene tenere il casco a portata di mano).
La salita verso il Passo di Lausa avviene in uno scenario "lunare", tutto roccia, guglie, cielo e nuvole (e nel nostro caso chiazze di neve fresca).   Ma più di tutto ... il silenzio.   Totale, incredibile e irreale.   Verrebbe da dire "innaturale", se non ci trovassimo nel bel mezzo della natura stessa.   Imboccato il sentiero al bivio (sempre segnavia 583), in pochi minuti si arriva al Lago Secco, una conca ora vuota ma nella quale non è difficile immaginare la presenza di un lago in un passato forse anche recente, che immette in Val di Lausa.
La salita verso il passo di Lausa presenta ancora un breve tratto attrezzato ma è comunque molto più agevole di quella delle Scalette (anche se in qualche tratto è comunque necessario aiutarsi con le mani).   In 60' siamo arrivati al Passo di Lausa (2700 mt), dove ci ha accolto anche una debole nevicata, oltre che ad un panorama mozzafiato.
Seguendo il sentiero (sia tramite i segni bianco/rosso che con opportune piramidi di sassi), in 50' si scende al rifugio Antermoia (2497 mt), facendo attenzione all'ultimo tratto di discesa ripida (quando il rifugio è già in vista sotto di voi) e di stanchezza nelle gambe.
Dopo la doverosa pausa, si lascia il rifugio seguendo il sentiero sulla sinistra con segnavia 584 per passo di Antermoia / rifugio Passo Principe.   Si costeggia il piccolo lago di Antermoia sul fondo della piccola conca pianeggiante che lo ospita per una ventina di minuti, poi si risale decisamente verso il passo (2770 mt, la quota più alta toccata in tutto il percorso).   La salita (sul lato sinistro di un torrentello) non presenta difficoltà e ci ha portati sul passo in 60' dalla partenza dal rifugio di Antermoia.   Qui abbiamo trovato la seconda (leggera) nevicata dell'escursione.   Considerando che la giornata era nuvolosa con temperatura di poco sopra lo zero, l'avere con noi indumenti pesanti è stato provvidenziale.   Unica cosa mancante nel nostro equipaggiamento erano un paio di guanti che ci avrebbero fatto comodo.
Sul passo di Antermoia non ci sono, purtroppo, cartelli indicatori per il rifugio Passo Principe (nostra successiva meta).   Si deve tenere la destra e scendere lungo il ghiaione ai piedi del Catinaccio di Antermoia (particolare attenzione per la friabilità del fondo, anche se il percorso non è particolarmente difficile).  In 25' minuti siamo arrivati al rifugio Passo Principe, letteralmente abbarbicato su uno sperone di roccia.
Da qui il percorso (sempre segnavia 584) si allarga e non presenta più difficoltà, lasciando anche la possibilità di guardarsi intorno mentre si scende a valle (a noi è capitato di vedere due camosci o simili).   In 35' siamo giunti ai rifugi (affiancati) Violet e Preuss (2243 mt) e in altri 30' al rifugio Gardeccia, alla partenza del bus navetta per il ritorno a Pera di Fassa (in servizio fino alle 19).
Se il tempo di camminata è stato di 6.50 ore, di fatto il tempo occorso per l'escursione (considerando le soste ma escluso il tempo del bus) è stato di circa 8 ore.

by Cal