Le singolari caratteristiche del fango del Bacino termale Euganeo

La fangoterapia del bacino termale euganeo viene da lontano, nel tempo e nello spazio. Tremila anni fa l’acqua termale sgorgava in superficie  in modo naturale raccogliendosi in pozze che i Paleoveneti dedicarono al dio Aponos, nome da cui deriva l’attuale Abano Terme. Più tardi i romani furono i primi a sfruttarle economicamente.

Bacino termale Euganeo: dove nasce l’acqua

L’acqua termale nasce dalle piogge che cadono sulle Prealpi e che per anni scorrono nel sottosuolo a una profondità di 3000 metri. Lungo questo percorso si riscaldano fino a oltre 200 °C, acquisendo le proprietà tipiche dell’acqua termale. La singolarità della conformazione geologica del bacino termale euganeo ne permette la risalita a una temperatura di 87 °C.

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CAM00545 Il processo di maturazione del fango

In apposite vasche  l’argilla blu (un silicato di alluminio), che viene estratta dai laghetti di Arquà e di Lispida e che costituisce la base del fango, viene fatta  “maturare” per 60 giorni tenendola immersa nell’acqua termale portata a una temperatura di circa  60 °C.

Nel corso di questo processo l’argilla viene colonizzata da cianobatteri, numerose microalghe (Diatomee e Cianoficee) e altri principi attivi di cui la parte più importante è rappresentata da solfoglicolipidi che, durante i trattamenti di fangoterapia, vengono assorbiti attraverso la pelle.

La fangoterapia è utile come cura ma anche come prevenzione delle malattie reumatiche e artritiche in fase non acuta: La sua azione interviene sui sintomi, concedendo mesi di benessere stimolando la produzione di sostanze ormonali che svolgono azione curativa locale.

Come si svolge la cura

CAM00551eIl fango viene applicato sulle articolazioni del corpo in base alle indicazioni del direttore sanitario (è obbligatoria una visita medica preventiva presso l’albergo in cui si effettua la cura), ad una temperatura fra i 39-42° C, per circa 15/20 minuti. Il calore del fango produce una benefica vasodilatazione generando anche dei cambiamenti a livello cellulare. Lo stress termico  stimola il metabolismo con la conseguente liberazione di ormoni – il cortisolo e le endorfine: il primo è un “cortisone naturale” a valenza antinfiammatoria,  mentre il secondo ha effetto analgesico.

Terminata la sessione di fangoterapia, si procede con una doccia per rimuovere il fango, per poi immergersi, per circa dieci minuti,  in una vasca con acqua termale a circa 37° C, idromassaggio e ozonoterapia, . Quest’ultima fase favorisce la circolazione, il rilassamento della muscolatura e induce un’azione analgesica.  Data la composizione chimica dell’acqua, favorisce inoltre specifici stimoli ormonali, biochimici e neurovegetativi che completano il recupero del benessere.

La cura si conclude con la fase di “reazione”, ovvero un tempo di riposo di circa 30/60 minuti in cui con il corpo rilascia il calore accumulato  con fango e bagno termale.