Tempi
Difficoltà
Tot. dislivello salita
Mezzi
Costi
Foto
3.55 ore *
Facile
560 mt.
(in discesa)
Cabinovia
9 a
testa
|
Sentiero
facile, nessun problema di vertigini o strapiombi. Ottimo
come prima escursione di allenamento. La partenza è dal Passo Sella (2.180 mt) con la cabinovia verso il Rifugio Demetz. L'utilizzo dell'impanto consente di eliminare un buon tratto di salita senza attrattive. Il costo a testa (solo andata, il percorso descritto vi riporterà al punto di partenza via sentiero) è di 9 euro. In circa 15 minuti si "sbarca" al rifugio Demetz (2.681 mt,), all'imboccatura della suggestiva spaccatura che separa i massicci del Sassolungo e Sassopiatto. Si imbocca il sentiero con segnavia 525, dietro al rifugio, e subito si è letteralmente immersi nella roccia e nella montagna. Lo spettacolo vale senz'altro: sulla sinistra il Sassopiatto (che da questa prospettiva è tutt'altro che piatto) incombe, ma sulla destra il Sassolungo non è certo da meno. Dopo un'iniziale discesa su rocce sicure (ma mai scordare la necessaria attenzione da tenere ogni volta che ci si muove in montagna) si procede nella "spaccatura" tra i due massicci, spesso su tratti di neve vecchia, fino a raggiungere il rifugio Vicenza (2.253 mt), abbarbicato all'ingresso della conca del Sassopiatto. La tratta è spettacolare ma senza difficoltà. Unica precauzione: avere con se qualche capo di vestiario un po' pesante dato che il percorso al mattino è all'ombra e l'aria è come minimo ... frizzante. Noi abbiamo impiegato circa 50' minuti, comprese diverse soste fotografiche. Dopo il Vicenza si prosegue sul sentiero 525, imboccando a circa 3' dalla partenza il bivio di destra, marcato come 526-25. Il sentiero corre sul pendio erboso, costeggiando la base del Sassolungo. In questo tratto abbiamo speso gran parte del nostro tempo con soste fografico-naturalistiche. In circa 50' dal Vicenza abbiamo raggiunto la forcella Col de Mezdì. Dalla forcella, studiando la cartina, avevamo deciso di seguire il sentiero 526a che costeggia la base del Sassolungo. In realtà avremmo preferito seguirne un altro, parallelo ma senza numerazione, che corre ancora più a ridosso della roccia del Sassolungo. Sulla carta questa variante porta però i "pallini" di "sentiero difficile" e, non avendo noi informazioni più precise, avevamo deciso di tralasciare. Dopo circa una mezz'ora di 526a abbiamo visto che la variante un centinaio di metri più in alto non sembrava avere difficoltà alcuna e abbiamo deciso di "tagliare" un ghiaione in ripida pendenza per percorrerla almeno nel suo ultimo tratto. Effettivamente il sentiero non presenta difficoltà ed è preferibile al noioso 526a. Dopo qualche altra sosta fotografica siamo infine arrivati al rifugio Comici (2.153 mt), un'ora e un quarto dopo aver lasciato il Vicenza. Francamente il Comici è un rifugio solo di nome: assomiglia più ad Autogrill con ristorante, self-service e affollamento, oltre che a trovarsi in un contesto fortemente deturpato dagli impianti di risalita invernali. Dal Comici il sentiero (se tale si può chiamare, dato che assomiglia di più ad una strada sterrata) 526 porta in una cinquantina di minuti alla tappa finale: il passo Sella. A poche centinaia di metri dal Sella il sentiero (che prende il numero di 528) attraversa la cosiddetta "Città dei Sassi", una zona di frane con blocchi di roccia alcuni più grandi di una casa. Riepilogo
tempi e
dislivelli
*Nota*: tempo comprensivo di parecchie soste per fotografie. by Cal |