La ragazza che giocava con il fuoco – Stieg Larsson

La ragazza che giocava con il fuoco

Stieg Larsson
La ragazza che giocava con il fuoco
Farfalle Marsilio, Venezia, 2008
pag, 754, 19.50 euro

La ragazza che giocava con il fuocoE’ il secondo libro della trilogia di Stieg Larsson autore svedese morto nel 2004 subito dopo la conclusione del terzo libro. Il non aver letto il primo libro Uomini che odiano le donne (come nel mio caso) non pregiudica la lettura di questo secondo volume. Nella pagine si fanno accenni a quanto accaduto nel libro precedente ma le storie sono autoconsistenti e quindi non si ha percezione di essersi persi qualche cosa. La scrittura è indubbiamente attraente, un ritmo serrato tiene incollati alle pagine e nonostante il volume abbia una certa consistenza lo si finisce in breve tempo perché ogni minuto libero è buono per scoprire cosa hanno in serbo per noi Mikael Blomkvistn giornalista di Millennium la redazione votata a inchieste esplosive; di corruzione si intuisce dalle pagine del libro nel primo volume e su un giro di prostituzione organizzata con ragazze delle Repubbliche Baltiche che coinvolge politici, giornalisti, poliziotti, in questo secondo.

The Girl Who Played with Fire – Stieg Larsson this is the second book of Larsson trilogy. The author died in 2004 soon after having finished the third book. I didn’t read the first book, but this doesn’t complicate the reading of this one as the story is self-consistent. Larsson shows the dark side of the well organized Sweden with a story of prostitution which involves politicians, journalists, cops etc. The book is well written and keeps the attention high for all the 700 and more pages, even if there are some repetitions through the book.

Il personaggio centrale è Lisbeth Salander una “donna maledetta” nell’accezione che, nell’ottocento, si usava per i poeti. Abile hacker, nel primo libro è riuscita a sottrarre senza lasciare tracce informatiche qualche milione di corone, in questo secondo volume, quindi se la vive tranquilla cercando di ricostruirsi una vita andata in mille pezzi fin dal giorno della sua nascita. Violenze e abusi  subiti nell’infanzia e nell’adolescenza, ricoveri coatti in ospedali psichiatrici, il peso di un padre dalla storia torbida che – scoprirà in seguito – avrà parte importante nella sua sciagurata giovinezza.

La figura non è nuova, donna ribelle e scontrosa, Lisbeth riporta alla mente la Smilla de Il senso di Smilla per la neve dello scrittore danese di Peter Høeg. Lisbeth si muove in una Svezia di cui ci appare l’altra faccia della medaglia, quella meno pulita, organizzata, solidale.

Il libro è in certi punti ripetitivo. La buona idea di mostrare gli stessi avvenimenti da occhi diversi, quelli di Lisbeth, di coloro che le danno la caccia, di Mikael, ha come risultato una sensazione di ripetizione poiché spesso si ha l’impressione di leggerli con le stesse parole di qualche pagina prima.

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