Gita a Chioggia: la “Piccola Venezia”

In una giornata di dicembre ricca di sole e poco fredda eccoci a fare una gita fuori porta a Chioggia a circa un’ora di strada da Abano Terme dove trascorriamo le vacanze di Natale.

Con un po’ di fatica facciamo capire ad Amerigo, il nostro navigatore, che non vogliamo né autostrada né tangenziali. Non è facile ma alla fine si convince a portarci nel dedalo di paesi e di vasti campi pronti per la prossima stagione di semina che punteggiano l’ampia campagna della bassa padovana. Seguiamo la linea immaginaria del Bacchiglione fino alla confluenza con il Brenta su cui passa il ponte di accesso a Chioggia prima che quest’ultimo si getti in Adriatico.

Siamo fortunati a trovare un parcheggio libero nella piazzetta antistante la stazione, poco distante dal ponte che immette nel cuore storico della città. Chioggia ha una struttura a “lisca di pesce, con l’isola centrale in cui si trova Corso del Popolo a fare da collante alle isole laterali collegato fra loro da decine di ponti. Un elemento che differenzia la “Piccola Venezia”, come viene spesso chiamata, dalla sorella maggiore è il fatto che qui sono presenti le auto. Una presenza discreta e che la rende molto simile a molte città costiere.

Per le informazioni storiche sulla città e le cose da vedere (qui si trova ad esempio l’orologio più antico del mondo) vi rimandiamo al sito di Chioggia http://www.chioggia.org/sito/presentazione/.

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Data la giornata soleggiata e tiepida per il periodo, alla visita dei luoghi di interesse abbiamo preferito di camminare per le calli. Abbandoniamo quasi subito il corso per addentrarci nelle Fondamenta Canal Vena fino ad incontrare il mercato del pesce caratterizzato da tendoni di un rosso acceso che hanno finito per caratterizzarlo. La nostra passeggiata ci conduce fino al candido ponte Vigo dove Chioggia finisce e dove inizia la sua laguna. Lì all’orizzonte si trova Venezia con il Lido, sulla nostra destra Sottomarina e la stretta lingua di terra di Pellestrina.

Ci facciamo convincere dalla gioiosa chiamata del capitano del bragozzo Ulisse che per cinque euro a testa ci scorrazza per mezz’ora nella laguna fra Chioggia e la vicina Sottomarina.

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Il bragozzo è una tipica imbarcazione chioggiotta costruita negli squeri (così come si chiamano i piccoli cantieri navali veneziani), è essenzialmente una barca per la pesca che il nostro capitano ha convertito nella sua nuova attività di pesca dei “turisti”.

Il nostro ospite ci racconta che per numero d’imbarcazioni Chioggia è il porto più grande d’Italia, che le case colorate avevano la funzione di aiutare il pescatore a ritrovare casa, che sul canale san Domenico si trova l’unico ponte girevole su un solo perno e che si apre due volte al giorno alle sei del mattino e alle due del pomeriggio.

Seppure in tono minore del passato la pesca è ancora un’attività presente a Chioggia, pesce azzurro, vongole, capesante, gallinelle, anguille sono alcune delle tipologie di pescato. Inutile dire che se venite a Chioggia nel vostro pranzo o cena non deve mancare il pesce freschissimo che si trova qui.

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Fattasi oramai l’una cerchiamo un posto dove mangiare. Dopo il fallimento del nostro primo tentativo perché il locale è pieno, troviamo un tavolo alla trattoria “Palazzo” in Calle Felice Cavallotti dove ci sediamo supportati dalle recensioni in rete che lo descrivono come un posto dove si bada al sodo senza tanti fronzoli. E in effetti così è. Il locale è piccolo, di certo datato ma dove si mangia egregiamente. Abbiamo cominciato con due antipasti con capesante, canolicchi, renghe (aringhe) e canestrei, proseguito con ravioli all’astice ma soprattutto con i tagliolini con fasolari decisamente sublimi. Il fasolare è un mollusco simile alle vongole di cui ignoravamo l’esistenza e che abbiamo gustato qui per la prima volta. Ai dolci abbiamo preferito condividere un fritto misto, morbido, asciutto, squisito. Il tutto per 49€ compreso acqua, vino e caffè.

Fate attenzione che a Chioggia i ristoranti non sono sempre aperti, alcuni chiudono alle 14 altri alle 15 per poi riaprire per la cena.

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Dopo il buon pranzo abbiamo vagato su e giù per le calli per poi dirigerci verso le Fondamenta San Domenico per assistere, dalle 15.30 in poi, al rientro dei pescherecci così come ci aveva indicato il nostro capitano del bragozzo Ulisse.

Pigramente siamo tornati sui nostri passi con un sole ormai basso all’orizzonte a dipingere di un arancio inteso le case già colorate di Chioggia.

  • 10-Ucluelet
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