Svalbard: il nostro arrivo

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Svalbard: introduzione e notizie generali/Svalbard general infosIl risveglio e Longyearbyen/Our closest awakening to North PoleFoto/Photos
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Il nostro arrivo a mezzanotte/Our arrival at midnight

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Skansdalen:il ghiacciaio che non c'è piùFoto/Photos
Barentsburg e il ghiacciaio Esmarkbreen / Barentsburg and Esmarkbreen glacier Foto/PhotosStudentdalen: la capanna del cacciatoreFoto/Photos
Plateau di Skansen: Un panorama mozzafiatoFoto/Photos
Högskulefjellet e PerdalenFoto/Photos
Pyramiden e il ghiacciaio Nordenskjøldbree / Pyramiden and Nordenskjøldbree glacier Foto/PhotosSi smonta il campo e si va a PyramidenFoto/Photos

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23 giugno 2011 – L’arrivo a mezzanotte


Dopo la sosta a Oslo per il cambio di volo, finalmente siamo ormai in arrivo alle Svalbard. Il profilo delle isole compare nei finestrini dell’aereo. La costa frastagliata vista da quassù è un frattale con ampie zone libere dalla neve solo nella zona costiera. Per il resto la distesa bianca copre l’arcipelago che emerge già nella sua bellezza dai ciuffi di nubi, sparsi qua è là. La giornata è serena, meglio sarebbe dire la nottata perché, anche se il sole splende alto nel cielo, sono le undici di sera. Un’ora fa abbiamo superato il circolo polare artico, non ci siamo mai spinti così a nord.

We landed in Longyearbyen at midnight with the sun shining in the sky. From the plane, as it approaches the very small airport, you can appreciate the beauty of Svalbard. Only four flights a day. At the terminal we met Inge, from Poli Arctici who picked us up to our apartment. The light was so clear and the sun still up in the sky that we hardly could fall asleep.

0-IMGP7085_LongyearbyenDopo mezz’ora atterriamo a Longyearbyen, l’aria è frizzante e di sicuro ci sono meno di 10 gradi del resto ormai è quasi mezzanotte e quel sole bello fisso in cielo è proprio il famoso “Sole a mezzanotte”. Scendendo la scaletta ci troviamo direttamente sulla pista e proseguiamo a piedi verso il piccolo terminal. Un’unica sala serve arrivi e partenze e sull’unico nastro per i bagagli – dove è esposto un orso bianco – speriamo di vedere spuntare le nostre valigie con tutta l’attrezzatura per il trekking.
Al terminal troviamo Inge di Poliarctici che ci accompagna al nostro appartamento. Carichiamo le valige sul 0-IMGP7086_Longyearbyen_xfurgoncino e parliamo con la nostra simpatica e vivace accompagnatrice mentre il nostro cervello lavora a pieno ritmo per far incastrare un sole ben sopra la linea dell’orizzonte con l’orologio che ormai segna mezzanotte passata. Del resto anche noi ci guardiamo con una certa curiosità. Siamo in viaggio dalle nove di questa mattina ma tutta questa luce ci fa girare l’adrenalina a mille e non ci sentiamo per nulla stanchi.
Arrivati al nostro appartamento per prima cosa ci togliamo le scarpe e, una volta entrati, cerchiamo disperatamente la valvola per abbassare il riscaldamento. Ci saranno almeno venticinque gradi, un caldo bestiale. Scopriremo nei prossimi giorni che qui è la norma. Noi intanto apriamo una finestra per stemperare la temperatura e cerchiamo di convincerci che prima o poi dovremo pur andare a letto. L’ultimo messaggio con Stefano di PoliArctici lo scambiamo all’una di notte (per modo di dire). Tutto ok per la gita di domani a Barentsburg.