Il giorno delle cascate – The waterfals’ day

Indice

Islanda sud occidentale e orientale

26.07.15 – Il giorno delle cascate – da Reykjavík a Skógafoss 229 km

Partiamo intorno alle otto del mattino in direzione sud, sotto il tipico cielo nuvoloso d’Islanda che mostra però qualche breccia tra le nubi.  Sarà  la costante di questa giornata in cui incontreremo spesso leggere e brevissime piogge, come se le nuvole fossero troppo svogliate per far piovere veramente, con ampi squarci di sole che riscaldano subito l’aria e accendono il verde intorno a noi rendendo meno cupo il nero di questa terra lavica.

Oche attraversano la strada, appena fuori Reykjavik

Il tema di questo viaggio l’abbiamo incontrato fin da subito, guidando dall’aeroporto di Keflavik a Reykjavik le fumarole della Laguna blu sono ben evidenti. Altre ne incontriamo oggi all’uscita della città sulla statale 1 la famosa Hringvegur o Ring road che si snoda ad anello lungo il perimetro dell’isola e che ci porterà a viaggiare alle pendici dell’Eyafjallajökull la cui eruzione nel 2010 ha bloccato i voli sui cieli europei e non solo.

Le fumarole indicano attività geotermica

Le fumarole indicano attività geotermica

Alla fine di questo viaggio avremo anche imparato a pronunciarne il nome. Lo diciamo subito, in qualche modo siamo riusciti a perdere le foto di questo primo giorno per cui vi rimanderemo a link esterni per avere un’idea dei luoghi.

Prima tappa: Vulcano Hekla – deviazione sulla 26
L’Hekla,  1491 m,  è uno fra i più noti e attivi vulcani d’Islanda. L’ultima eruzione è del 2000 ed è stata preceduta da quelle del 1970, 1980, 1981, 1991, 2000. Con questa cadenza decennale si attende una nuova eruzione fra breve. A circa 25 km dall’imbocco della diramazione con la strada 26, poco dopo Hella si trova l’Information center con un minuscolo museo sul vulcano che si visita con 5€ dove, oltre alla storia delle eruzioni, si può controllare il sismografo in tempo reale e sentire il “respiro” del vulcano.  Dai primi significativi movimenti della terra non passa più di un’ora prima che il vulcano si scateni.

cal-cascata

Cal, prima di affrontare il passaggio dietro la cascata

Seconda tappa: Hekla – Drangshlíð la roccia degli elfi – Seljalandsfoss
A pochi chilometri si trovano le rocce di Drangshlíð la roccia abitata dagli elfi, ci fermiamo, il tempo è soleggiato, proprio l’ideale per scattare foto a raffica. Ma dato che le abbiamo perse tutte potete avere un’idea su Drangshlíð e le sue storie cliccando sul link.
Fra tutte le cascate d’Islanda (e sono tante!) Seljalandsfoss ha la particolarità di avere un sentiero che consente di arrivare dietro la cascata e ammirane la caduta di 60 m da un punto sicuramente privilegiato. Attenzione anche l’acqua nebulizzata bagna e quindi portatevi qualcosa per coprirvi.

Terza tappa: Seljalandsfoss – Eyafjallajökull
Viaggiamo lungo le pendici del vulcano diventato famoso cinque anni fa. Ci fermiamo al Centro visitatori dove è possibile vedere un documentario sull’eruzione ma la cosa non ci interessa e proseguiamo oltre.

Quarta tappa: Eyafjallajökull – Skógar (pop. 20)
Punto di arrivo per questa prima giornata. Qui abbiamo prenotato per la notte una camera presso l’Hotel Skógafoss che ce ne dà una con vista sulla cascata omonima. Accanto alla cascata, alimentata dal ghiacciaio Eyafjallajökull, corre un breve sentiero e una scalinata di 700 gradini che porta fino al punto di caduta. La cascata oltre che dall’irruenza dell’acqua che precipita da 60mt di altezza con un fronte largo 25mt è avvolta da una delle tante leggende islandese che vuole che il primo vichingo stabilitosi qui abbia nascosto un forziere di monete d’oro nella caverna dietro la cascata.
A circa metà della salita ci si può dirigere verso uno spuntone di roccia sopra il corso dell’acqua. Fate attenzione perché rocce e muschio sono bagnati e non ci sono protezioni. La scalinata finisce invece in un punto di osservazione fornito di parapetto. Ma potete andare anche oltre attraversando la recinzione con un scaletta a V rovesciata. Da qui parte il sentiero Laugavergur che porta al sito dell’eruzione dell’Eyafjallajökull. Non siamo qui per fare trekking quindi non ci avventuriamo, se non per un breve tratto, lungo il sentiero che porta al passo Fimmvörðuhála fra l’Eyafjallajökull e il Mýrdalsjökull. E’ qui che iniziò l’eruzione del 2010 dopo mesi di leggere scosse telluriche. I vulcani islandesi sono di tipo fissurale, significa che la lava non esce da un unico cratere ma da spaccature nel terreno che possono essere lunghe anche chilometri. Con la recente eruzione si sono formati due nuovi crateri chiamati Magni e Móði come i figli del dio Thor. Fare trekking in Islanda significa camminare per qualche giorno e sebbene questo sentiero sia uno dei più frequentati e attrezzato con rifugi per tutta la sua lunghezza, la variabilità delle condizioni meteo rendono importante affrontarlo con la giusta attrezzatura e preparazione. Non per ultimo con un GPS perché alcuni tratti possono essere identificati solo tramite le coordinate GPS.
Noi allunghiamo il passo a fianco della acque tumultuose del fiume Skógaá che alimenta la cascata e che arriva direttamente dall’Eyafjallajökull.

Dopo una mezz’ora torniamo indietro. Oggi è la giornata delle cascate, è la giornata del nostro primo contatto con i vulcani, sebbene mediato dall’acqua che viene dallo scioglimento dei ghiacciai che li ricoprono e dalle cascate che creano.

South western and eastern Iceland
07.26.15 – The day of the Falls – 229 km from Reykjavik to Skógafoss 

We left Raykjavik at around eight in the morning heading south, below the typical clouds of Iceland.
We drove on the Ring Road 1 that will lead us to travel on the slopes dell’Eyafjallajökull whose eruption in 2010 has blocked flights on European skies and beyond.

First stop: Volcano Hekla – detour on 26
The Hekla, 1491m, is one of the most known and active volcanoes of Iceland. The last eruption was in 2000 and was preceded by those of 1970, 1980, 1981, 1991, 2000. With this decennial expects a new eruption soon. At about 25 km from the entrance of the branch with the road 26, shortly after Hella is the information center with a small museum of the volcano.

Second stop: Hekla – Drangshlíð rock elves – Seljalandsfoss
A few kilometres away from Hekla there is Drangshlíð rock inhabited by elves. When we stop, the weather is sunny, just ideal for taking pictures. But since we lost them all you can get an idea of​ and stories by clicking on the link.
Seljalandsfoss: is the only waterfall where a path allows you to get behind the waterfall to see the 60 m fall from a point certainly privileged.

Third stop: Seljalandsfoss – Eyafjallajökull
We travel along the slopes of the volcano to fame five years ago. We stop at the Visitor Centre where you can see a documentary on 2010 eruption.

Fourth stop: Eyafjallajökull – Skógar (pop. 20)
Our arrival point for this first day. Next to the waterfall, fed by glacier Eyafjallajökull, runs a short path and a staircase of 700 steps leading up to the drop point. In this impetuous waterfall the water falls from a jump of 60m high and 25m wide. A legend says that the first Viking who settled here have hidden a chest of gold coins in a cave behind the waterfall.
From here starts the hiking Laugavergur to Eyafjallajökull eruption site which can be approached only with the right equipment and a GPS because some parts of the trail can only be identified by GPS coordinates.