Fini 1, Annunziata 0

Ho appena visto la puntata di “In mezz’ora” di Lucia Annunziata con ospite Gianfranco Fini. E non mi è piaciuta. Non capisco più nulla di questi giornalisti italiani che fanno più politica dei politici. Non è la questione, come ha detto l’Annunziata in trasmissione, di essere o non essere neutri, ma di arrivare alle interviste preparati, con informazioni concrete, con dati sui quali chiedere il confronto. E’ questione di arrivare con domande precise e lasciare rispondere l’intelocutore senza interromperlo solo perché sta dicendo qualcosa su cui il giornlista non è d’accordo.

Fini 1, Annunziata 0. Davanti a una Annunziata che da una parte afferma che la missione italiana in Iraq è una missione di guerra e dall’altra invoca sanzioni contro i paesi arabi sostenitori della protesta scatenata dalle vignette su Maometto,  Fini – uomo di destra, uomo radicalmente di destra,

– le dice: “ma lei lo sa che le sanzioni non colpiscono i governi ma i popoli? ”

Fini 1, Annunziata 0. No, la questione non è se il giornalista debba essere o meno neutro, ma se l’intervista deve essere una sua battaglia personale per affermare la giustezza delle proprie opinioni, oppure un confronto in cui anche tesi opposte a quelle del giornalista sono lecite.
E comunque nella battaglia che è stata oggi quest’intervista, Fini ne esce vincitore, perché non si è fatto intrappolare dalle generalizzazioni della Annunziata, ha risposto parlando nella concretezza delle cose e ha dimostrato, a differenza dei suoi colleghi di governo, di essere consapevole del proprio ruolo: “lei se sbaglia risponde solo a se stessa, io sono un ministro rispondo per una nazione.” Purtroppo ha ragione lui, ci sarà più destra nel prossimo governo, una destra pacata, diplomatica ma radicata nelle proprie posizioni. Per ragioni etiche ed intellettuali non posso votare a destra, ma per quanto ancora le stesse ragioni etiche e intellettuali stringeranno i denti nello strenuo sforzo di continuare a votare a sinistra?

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