Gli alberghi
Questo, per ScriCal, è stato il suo
viaggio di nozze e chiaramente ci siamo concessi una media più alta
del solito. A Washington abbiamo soggiornato al Capitol Hilton a due
passi dalla Casa Bianca e a un passo dalla sede del National
Geographic. A New York invece siamo stati al Park Central in questo
caso a due passi da tutto; da un parte Central Park dall'altra Times
Square. Se a Washington la categoria superiore si è vista, a New York
già meno. Prima del previsto abbiamo fatto cambiare lenzuola e
asciugami perché non eravamo certi della loro pulizia. Un pezzetto di
plastica caduto sulla moquette il primo giorno ha circumnavigato la
stanza per tutto il periodo della nostra permanenza. Noi stessi non
l'abbiamo raccolto curiosi di vedere se mai sarebbe stato aspirato.
Abbiamo quindi sperimentato ciò che ci era già noto, mediamente gli
alberghi a New York sono sopravalutati in termini di stelle. La
qualità è in genere inferiore ai pari categoria europei, i prezzi
sono alti e nella maggior parte dei casi non comprende la colazione.
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Colazione da
Starbucks
Poiché nessuno dei due alberghi
comprendeva la colazione abbiamo cercato fuori il nostro primo pasto
quotidiano. Starbucks è la nota catena di caffetterie. La si trova ad
ogni angolo di strada. Ci sono diversi tipi di caffè anche se poi le
scelte si riducono a due: caffè nero americano e caffè latte con o
senza crema, con o senza cioccolato caldo o freddo. C'è una buona
varietà di dolci extra-large, anche se, essendo una catena, i dolci
di Washington erano gli stessi che abbiamo poi trovato a New York. Da
Starbucks abbiamo mangiato con una spesa da 7 a 10$ in due.
Il primo mattino a New York abbiamo provato un delicatessen, che dava
proprio sulla 7th Ave. Abbiamo speso 20$ (16,50+mancia) per mangiare
due paste (seppure con scelta più ampia dello Starbucks) e due caffè.
A conti fatti siamo ripiegati nuovamente sulla catena dove almeno non
c'è l'assillo del 18% di mancia.
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Trash food: hot-dog
per strada e fast food
A noi piace ogni tanto infilarci dentro un fast
food. In Italia abbiamo visto che Burger King è meglio di McDonalds
(almeno a Milano).
Nel paese che ha creato il trash food non potevamo mancare di
provare i fast food locali e neppure "l'ebrezza" di acquistare un hot
dog per strada. Volevamo farlo a Wall Street seguendo le orme dei
Brokers ma non c'è stata l'occasione. Il nostro hot-dog per strada
l'abbiamo preso a Central Park, Costo 2$ ciascuno e 2$ anche la
bottiglia da 50 cl di coca-cola. Le dimensioni non sono eccezionali
(forse l'unico caso) così abbiamo fatto un secondo giro di Hot-dog.
In totale abbiamo speso 10$.
Per quanto riguarda i fast-food, il McDonalds americano è di certo superiore, sebbene
siamo sempre nell'area di cibo che certo salutare non è. Si mangia
con una spesa che va trai 10 e i 15$ (2 persone). Bisogna tenere
conto che nei fast-food non vendono birra ma solo analcolici (se la
chiedi ti guardano strano come a dire "ma questo da dove viene?). Il
miglior hamburger che abbiamo mangiato è al McDonalds del National
Air and Space Museum di Washigton. Abbiamo provato il Ranch Chicken
BLT grilled. Veramente ottimo. Lo stesso hamburger mangiato a New
York non è stato all'altezza di quello di Washington.
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La gestione della
mancia
Può diventare un vero e proprio incubo
il calcolare la tip o gratuity che nonostante
l'assonanza con il termine italiano di gratuito non ha proprio nulla.
Come si sa la mancia negli Stati Uniti è un obbligo, poiché i
camerieri si stipendiano con quella. Sapevamo del 15% ma per non
sbagliare abbiamo chiesto a degli avventori. Oggi la mancia è tra il
15 e il 18% preferibile il 18 e a New York ci siamo trovati anche uno
scontrino con il 20%. Visto che per mangiare non si spende proprio
poco, la mancia finisce per essere una voce addizionale non di poco
conto. Bisogna calcolarla sul totale prima della voce Tax
(tasse) un'addizionale del 10% in più a Washington e dell'8% a
New York (qui l'abbigliamento fino a 110$ è esentasse). Per
concludere, è difficile sapere quanto effettivamente si spenderà
basandosi solo sui prezzi riportati sui menu che non comprendono le
tasse. Non sorprendetevi, quindi, se il vostro conto finale sarà
diverso da quello che vi siete fatti mentalmente.
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Dove abbiamo
mangiato a Washington*
Non è semplicissimo trovare da mangiare
a Washington, a meno di non andare a Georgetown alla quale la
capitale americana ha affidato il compito di gestire la vita notturna
della città. Spesso in centro abbiamo dovuto girare un po' prima di
trovare un luogo dove mangiare. Molti fast food, ad esempio, chiudono
alle 21. Ecco dove abbiamo mangiato:
Daily Grill, 1200 18th Street
NW: Onion Rings, 1 zuppa del giorno, 2 NY Strip Steak 12 oz. con
spinaci (sconditi), 3 birre Samuel Adams, tot. con mancia 95.
Atmosfera intima con luci soffuse, che poi abbiamo scoperto essere
l'atmosfera di Washington.
The Station Grill alla Union
Station, 2 tuna platter (tonno alla griglia con verdure e patatine),
2 birre Samuel Adams, tot. 52$. Ci è
piaciuto. Abbiamo pranzato nella parte esterna del locale gustandoci
il via vai della stazione.
Capitol City Brewing Co.,
1100 New York Av., NW, 1 simple Chix (petto di pollo grigliato con
fagioli e riso), 1 Chesapeake Salmon (salmone grigliato 8 oz. con
patate stufate), 2 Oatmeal Pint (birra scura, buona), tot. 37,40$.
Birreria con musica molto alta, cibo buono ma senza note di rilievo,
ci hanno portato dei mini bretzel (pretzel in americano) in attesa
dei piatti.
Martin's Tavern, 1264
Wisconsin Ave., 2 Fish&Chips, 2 Samuel Adams, 1 caffè (americano
ovviamente), tot. 61$. Locale a Georgetown dai prezzi vistosi, ma
ovunque era pieno ed anche qui abbiamo aspettato un buon quarto d'ora
prima di sederci. Ci siamo limitati al fish&chips, ma bisogna
dire che i pub inglesi lo sanno fare meglio. La cucina deve comunque
essere buona se Kennedy e Jaqueline avevano qui un tavolo fisso.
America, Union Station, 2
Samuel Adams, 1 Crab Cakes, 1 Mahi mahi, tot. 60$. Ci siamo andati
perché la pubblicità diceva che aveva la vista su Capitol Hill e per
la nostra ultima serata a Washington ci sembrava l'ideale. La vista
non c'è perché il parco antistante copre la cupola del Campidoglio e
il cibo ci è parso insipido, senza carattere. La birra è solo in
bottiglia.
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Dove abbiamo
mangiato a New York*
Se c'è una cosa che non è difficile a
New York è trovare qualcuno che ti dia da mangiare, a qualsiasi ora
del giorno e della notte. Come ti guardi in giro sei circondato da
locali che offrono piatti da tutte le parti del mondo. Come sempre
quando siamo all'estero evitiamo tutto ciò che è italiano, pasta,
pizza o quant'altro. Ci piace provare le cucine del posto e sebbene
quella americana non sia molto varia, si può magiare molto bene anche
qui. Ecco dove abbiamo mangiato:
Virgil's BBQ, 152 West 44th
Street, 2 texas Beef Brisket Dinner con verdure e patatine, 1 pinta
Magic hat, 1 pinta Brooklyn, tot. 65,59$. Qui la mancia l'hanno
calcolata loro risparmiandoci la fatica del conteggio. Birre e carne
molto buoni. Portatevi una felpa perché avevano l'aria condizionata a
manetta.
Stage Deli of New York, 834,
7th Av., 2 Chopped Steak Dinner, 2 Brooklyn, tot 69$. Avevamo voglia
di bistecca e ci siamo trovati con un hamburger gigante (in pratica 2
hamburger delle nostre dimensioni a testa) ricoperta di cipolla e
accompagnato da fagiolini (sconditi) e onion rings. Buono comunque ma
non ce l'abbiamo fatta a finire. Inoltre ha le vetrine sulla settima,
tu mangi guardando il formicolio della strada e la strada guarda cosa
tu mangi.
Heartland Chop house &
Brewery, 127 W. 43 St. at Broadway, 2 Buffalo Strip Steak con
Choc Pudding (puré di patate), 1 birra Indiana Pale Ale (IPA) = birra
amara di colore rosso chiaro, 1 farmer Jon's Oatmeal Stout = birra
scura che ricorda la Guiness, tot. 71$. Cibo buono, il posto è
notevole per le birre, ne hanno 7 o 8 tipi alla spina. E' un locale
stile birreria ma non con la musica assordante della brewery di
Washington ed anche l'aria condizionata non dava fastidio. Hanno
portato del buon pane all'aglio in attesa dei piatti.
Friday's, 761 7th Av. (vicino
all'incrocio con la 50th), 1 Flat Iron (bistecca grigliata) con
patatine, 1 Chicken & Shrimps (petto di pollo alla griglia con
gamberi impanati e fritti), 2 Sam Adams, tot 69$. Buono senza note di
particolare rilievo come accade con le catene, anche qui vetrina
sulla strada, è stato il nostro ultimo pasto in suolo americano (la
cena l'abbiamo fatta sullo spazio aereo degli states circa a
mezzanotte) e quindi volevamo goderci ancora una volta la vista su
Times Square. Molto simpatico il cameriere, un gay pazzo come un
cavallo, ha firmato il retro del conto come una star ti fa
l'autografo.
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(*) Le note ai ristoranti sono personali di ScriCal e non hanno
nessun valore di suggerimento o di critica per i locali dove abbiamo
mangiato. Riguardano la nostra esperienza e non vogliono essere un
giudizio sui locali citati.
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Metro e bus di
Washington
Per muoversi in città i piedi sono il
mezzo migliore, quando questi sono "cotti" i mezzi non mancano.
Evitando la metro che non ti fa vedere nulla abbiamo trovato comodo
il il Circulator, un bus
ben identificabile che gira per la città. Il biglietto costa 1$ ed è
valido 2 ore consentendo anche il cambio di linea. Unica pecca
l'ultima corsa è alle 21. Quindi se andate a cenare a Georgetown
dovete organizzarvi in modo diverso per il rientro. Noi abbiamo preso
un taxi 12$ compresa mancia la mancia. Qui potete calcolare i costi del
taxi.
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Metro e bus di New
York
Soprattutto per New York il mezzo più
adatto sono i piedi. Il traffico è micidiale se poi c'è qualche
evento (tipo la sessione dell'Onu con Bush) le auto sono immobili
nella strada. Ma senza accorgersene di chilometri se fanno e viene il
momento in cui i piedi non ce la fanno più. Gli autobus costano 2$.
Abbiamo trovato comodo fare la Metrocard caricandola con 10$ si ha 6
viaggi invece che 5.
Così per tre volte abbiamo preso il bus il
tutta tranquillità (hanno le corsie preferenziali ma se il traffico è
in tilt ci rimangono in mezzo anche loro, o peggio non passano perché
ne hanno deviato il percorso). Il bello della metrocard è che può
essere usata per più persone. Altre carte sono invece per singola
persona. Costano di più ma danno molto di più di quello che in pochi
giorni si può vedere. Qui potete trovare delle mappe del bus, che
sono comunque disponibili nei Visitors Centers sparsi per la città.
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Il viaggio in
auto
Abbiamo affittato un'auto (dall'Italia)
per fare il tragitto da Washington a New York. 90€ full optional
compreso il navigatore satellitare che, a onor del vero, si è
rivelato prezioso e molto paziente con noi che, comunque, anche in
terra straniera ci viene bene fare di testa nostra come non avessimo
fatto altro per tutta la vita che viaggiare sulle strade americane.
Anche se il tragitto è stato breve il viaggiare in auto riesce sempre
a dare una percezione dello spazio fuori dalle capitali, che spesso
non sono le migliori testimonial del come si vive in un paese. Il
trasferimento da Washington a New York ci è costato in totale circa
12 $ di pedaggi.
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Transfer da / per
gli aeroporti
Non abbiamo prenotato i transfer
dall'aeroporto agli alberghi dall'Italia. Ci piace arrangiarci da
soli. In ogni caso, se uno si trova inguaiato ci sono sempre i
taxi.
Washington: dall'aereoporto di Dulles c'è un coach, un pullmann,
il Washigton Flyer che costa 9$ a
persona solo andata, ma si possono fare biglietti A/R risparmiando
qualcosa. Parte ogni mezz'ora per la
stazione della metropolitana di West Falls Church, dove arriva in 20
minuti. Da qui è facile raggiungere il centro, 30 minuti per un costo
medio di 2.50$. Per informazioni si può vedere il sito della metro.
New York: anche in questo caso non è difficile raggiungere il
centro dall'aeroporto JFK. Cambiano i tempi, dovete mettere in conto
quasi un'ora e mezza per arrivare al vostro terminal. Tutti i
terminal del JFK sono collegati con l'AirTrain, un trenino elettrico
senza autista. Dovete prendere questo trenino fino alla stazione A,
Howard Beach. Non si paga. Ad Howard Beach si prende la linea A per
il centro di Manhattan. Poi da lì dipende dove si deve andare. Noi
siamo scesi alla 42esima e abbiamo cambiato sulla linea E per
raggiungere la 7th Av. Il costo è di 7$ a testa e può essere
acquistata una Metrocard. per informazioni si può vedere il sito della metro.
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Volare nel tempo
dell'allarme terrorismo
Non abbiamo avuto grossi problemi anche
se era evidente che non ci trovavamo in un periodo normale. Siamo
partiti il 12 settembre, quindi il giorno dopo il quinto anniversario
delle torri gemelle e qualche settimana dopo la scoperta degli
attentati che si stavano preparando in Inghilterra utilizzando voli
di linea. Come consigliato dalla compagnia ci siamo fatti trovare ben
in tempo al checkin e non abbiamo messo liquidi, gel o creme nel
bagaglio a mano. Ad Amsterdam, dove abbiamo preso il volo per gli
Stati Uniti, oltre al metaldetector ci hanno fatto una veloce
perquisizione personale. Dall'11 settembre per entrare in USA bisogna
sottoporsi a un rilevamento elettronico delle impronte digitali con
relativa foto scattata sul posto. Quando siamo partiti da New York
pensavo che i controlli sarebbero stati minori perchè tanto ce ne
stavamo andando. Invece ci hanno fatto togliere le scarpe per farle
passare sotto il metal detector dove di solito passano le
borse.
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Il libro in lingua: La
costituzione americana
Bè, che libro prendere in un paese di cui si conosce la lingua e
molti sono gli autori noti? Il primo, quello che in assoluto ha
fondato questo paese, la costituzione americana. Al National Archive
di Washigton sono conservate le carte originali con la firma di
George Washington e dei padri della patria.
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