Islanda: le pigre balene islandesi di Húsavík

02.08.15 – Il giorno delle pigre balene islandesi – Húsavík

Giornata che si mette al bello. Lasciamo il lago Mývatn e riprendiamo la strada sterrata 87 che in 60 km ci porterà a Húsavík la nostra tappa marina di oggi. Sulla strada incontriamo una breve deviazione per Grenjaðarstaður e decidiamo di seguirla, trovandoci così davanti a un gruppetto di tipiche case in torba. DSC_0010_verso husavik-grenjadarstadur case torbaLe case ospitano un museo ma non sono ancora le dieci del mattino, l’orario di apertura, quindi visitiamo la chiesa. Prima delle riforma qui c’era una chiesa dedicata a San Martino con dodici tele che ornavano l’altare e che ora si trovano nel museo del Louvre. La chiesa attuale è stata costruita nel 1865, ne visitiamo anche il cimitero con tombe del XIX secolo.
Sono le 10.30 del mattino quando facciamo il nostro ingresso in Húsavík e ci dirigiamo verso il porto dove si trovano le agenzie di Whale watching. Troviamo due posti in uno Zodiac (sempre la nostra prima scelta per uscite di questo genere) non prima delle 16.30 (32600 isk per due persone, 219€). In attesa dell’orario della partenza decidiamo di anticipare la visita alle cascate Goðafoss una cinquanta chilometri più a sud.

Prima tappa: Goðafoss
Goðafoss, le ‘cascate degli dei’ meno imponenti di Dettifoss hanno una larghezza di 30 metri e un salto di dodici e si gettano dal campo di lava di Bárðardalur.
Goðafoss ha un significato importante per la storia islandese. Nel corso dell’Alþing (l’assemblea nazionale) dell’anno 1000, il lögsögumaður (oratore delle leggi, legislatore), Þorgeir, dovette prendere DSC_0030_godafossuna decisione definitiva sulla religione che il suo popolo avrebbe dovuto seguire. Quella tradizionale degli dei nordici o la nuova religione cattolica. Dopo 24 ore di solitaria meditazione decise per la seconda e gettò le statue delle divinità pagane norrene in questa cascata, da qui il suo nome. Per facilitare il passaggio però, si decise che la popolazione potesse seguire ancora i riti pagani ma solo ed esclusivamente in privato.
Il nome della cascata potrebbe derivare anche dal fatto che fin da prima fosse considerata sacra perché i tre getti principali rappresentavano la sacra triade: Óðinn (Odino),  Þór (Thor) e Freyr.

Seconda tappa: Húsavík (pop. 2240)
Siamo pronti per tornare a Húsavík mangiare una leggera zuppa di pesce e infilarci nelle ormai note tute per salire a bordo dello Zodiac. Il cielo è stupendo con solo qualche leggera nuvola. Il sole implacabile e prima di andare incontro a guai seri acquistiamo una crema solare protezione 30+ solo perché non abbiamo trovato la 50+. E pensare che era l’unica cosa di cui non pensavamo di aver bisogno qui!
Siamo fiduciosi. In Canada abbiamo visto orche e balene saltare davanti ai nostri occhi in giornate più DSC_0088_husavik-zodiac-balenanuvolose, mentre questa luce è spettacolare ci aspettiamo di vederla riflettersi sulla loro pelle bagnata mentre danzano fuori dall’acqua.
Lo Zodiac parte e appena fuori dal porto prende velocità iniziando a saltare sulle onde. Sempre emozionante anche se faticoso assorbire i colpi con le ginocchia piegate per salvaguardare la schiena.
L’uscita dura quasi tre ore ma nonostante il bel tempo vediamo solo dorsi e qualche coda. Sembrano un po’ pigre questa balene d’Islanda, nessuna che abbia voglia di fare un bel balzo fuori dall’acqua. Dopo aver girato per un’ora lo Zodiac riprende velocità e punta all’isola dei Puffin, i pulcinella di mare. Le onde si formano davanti a noi e il gommone si lancia sulla cresta cadendo nel vuoto dell’incavo nel quale sbattiamo come fosse cemento.
Viaggiamo veloci verso una banco di nebbia nel quale ci infiliamo decisi per poi sbucarne dall’altra parte proprio davanti all’isola dove migliaia di Puffin e altri uccelli marini fanno la spola tra il nido e l’oceano per portare il cibo ai piccoli.

Quando torniamo a Húsavík la nebbia che avevamo incontrato in mare aperto si è adagiata sul porto.
Riprendiamo la strada verso Akureyri che con i suoi 17.300 abitanti è la seconda città d’Islanda dopo ovviamente Reykjavik. Per noi è la tappa per la notte e dove arriviamo dopo le nove facendo quindi un’enorme fatica a trovare un posto dove cenare.

Le foto dell’Islanda settentrionale e gli altopiani interni

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08.02.15 – The day of lazy whales Iceland – Húsavík
It’s a beautiful day. We leave Lake Myvatn and we follow gravel road n. 87 which in 60 km takes us to our destination Húsavík.

First stop: Goðafoss
Goðafoss, the ‘waterfalls of the god’ is less impressive than Dettifoss with a width of 30 meters and a jump of 12 meters. In the year 999 or 1000 the Lawspeaker Þorgeir Ljósvetningagoði made Christianity the official religion of Iceland. After his conversion it is said that upon returning from the Alþingi, Þorgeir threw his statues of the Norse gods into the waterfall.

Second stop: Húsavík – whale watching (pop. 2,240)
We are ready to return to Húsavík e to board the Zodiac for our whale wathching tour. The sky is gorgeous with only some slight cloud. In Canada we saw orcas and whales jumping in front of us but it was a cloudy day, so we hope to see them in this beautiful sunny day. After one hours we considered that icelandic whales are very lazy. None of them jumped and at the end we only saw some the backs and tails. The zodiac reached also a Puffin island where there were many of them among other birds.