Danzica (Gdańsk) – città rivelazione, città ribelle

Danzica la porta dorata

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Danzica, nel nostro immaginario, era legata ai cantieri navali, a Solidarność, alla rivolta degli anni ’80. La pensavamo dunque come città esclusivamente industriale, invece la città vanta un centro storico stupendo (anche se completamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale) così come tutto il lungo fiume (anche in questo caso la Vistola). L’atmosfera è inoltre più vivace e frizzante di quella respirata a Varsavia e non solo perché ci siamo stati durante la Fiera domenicana (Jarmark Dominikarìski, risale al 1260) che si tiene nelle prime due settimane di agosto e  riempie il lungo fiume e le stradine adiacenti di bancarelle di artigiani. Sono nati qui il fisico Fahrenheit, padre del sistema di misura termometrico e il filosofo Arthur Schopenhauer. Anche qui l’architettura è tipica delle città anseatiche. Nella sua storia Danzica è una città ribelle, che non appartiene a nessuno e che ha subito le influenze di molti. L’ultima delle sue rivolte nel 1980 con gli scioperi ai cantieri navali che diede la stura  alla caduta del regime comunista. Le località balneari di Danzica sono Sopot e Gdynia raggiungibili anche in battello.

thumb100_4550_torre-municipio_ulica-dluga_porta-dorata.jpgLa città principale (Główne miasto). Il cuore storico di Danzica si concentra, ma non si esaurisce nella via Lunga (Ul. Długa) che va dalla thumb100_4489_casa-artu_stufa.jpgPorta verde (Zielona Brama) alla porta d’oro (Złota Brama) prolungandosi nella Długi Targ, il lungo mercato. Questa via conserva le più belle facciate dipente di tutta la Polonia e veniva considerata la via reale. Qui vicino si trova Ul. Mariacka in pratica la via dell’ambra, l’oro del mar Baltico, con i negozi che espongono i loro gioielli in teche poste direttamente in strada. Sulla via lunga si trovano la Fontana di Nettuno (Fontana Neptuna), la casa di Artù (Dwór Artusa) e il Municipio della città principale (Ratusz głownego miasta). Luoghi visitabili e quindi rifugi ottimi per giornate piovose come quella che abbiamo trovato noi a Danzica. L’interno della casa di Artù è come una caverna gotica e quattro colonne di granito sostengono una volta che riproduce le chiome delle palme. Qui si trova una gigantesca stufa alta 11 mt. Dalla torre del municipio invece si gode un’ottima vista sulla città.

thumb100_4497_ss-vergine_orologio-astronomico.jpgTra le molte cose da vedere in questa parte della città, la Chiesa della Santissima Vergine Maria (kościół Mariacki) la chiesa più grande di tutta la Polonia. Pur non essendo credenti abbiamo assistito a parte della messa solo per poter sentire il suono dell’organo che si thumb100_4176_gru-medievale.jpgspandeva sulle volte gotiche alte 27 mt. Ve lo consigliamo. Tra le cose da vedere nella chiesa il gigantesco orologio astronomico  anch’esso un record medioevale con i suoi 14 mt di altezza. Uscendo dalla porta verde verso il lungo fiume all’altezza dell’isola dei granai si trova la Gru di Danzica (Żuraw, Gdański) la più grande gru d’Europa costruita nel medioevo. Nella circonferenza interna della ruota di 5 m di diametro camminavano degli uomini azionando in questo modo una puleggia che sollevava fino a due tonnellate.

thumb100_4150_cantieri-navali_solidarnosc.jpgLa città vecchia (Stare Miasto). Oltre al Grande Mulino (Wielki Młyny) di cui ha senso vedere solo l’esterno visto che l’interno ospita thumb100_4160_cantieri-navali_solidarnosc.jpgun centro commerciale e il Municipio della città vecchia, questa zona è senza dubbio famosa per il cantiere navale di Danzica (Stocznia Gdańska) da dove partì la rivolta di  Solidarność guidata da Lech Wałęsa. Oggi i cantieri non vivono una bella stagione, l’attività è ridotta e i tentativi di venderli da parte del governo sono falliti. Per avere un’idea della loro estensione prendete il traghetto per Sopot, il percorso vi darà una vista unica sui cantieri. A lato dei cancelli di ingresso del cantiere si trova il Monumento agli operai caduti del cantiere navale. Tre croci di 40 mt. inaugurate dal partito comunista nel 1980  in onore delle vittime della rivolta del 1970. Un tentativo da parte della nomenklatura di rabbonire il sindacato sulla via di intensificare gli scioperi. Ed invece ogni giorno gli operai portavano una pietra ai piedi del monumento formando un monticello che ogni di notte veniva smantellato dalla milizia.

thumb100_4231_cantieri-navali.jpgWesterplatte, Sopot, Gdynia. Vi consigliamo assolutamente di prendere il traghetto che da Danzica porta a Sopot. Poco più di un’ora di navigazione ricca di cose da vedere. Come dicevamo innanzitutto è un’occasione per vedere l’attività dei cantieri navali da una thumb100_4432_primi-caduti-2-guerra.jpgposizione assolutamente privilegiata. Rimessaggio di imbarcazioni, carico scarico di container, abbiamo visto anche lo sbarco di centinaia di automobili dalla pancia di una imbarcazione immensa. Ecco quello che impressiona per chi, come noi, non ha esperienza di cantieri navali sono le dimensioni, tutto è mastodontico dalle gru alle navi e gli uomini che lavorano sono minuscoli puntini che per essere fissati nella foto si ha bisogno dello zoom. Durante la navigazione si passa davanti anche all’isola di Westerplatte da dove fu lanciata l’invasione della Polonia da parte dei nazisti. All’epoca Danzica aveva ancora lo statuto di città libera e questo fazzoletto di terra era l’unico territorio ufficialmente polacco. I 200 soldati che vi si trovavano resistettero per sette giorni all’assalto dei 4000 uomini delle truppe tedesche.
Su Sopot e Gdynia abbiamo poco da dire, sono stazioni balneari sul mar Baltico, insomma la Rimini locale se non fosse che il 15 di agosto c’erano 15 gradi, un vento che ti spazzava via e una pioggerellina sottile sottile. Da Sopot siamo scappati tanta era la gente sul pontile. Abbiamo preso il treno e in 15 minuti siamo arrivati a Gdynia, sorella minore di Sopot quindi meno ambita e perciò meno affollata.