| 1. Il libro in estone |
| 2.
Il libro in lettone |
| 3.
Il libro in lituano |
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Quando ScriCal viaggia in paesi di cui non conosce la lingua è tradizione l'acquisto di un libro in lingua originale. E' stato così per la Spagna con il Don Chisciotte di Cervantes, a Praga con Kafka in ceco, a San Pietroburgo con Dostoevskij in russo.
Il libro in lettone In Lettonia ci siamo
trovati con la
domenica di mezzo e l'acquisto del libro ci ha causato qualche
difficoltà. In realtà c'era un libreria accanto
all'albergo che era "ancora" chiusa quando siamo usciti al mattino e
"già" chiusa quando siamo rientrati la sera. Ci siamo
così ridotti ad acquistare il libro in una sorta di
cartolibreria, in un brutta fotocopia di un centro commerciale, alla
periferia di Jelgava ultima cittadina prima del confine. Il
libro si
intitola "Karma vīriešiem un sievietēm" pare sia senza autore e
dalla immagine di copertina forse non è una gran perdita. Anche
la rete non ha fornito ulteriori informazioni, chiudo quindi qui il
capitolo lettone del libro. Il libro lituano Dopo la drammatica esperienza lettone in Lituania mi sono preparata di tutto punto. In questo caso mi è venuta in aiuto anche la guida che aveva un riquadro su Adam Mickiewicz, il quale - sebbene polacco - scrisse i versi lituani più famosi: Lituania, patria mia, sei come la salute; solo chi ti ha perduto sa quanto ti valga. Nel 1815 Adam si iscrisse all'Università di Vilnius e fu ben presto coinvolto nei movimenti contro lo zar, finché fu deportato in Russia. Forti della conoscenza appena acquisita ci siamo infilati in una piccola libreria proprio a ridosso dell'università di Vilnius. Dopo aver cercato di orientarci da soli, abbiamo infine ceduto e ci siamo rivolti alla libraria chiedendo un testo di Mickiewicz provocando in lei un sincero moto di sorpresa. "Di certo la pronuncia non è corretta" abbiamo pensato ed allora le ho allora mostrato il nome sulla guida ed ero io ora ad essere sorpresa che la sua sorpresa rimasse al livello iniziale. Poi è stata colta da illuminazione, ha detto qualcosa nella sua incomprensibile lingua e ci ha dato un libro bello voluminoso con il cognome dell'autore scritto in lituano. I lituani infatti traducono tutto nella loro lingua, anche i cognomi degli stranieri. Dopo averci presi per pazzi come d'abitudine, perché sì, che non si preoccupasse lo volevamo davvero in lituano, Cal ed io abbiamo soppesato il libro fra le mani pensando alle nostre valigie già piene, all'infida bilancia al check in dell'indomani. del resto poi in realtà era un polacco. Ci siamo allora timidamente rivolti alla libraria, e se ci orientassimo ai contemporanei? Lei ha urlato qualcosa su per la scala a chiocciola, dal piano sopra le è giunta una risposta, ci ha fatto vedere degli scaffali facendo chiaramente capire che lì c'erano tutti gli scrittori vivi e morti. A dire la verità uno scaffale non poi così grande, ma si sa, qui stiamo parlando di nazioni che hanno una popolazione a volte inferiore alle metropoli europee. A questo punto non solo la libraia, ma anche Cal cominciava a scalpitare. ad entrambi capita di passare interi pomeriggi in una libreria, ma se questa è lituana la cosa diventa meno comprensibile. La scelta dell'autore moderno non mi convinceva, già il libro lettone era un senza storia non volevo lo fosse anche quello lituano. Scorrendo i dorsi dei libri cercavo di farmi venire un'idea in fretta perché Cal già aveva un piede sulla scala a chiocciola ed era così stufo che avrebbe preso un Giobbe Covatta in lituano pur di finire la cosa là. E
proprio sullo scadere del tempo i miei occhi l'hanno visto:
Baranauskas, Antanas Baranauskas,
io quel nome lo conoscevo, sfoglio velocemente la guida ed eccolo
lì, due righe nella pagina dedicata a Mickiewicz. Baranauskas
il sacerdote poeta che nel 1861 scrisse La
foresta di Anykščiai per dimostrare che il lituano era una
lingua versatile con capacità evocative come quelle di
Mickiewicz.Quello era il mio autore! Ho trovato un libretto di poesie intitolato Rinktinė. ovviamente non chiedetemi un giudizio sulle liriche del nostro Antanas. by Scri
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