Islanda – il giorno dell’arcobaleno nella cascata

Islanda settentrionale e gli altopiani interni

30.07.15 – Il giorno dell’arcobaleno nella cascata – da Seyðisfjörður a Lago Mývatn 358 km

Prima tappa: Seyðisfjörður – Cascata Dettifoss
Al mattino mentre stiamo preparando il bagaglio, abbiamo la sorpresa del traghetto che sfila davanti alle finestre della nostra stanza nella baia difronte alla guesthouse. Partiamo presto visto che abbiamo un po’ di chilometri da fare e molte cose da vedere. Inoltre vogliamo giocare d’anticipo sullo sbarco dei nuovi turisti dal traghetto per non trovare traffico sulla strada.
DSC_0001_seydisfjordur traghettoIl gioco non funziona, la pancia del traghetto sta già sputando una fila di auto e camper ma nonostante questo il concetto di “traffico” in Islanda, esclusa la zona di Reykjavik, rimane per lo più sconosciuto. Rifacciamo a ritroso la bellissima strada 93 che ci portato a Seyðisfjörður e ci inoltriamo nuovamente nella Hringvergur verso nord immergendoci ancora una volta nell’affascinante panorama spoglio e desolato di questa terra (foto10). Duecentocinquanta chilometri dopo incrociamo la deviazione 890 per Ásbyrgi lungo la quale troveremmo le cascate Dettifoss. E’ una strada sterrata, come ci si DSC_0038_dettifossaspetta da un identificativo con 3 numeri, ben battuta e larga all’inizio ma che si restringe e deteriora proseguendo segnata com’è da quello che sembra il passaggio di mezzi cingolati. E’ comunque perfettamente percorribile anche dalla nostra Yaris dato che non è una strada F che qui sono riservate ai mezzi 4X4.
In ogni caso, al nostro arrivo al parcheggio delle cascate e dopo trenta chilometri di strada sterrata scopriamo che l’auto è inzaccherata di fango e polvere iniziando così ad assumere il vero aspetto di un mezzo che viaggia in Islanda.
La breve camminata verso le cascate ci dà l’occasione di ammirare l’imponenza del canyon Jökulsárgljúfur il più grande e spettacolare canyon d’Islanda in cui si gettano le acque della cascata.
L’Islanda ha moltissime cascate perché si tratta di una terra giovane e l’acqua non ha ancora avuto il tempo di livellare il corso dei fiumi. Solo qui ce ne sono tre Dettifoss, la più grande, Selfoss e Hafragilsfoss, tutte raggiungibili con dei sentieri dal parcheggio.
DSC_0043_dettifoss
Ciò che per primo si percepisce della cascata è il rumore e già da questo si capisce che ciò che si vedrà sarà qualcosa di speciale. Duecento tonnellate di acqua che ogni secondo si gettano dal salto di 44 metri di altezza e 100 di larghezza producono un boato che sovrasta qualsiasi voce, ammesso che l’impatto con tanta forza e irruenza lasci la voglia di parlare anziché perdersi in questo inarrestabile biancore che precipita. Il bello dell’Islanda è nella maggior parte dei luoghi nulla è recintato ed anche qui ci si può spingere fino al bordo che sovrasta la cascate, ovviamente con le dovute cautele e attenzione per le rocce rese scivolose dagli spruzzi.
La cascata si può vedere da entrambi i lati del fiume ma noi oggi siamo doppiamente fortunati ad aver scelto DSC_0067_dettifoss-arcobalenoquesto lato perché il vento spira in senso contrario lasciandoci all’asciutto e perché è ancora una volta una giornata di sole che disegna stupendi arcobaleni sugli spruzzi sollevati dalla cascata.
Abbiamo speso così tanto tempo a guardare, ascoltare, filmare, fotografare che decidiamo di non seguire i sentieri che portano alle altre due di dimensioni inferiori.

Seconda tappa: Cascata DettifossHljóðaklettar
Riprendiamo la strada 864 verso Ásbyrgi tra paciose pecore che sostano, come di consueto, nel mezzo della DSC_0101_verso hljodaklettarcarreggiata leccando avide le macchie nere sul terriccio. Alla fine della 864 voltiamo verso Húsavík e arrivati al centro informazioni ci fermiamo per capire le condizioni della strada 862 che ci conduce a Hljóðaklettar e poi scendere fino alla statale 1. Sulla mappa è segnata per una parte come F (e dunque solo per 4X4) e una parte come percorribile da tutti i mezzi.  La nostra guida, scritta nel 2013, dice che entro il 2015 dovrebbero asfaltarla. Non pretendiamo tanto ma se già fosse anche solo in terra battuta come la strada 864 per Dettifoss, ci risparmierebbe un bel po’ di chilometri per arrivare al lago Mývatn. L’addetto che troviamo al banco informazioni ci conferma che la strada non è interamente percorribile dalla nostra auto e che di asfalto non se ne parla e quindi, una volta visitata Hljóðaklettar, non ci resterà che tornare indietro, seguire la strada 85 e farci i centotrenta chilometri che ci separano dal lago. Prendiamo quindi la 862 che si inoltra in una pianura di bassi cespugli per far fare alla nostra auto un altro bagno di polvere. (foto98)
Ci troviamo sempre nell’area del canyon Jökulsárgljúfur e del fiume Jökulsá á Fjöllum che lo attraversa. La zona di Hljóðaklettar è costituita da un insieme di rocce basaltiche dalle diverse forme geometriche esagoni perfetti, spirali etc. sia verticali che orizzontali. Ciò che vediamo è il risultato della contrazione della roccia basaltica a causa del suo raffreddamento. Dal parcheggio partono sentieri ad anello di diversa lunghezza che si snodano fra DSC_0106_hljodaklettarle rocce e le caverne tra le quali la più impressionante è la Kirkjan la chiesa. Il sentiero che stiamo seguendo (non abbiamo più idea se sia quello da mezz’ora, un’ora o tre ore) entra in un boschetto e comincia a salire. Le diverse sfumature di verde si stagliano sulla pietra nera e una miriade di fiori multicolore punteggiano il boschetto ai lati del sentiero. La giornata si mantiene splendida e camminiamo in solitudine in una dimensione di viaggio a noi più consona che ci fa dimenticare la ressa del Jökulsárlón. A forza di camminare sena meta ci troviamo accanto alla Red Hill una collina rossa composta da scorie vulcaniche. Ci siamo alzati di qualche decina di metri e questo ci consente di aver una vista dall’alto su Hljóðaklettar il canyon e il fiume che lo attraversa.
DSC_0149_hljodaklettar-karl og kerlingTornati al parcheggio puntiamo nella direzione opposta verso Karl og Kerling (in islandese significa uomo e donna) due imponenti faraglioni che si stagliano in mezzo al fiume. Anche in questo caso seconda la leggenda si tratta di due troll pietrificati.

Terza tappa: Hljóðaklettar – Lago Mývatn
Dopo più di tre ore a scorrazzare fra le rocce di Hljóðaklettar partiamo alla volta di Mývatn. Ci aspettano ancora più di un   centinaio di chilometri e abbandonata l’idea di proseguire sulla 862 ritorniamo indietro fino all’incrocio con la 85 dove svoltiamo in direzione di Húsavík ma dove non ci fermeremo perché è in programma fra qualche giorno. Dopo un’ottantina di chilometri tagliamo per la strada 87, altri cinquanta chilometri di sterrato compatibile con la nostra auto. (foto193) Alle sette di sera, dopo due ore di viaggio, arriviamo a Dimmuborgir e trovato la guesthouse traiamo conforto dalle dimensioni un po’ strette nella vista fronte lago.

 Canale youtube di ScriCal / ScriCal Youtube Channel

Le foto dell’Islanda settentrionale e gli altopiani interni

Northern Iceland and the interior highlands
07.30.15 – The day of the rainbow in the waterfall – from Seyðisfjörður to Lake Mývatn, 358 km

First stop: Seyðisfjörður – Waterfall Dettifoss
After thirty kilometers of n. 890 gravel road, we arrive at the parking close to the three waterfalls present in this area: Dettifoss, the largest one, Selfoss and Hafragilsfoss, all accessible by trail from the parking lot.
After a short walk we see the fall of two hundred tons of water per second from a jump of 445 meters high and 100 wide that produce a roar that stands above every other sound included your voice.
Despite the height  there is no fences to protect visitors and this is great because, with due care and attention for slippery  rocks, we have been very close to the water.

Second stop: Waterfall Dettifoss – Hljóðaklettar
Hljóðaklettar in the canyon Jökulsárgljúfuris a distinctive cluster of basaltic columnar rock formations standing at the entrance to Vesturdalur, down by the Jökulsá á Fjöllum River.
From the car park we take a medium trail which should loop but around the most impressive rocks but after a while we discovered that we lost the trail. Never mind, is was such a wonderful day that we spend few hours going around and visiting Kirkjan ‘the church’ and Karl og Kerling (in Icelandic means man and woman), two huge rocks that stand in the river. As usual,  according to legend, it is two trolls petrified.

After three hours we left toward Lake Mývatn.