Islanda: le aringhe mancate di Siglufjörður

03.08.15 – Il giorno delle aringhe mancate  – Siglufjörður
Giornata tranquilla questa. Dopo tante cose fatte e viste abbiamo inserito questa tappa per prendere un po’ respiro. Da Akureyri a Siglufjörður ci sono soltanto 80 km che prendiamo con tutta calma. E’ una bella strada costiera con squarci molto belli sull’Eyjafjörður che costeggiamo sul lato ovest del fiordo.

Prima tappa: Hrísey  (pop. 180)
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Data la giornata tranquilla decidiamo di prenderci il tempo di salpare verso la piccola isola di Hrísey oasi tranquilla per molti uccelli tra cui le onnipresenti sterne artiche e le pernici. Da Árskógssandur prendiamo il traghetto delle 11.30 che in un quarto d’ora ci porta sull’isola. Scendiamo in una decina di persone di cui quattro, noi e un’altra coppia, dichiaratamente turisti, mentre gli altri sono gente del posto. Secondo la guida qui si può fare il giro dell’isola in trattore che occupa circa 40 minuti.. Evitiamo di farci sballottare da un ansimante vecchio trattore e troviamo una caletta poco lontano dal molo dove ce ne stiamo ad osservare gli uccelli, ad ascoltare i loro canti che si incrociano e intersecano finché all’una riprendiamo il traghetto per la terra ferma.

Seconda tappa: Siglufjörður  (pop. 1360)
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La strada costiera continua ad essere molto bella finché arriviamo al primo dei due tunnel della giornata. Il primo il tunnel Múlagöng ci riporta alla memoria l’Anton Anderson Memorial Tunnel che abbiamo incontrato in Alaska. Anche il Múlagöng è un tunnel a un’unica corsia ma niente treni qui. Lo stretto budello di 3,4 km sebbene illuminato per tutta la sua lunghezza risulta cupo, con pareti grossolane e curve cieche. La corsia è unica ma il senso di marcia è da entrambi i lati quindi, per poter far passare le auto che vengono dalla direzione opposta, ci sono frequenti slarghi indicati dalla lettera “M” che troveremo anche successivamente in qualsiasi strada stretta.
Superiamo il successivo tunnel a due corsie Héðinsfjörður che collega Ólafsfjörður e Siglufjörður lungo 7,1 km nel tratto sud e 3,9 km nel tratto nord ed arriviamo a Siglufjörður. Casualmente siamo qui nel primo fine settimana di agosto tradizionalmente dedicato alla festa dell’aringa e che coincide con il Bank holiday  e dunque, pur essendo lunedì, anche oggi è in giorno festivo. Siamo eccitati dall’idea di DSC_0266_siglufjordur-portoimmergerci in una vera festa popolare islandese con dimostrazioni e degustazioni tutte incentrate sull’aringa di cui qui fino agli anni ’60 vi era qui una fiorente industria.
Purtroppo scopriamo che la festa, nonostante il fine settimana lungo, è finita ieri sera. Non ci resta allora che passeggiare per il porto e visitare il bel Museo dell’aringa dislocato in più edifici che venivano utilizzati nell’età d’oro di questa attività che ha portato tanta ricchezza in questi luoghi quando vi venivano fino a 10.000 operai per lavorare il pesce raccolto. Di mangiarne, a quanto pare, non se ne parla nemmeno. Al ristorante sul porto dove ceniamo non è nemmeno presente nel menu.

Foto dell’Islanda settentrionale e gli altopiani interni

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08.03.15 – The day of the missing herrings- Siglufjörður
We take a day of rest. From Akureyri to Siglufjörður there are only 80 km of a beautiful coastal road along the Eyjafjörður.

First stop: Hrísey (pop. 180)
Small island on our way. From Árskógssandur we take the ferry at 11.30 that in a quarter of an hour takes us on the island. We find a creek not far from the pier where, for about one hour we observe the birds and we listen to their songs until we take the ferry back to the mainland.

Second step: Siglufjörður (pop. 1,360)
Siglufjörður is the northernmost town in Iceland, and signs of its past glory as the herring capital of Iceland can still be seen. Although most of the old houses and piers of the herring era have disappeared, some prominent reminders remain. For years, the entire life of Siglufjörður centred around the herring catch and processing – the town’s twenty-three salting stations and five reducing factories were a living reminder of that.Siglufjörður was also one of the most important ports in Iceland and, on more than one occasion, herring exported from this town accounted for over 20% of the nation’s total exports.As the herring adventure progressed, a goldrush-like atmosphere settled over the town, leading to Siglufjörður been dubbed the “Atlantic Klondike”.
In 1969 the herring failed to appear and Iceland’s herring towns, suffered a severe blow with the disappearance of the herring.
Nowadays, although most of the old houses and piers of the herring era have disappeared, some prominent reminders remain and we suggest you to visit the The Herring Era Museum.