Particolarità della Polonia

corsie nell'asfalto

Logistica Cose viste Particolarità
Organizzazione Varsavia Perché la Polonia
Alloggio Danzica (Gdansk) - città rivelazione, città ribelle Itinerario del viaggio
Mezzi locali Torun, la rivoluzione copernicana Impressioni
Mangiato Malbork: il castello teutonico Guidare in Polonia
La Tana del Lupo La lingua polacca
Gizycko: i laghi della Masuria Il libro in polacco
Parco nazionale Bialowieza
Foto / Photos

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Impressioni

Un viaggio iniziato con un po’ di timore per aver prenotato tutto via internet, per l’incertezza se avevamo calcolato bene i giorni per ciascuna tappa e se la parte naturalistica del viaggio ne valesse davvero la pena. A cose fatte possiamo dire che siamo restati ampiamente soddisfatti dalla Polonia. Tutto è filato liscio, la gita sui laghi e l’immergersi nella natura del parco di Białowieża ci hanno rinfrancato dalla camminate fatte nelle città. Danzica è stata una vera rivelazione, ci è piaciuta molto. La vivacità che vi abbiamo incontrato ci faceva ricordare i nostri viaggi a Berlino, soprattutto se comparata alla tranquillità sonnacchiosa di Varsavia.

Niente candela nella regione più cattolica d’Europa

ScriCal ha le sue tradizioni di viaggio. Tra queste l’accendere una candela in una chiesa di qualsiasi confessione essa sia. Se cattolica ci scappa sempre una statua di Sant’Antonio da Padova che abbiamo trovato anche in una piccola chiesa a Volendam in Olanda. Strano a dirsi proprio in Polonia non siamo riusciti ad accedere neppure una candela, in alcuni casi perché c’erano quelle elettriche che, ovviamente, non eleviamo a rango di candele, in altri perché proprio non c’erano. Anche se, naturalmente la statua di Sant’Antonio l’abbiamo trovata.  Come ultima chance abbiamo provato alla chiesa ortodossa di Białowieża ma era chiusa. Così, mentre il simbolo dello shopping e della materialità, la quinta strada a New York, ci dato la possibilità di accendere una candela a St. Patrick, la cattolicissima Polonia ci ha mandati a casa senza aver compiuto questo nostro piccolo rito. Si sarà arrabbiata del fatto che non abbiamo inserito Cracovia nel nostro viaggio per timore di essere assaliti a un’orda di pellegrini?

Guidare in Polonia

Per noi che, grazie alle autostrade, siamo abituati a fare 250 km in due ore e mezza, metterci una mattinata per farne 200 è davvero incomprensibile. Così come in altri paesi dell’est l’assenza di arterie autostradali rende gli spostamenti più lenti e forse questo è una delle cause che rende i polacchi alla guida una tantino spericolati. Abbiamo imparato che, se sei particolarmente lento o se, come noi, non hai nessuna intenzione di sfrecciare via, basta accostare a destra lasciando lacorsie nell’asfalto corsia il più libera possibile l’auto che sopraggiunge, perché questa una volta che ti ha superato ti ringrazi con un colpo di doppie frecce. Le strade sono ondeggianti, nel senso che – probabilmente a causa del ghiaccio – si sono formate delle corsie incavate nell’asfalto a causa del peso dei camion, corsie che possono diventare pericolose in fase di sorpasso poiché provocano un “effetto binario”. Per il resto preparatevi a una lunga ipotesi di lavori in corso. Così come abbiamo visto nelle Repubbliche Baltiche la prima cosa che avviene dopo l’ingresso in Europa sembra essere proprio l’avvio di lavori stradali con finanziamenti europei.

Il polacco

Premesso che con l’inglese e il tedesco (quest’ultima soprattutto a Danzica e nella regione dei laghi)  riuscirete a comunicare bene quasi ovunque, occorre dire che al di fuori di alberghi e ristoranti e con persone che abbiamo più di 25 anni qualche problemino potreste averlo. ScriCal come sempre si è dotata di un vocabolario ed è partita alla conquista della lingua. In alcune occasioni l’ausilio del vocabolario è stato provvidenziale, soprattutto alla posta e alla banca dove volevamo cambiare delle banconote con tagli più piccoli. In entrambi i casi non ne saremmo usciti vivi senza il nostro vocabolario. Ecco allora qualche informazione sulla lingua.

Come si leggono le consonanti

sz si pronuncia “sc” come in sciatore
cz si pronuncia “ce” come in certo
dz si pronuncia “z” come zio
rz e ż si pronuncia “j” come nel francese jour
ł si pronuncia “ua” come in qua
c si pronuncia “z” come in pazzo
– y si pronuncia “é”
– u e ò si pronuncia “u”

Alcune parole

Sì = Tak; No = Nie; Grazie = Dziękuję (si pronuncia: gencuié); Prego, per favore = Proszę (proscé);
Acqua = Woda (voda); Birra = Piwo (pivo); pane= chleb (ch come il tedesco machen); conto = Rachunek:
Areoporto =lotnisko; via = Ulica; biglietto = bilet;

Il libro in polacco

Lech Wałęsa libro in polaccoaCome da tradizione questo è il nostro libro in polacco. Non abbiamo capito granché del contenuto, ovviamente, ma districandoci fra le improbabili traduzioni automatiche di Google delle recensioni, dovrebbe trattarsi di uno sguardo al recente passato della Polonia scritto da Lech Wałęsa, l’elettricista che salì sulle barricate dei cantieri di Danzica e guidò la Polonia fuori dal regime comunista, fino a diventarne il presidente.

Che differenza c’è tra il visitare una città e il vederla in foto?

Ce lo siamo chiesti camminando placidamente per le strade di Varsavia. Quegli stessi posti che stavano visitando erano uguali alle foto che c’erano sulla nostra guida. Non bastava allora leggersi la guida comodamente appollaiati sul divano di casa? Probabilmente sì, ma nella guida non c’era quella signora del Ruch (le tabaccherie locali dove si acquistano i biglietti per tram e metro)  in una stradina periferica che tutta orgogliosa sentendoci stranieri ci ha detto: May I help you? Le uniche parole che conosceva in inglese e ce le ha offerte con un bellissimo sorriso. Non ci sarebbe stato neppure quel turista polacco che ci ha chiesto informazioni per l’entrata del cimitero ebraico e poi ci ha aiutato a chiedere a nostra volta informazioni a un suo connazionale. Quando poi ci siamo divisi verso le rispettive mete ci ha lanciato un allegro: arrivedercia!. Sì, queste e tante altre cose non ci sono nella guida e un viaggio si fa di queste cose e non dei monumenti che visiti.