Malbork: il castello teutonico e la Tana del Lupo

Castello di Malbork

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Castello di MalborkA 60 km da Danzica si trova Malbork il cui unico pregio è l’ospitare il castello medioevale dei cavalieri dell’ordine teutonico, completamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale. La prima impressione  è che i polacchi abbiano scoperto come il castello possa essere una fantastica macchina mangia soldi e si siano attrezzati di conseguenza. Il corposo listino prezzi prevede la visita da soli (30 zlt a persona, più altri 15 se si vogliono fare le foto) oppure con una guida o alcune altre ipotesi tutte comunque costose.

Museo ambra MalborkNoi ci siamo fidati del nostro istinto e abbiamo girato il castello in completa autonomia.  Si divide in tre parti il castello basso, medio e alto con un cortile circondato da portici su due piani e offre uno spaccato della vita quotidiana nel medioevo, con le cucine, la sala dei cavalieri e così via. Due le cose che ci hanno particolarmente colpito: il museo della storia dell’ambra (Danzica è famosa per l’ambra) con oggetti davvero incredibili e la chiesa di San Lorenzo, rimasta integra nella sua distruzione e per questo risalta ancora di più nella perfetta ricostruzione che del castello è stata fatta.

Da Malbork siamo ripartiti alle 12.30 per arrivare, dopo due ore di auto, alla Tana del Lupo (Wilczy Szaniec) o Wolfsschanze nei pressi di Giżycko.

La Tana del Lupo

Fu il quartier generale di Hitler che lo utilizzò quando pensava che l’invasione della Russia sarebbe stato un affare di poco conto. La tana del lupoQuesto era anche il luogo dove si sentiva più al sicuro e proprio qui, per quegli scherzi che gioca il destino, fu dove  subì l’attentato da parte di Klaus von Stauffenberg. Oggi un targa ricorda dove il gerarca nazista posò la borsa con l’esplosivo. La Tana del Lupo è un agglomerato di ottanta bunker in cemento armato protetti da una folta vegetazione e collegati da gallerie sotterranee con una propria stazione ferroviaria, aereoporto e linea telefonica diretta con Berlino.

Oggi non rimane che un ammasso di rovine, enormi blocchi di cemento rovinati l’uno sull’altro con continui avvisi di pericolo e divieti di entrare nei bunker. Ogni costruzione aveva ovviamente una sua destinazione e – come cita la guida – la megalomania di Goering è evidente anche in questi luoghi visto che il suo bunker è quasi più grande di quello di Hitler.

Anche noi abbiamo avuto in questi tetri luoghi la nostra piccola avventura. Amerigo (il gps di  ScriCal) per portarci a Giżycko ci ha fatto fare una strada in mezzo alla boscaglia in completo isolamento, in gran parte dissestata. Ci siamo preoccupati  un po’ ma dopo 3 o 4 km siamo finalmente sbucati in quella principale. Se fosse stato notte la cosa non ci avrebbe fatto per niente piacere.