Varsavia

Barbara Dennerlein suona l'hammond B3

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Varsavia: distruzione e ricostruzione

thumb_barbara.jpgPer la nostra prima serata nella città, Varsavia ci accoglie con un concerto in cui Barbara Dennerlein che suona  il mitico Hammond-B3 nella Piazza del mercato (Rynek Starego Myasta) della città vecchia. Ci siamo seduti ai tavoli di uno dei bar sulla piazza godendoci il nostro concerto in tutta tranquillità. Bisogna dire che è stato proprio un bell’inizio di vacanza.
E visto che ormai siamo qui, partiamo proprio da questa piazza la descrizione della nostra visita.

Città vecchia e piazza del mercato. Completamente rasa al suolo durante l’occupazione tedesca tutta la Città Vecchia (Starestare miasto piazza mercato Miasto) è stata ricostruita con attenzione maniacale ai dettagli storici da parte degli abitanti di Varsavia. Ritorniamo quindi a una distruzione e ricostruzione come a Norimberga città che ha aperto il nostro anno di viaggi. Quando siete nella piazza il consiglio che vi diamo è di sedervi in una delle panchine che frontaggiano la statua della sirena, di aprire la vostra guida (che vi sarete procurati alla biblioteca del vostro comune, così come fa sempre ScriCal) e di osservare attentamente i palazzi. Ciascuno ha un sua particolarità, un dettaglio, un dipinto una statua che lo rende unico. Un singolo dettaglio è ancora originale, ed è il portale gotico della casa Wilczek.

stare miasto barbacaneLe mura e il Barbacane. L’impressione è che siano state oggetto di un restauro in tempi recenti. La cinta muraria non è completa e la parte più consistente è accanto al Barbacane (Barbakan) costruito nel XVI secolo a protezione della porta di accesso della città. L’interno è visitabile anche se la curiosità maggiore è per la struttura a semicerchio più che per il contenuto della mostra. Le mura proseguono poi lungo un passeggiata che riporta dentro la città vecchia.

Noi sorvoliamo rapidamente sulla chiesa di San Giovanni, sulla colonna del re Zygmunt in piazza del castello certi che la vostra guida né deirà meglio di noi per andare direttamente alla vista del castello reale.

100_3588_thumbstare-miasto-castello-reale_dinamite-nazisti.jpgIl castello reale (Zamek Kròlewski). Lunedì mattina uggioso denso di una pioggerellina molto fastidiosa. Momento ideale per cacciarsi dentro le 100_3615_thumbcastelloreale_rembrandt.jpgmura del castello con la felice combinazione che il lunedì l’entrata è gratuita.  Il palazzo ha un forma vagamente pentagonale e divenne residenza reale nel 1596, anno in cui Varsavia sostituì Cracovia come capitale della Polonia. I nazisti lo diedero alle fiamme nel 1939 e – non paghi dei danni causati – lo minarono nel 1944. I lavori di restauro sono terminati nel 1988 ed ora si può godere di una visita tra le sfarzose sale della corte reale. Nella sezione foto potrete averne un assaggio qui riportiamo le due cose che ci hanno colpito di più. A sinistra un muro con già i fori predisposti dai nazisti per i candelotti di dinamite e, a destra, il quadro di Rembrandt Van Rijn, Girl in picture frame. La foto non riesce a dare l’effetto delle mani che escono dal quadro che si ha dal vivo.

La strada reale (Trakt Kròlewski). Parte da piazza del castello e vi si trovano numerosi palazzi di stile neo classico. Fra questi l’attuale palazzo presidenziale diventato sede del presidente della Polonia nel 1994.

eroi rivolta varsavia fognatureCittà Nuova (Nowe Miasto). A nord della città vecchia si estende la Città nuova. In verità ci siamo capitato per errore. La domenica pomeriggio siamo Cristo in Nostra Signora di Poloniausciti quasi alle 18 dopo un paio d’ore di un sonno ristoratore. L’intenzione era di andare lungo la via reale. Ma il tram n. 4 che dall’MDM porta in centro aveva – proprio il quel periodo – cambiato percorso e ci siamo così trovati immersi in questa parte della città. E’ la zona del Monumento agli eroi della rivolta di Varsavia del 1944 soffocata nel sangue dai nazisti e che si ritrova a ridosso della quantomeno strana architettura del palazzo di giustizia. Il monumento è imponente e diviso due parti. Una raffigura un uomo che si cala nel tombino che i rivoltosi utilizzavano per nascondersi nelle fognature. Difronte al monumento si trova la chiesa di Nostra Signora della Polonia che è ora la cattedrale dedicata alle forze armate. All’interno centinai di targhe riportano i nomi di tutti i caduti polacchi e un enorme Cristo in croce rappresenta meglio di ogni altra cosa la sofferenza per la mostruosità della guerra.

ghetto ebraico prigione pawiakIl ghetto ebraico (Nalewki). Completamente distrutto durante l’occupazione nazista, il ghetto ebraico non è più ormai identificabile nei suoi ghetto ebraico cimitero ebraico via opokowaconfini originali. Una Via della memoria marca con blocchi di granito gli eventi o gli eroi del ghetto. I due monumenti più importanti sono il Monumento che ricorda gli eroi della rivolta del ghetto e il monumento Umschlagplatz che segna il punto da cui 300.000 ebrei furono deportati nei campi di concentramento.  Sempre in zona la prigione Pawiak deve si trova il Testimone silenzioso, in albero morto coperto dei necrologi dei prigionieri morti qui durante la guerra. Se vi va una piacevole passeggiata potete raggiungere a piedi il cimitero ebraico di via Okopowa. qui si trova un monumento dedicato a Janusz Korczak un insegnante che scelse di seguire i bambini del suo orfanotrofio nei campi di sterminio, anche noi – come nella tradizione ebraica – abbiamo messo un sassolino sulla tomba di Janusz.

Via del Maresciallo (Marszałkowska). E’ la zona del realismo sociale evidenziato dall’architettura imponente. Simbolo ne è il Palazzo della cultura e della palazzo cultura e scienza stare miastoscienza (Palac Kultury i Nauki), dono della Russia sovietica ai cittadini polacchi. Fu costruito negli anni ’50 e ai suoi tempi era il secondo palazzo più altro d’Europa. Dalla sua terrazza panoramica si ha una bella vista della città. Nelle sue vicinanze c’è uno dei pochi Fotoplastikon ancora attivi in Europa, ovvero il cinema così come lo vedevano agli inizi del XIX secolo. Si tratta di un cilindro attorno a cui si siedono gli spettatori. Il cilindro girando, dà la sensazione delle immagini in movimento. Quando siamo andati noi era chiuso, così ci è rimasta la curiosità.

Al termine di via del Maresciallo si trova il Parco Łazienki un luogo ideale per far riposare i piedi e schiacciare un pisolino all’ombra dei suoi imponenti alberi. Qui si trova l’orto botanico e l’osservatorio astronomico si può visitare il palazzo sull’acqua di architettura neo classica e il monumento a Frederic Chopin.