Svalbard: introduzione e notizie generali

Info generali LogisticaComunità visitate/Settlement viewedFotoTrekkingFoto TrekkingVideo
Svalbard: introduzione e notizie generali/Svalbard general infosIl risveglio e Longyearbyen/Our closest awakening to North PoleFoto/Photos
Campo base Skansbukta/Basecamp SkansbuktaFoto/Photos
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Oltre che nelle pagine i video di ScriCal si trovano su: Youtube/ScriCal10
Il nostro arrivo a mezzanotte/Our arrival at midnight

Foto/PhotosEscursioni: paesaggio e terreno/Hikings: general infoFoto/Photos
Equipaggiamento / Equipment
Skansdalen:il ghiacciaio che non c'è piùFoto/Photos
Barentsburg e il ghiacciaio Esmarkbreen / Barentsburg and Esmarkbreen glacier Foto/PhotosStudentdalen: la capanna del cacciatoreFoto/Photos
Plateau di Skansen: Un panorama mozzafiatoFoto/Photos
Högskulefjellet e PerdalenFoto/Photos
Pyramiden e il ghiacciaio Nordenskjøldbree / Pyramiden and Nordenskjøldbree glacier Foto/PhotosSi smonta il campo e si va a PyramidenFoto/Photos

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Introduzione

Se Anchorage ci aveva dato l’impressione di una città di frontiera, Longyearbyen con i sui 78° di latitudine nord, è “veramente” l’ultima frontiera. Del suo passato minerario, rimane oggi una sola miniera ancora attiva che costituisce l’unica fonte energetica del luogo. Longyearbyen è la comunità più grande delle Svalbard e sede amministrativa dell’arcipelago. In pieno stile nordico è punteggiata da casette di legno multicolore, cresciute qua è là in modo che ci è sembrato del tutto casuale. 2000 abitanti, 200 auto, 2500 motoslitte. Dato che le strade corrono solo all’interno di Longyearbyen o al massimo si protendono fino all’aeroporto, ad un paio di chilometri dal centro, le duecento auto sembrano già un numero enorme. Sembra comunque che gli abitanti riescano a sfruttare al massimo i pochissimi chilometri di nastro asfaltato, spostandosi con l’auto anche per fare solo duecento metri.
In tutto il paese vige, perentorio, l’ordine di togliersi le scarpe per entrare ovunque e altrettanto dovunque l’avviso di depositare le armi all’ingresso.

Svalbard: general infos
If Anchorage in Alaska, gave us the idea of a “frontier town”, Svalbard are really the “last frontier”. Closer to Noth Pole than anything else, here live around 2300 people and 3000 polar bear. In Longyearbyen, the main community, there are 2000 people, 200 cars and 2500 Snowmobiles.
In August 2011 in a Polar Bear attack a teenager was killed.
Main communities are Longyearbyen, Barentsburg, Pyramiden, Sveagruva, Ny-Ålesund.
We experienced the “midnight sun” which is the period when then sun never sunset below the horizon. Midnight sun lasts from 20 April until 23 August. In winter the polar night lasts from 26 October to 15 February.  See the photos picture taken at midnight.
See also: http://en.wikipedia.org/wiki/Spitsbergen

Qui siamo nel luogo dove se vuoi uscire dai confini cittadini, ti devi munire di un’arma che – come il porto d’armi provvisorio – si può affittare in città. Là fuori, infatti, ci sono gli orsi bianchi e sono in 3000, quindi in numero maggiore degli umani. Purtroppo a solo un mese dal nostro trekking alle Svalbard un ragazzo inglese è rimasto vittima dell’attacco di un orso.

Le Svalbard

Le Svalbard sono una parte del tutto speciale della Norvegia. Uno se ne accorge fin dall’aeroporto di Oslo. Inutile cercare il volo per Longyearbyen nel terminal delle partenze nazionali, bisogna spostarsi verso i voli internazionali. Al momento dell’imbarco l’hostess ha rifiutato, quasi con un’espressione di sdegno, le nostre carte d’identità. Le abbiamo detto “Ma le Svalbard sono in Norvegia!” e lei oscillando la mano aperta davanti a sé ha detto “Sì, ma non sono proprio … proprio Norvegia”. Infine, il controllo febbrile fatto al telefono ha dato esisto positivo. Stessa scena al momento della partenza da Longyearbyen.
L’arcipelago delle Svalbard è una delle terre più a nord del mondo in cui gli umani sono riusciti a lasciare bene poche tracce; gran parte del territorio è ancora nello stato originale senza strade né segni dell’intervento umano. Sono situate fra i 74 e 81 gradi nord e fra 10 e 35 gradi est. L’arcipelago è composto di un gruppo di isole di cui la più grande è Spitsbergen dove si trova Longyearbyen. Più della metà della superficie totale delle Svalbard è perennemente coperta da neve e ghiaccio. Non molti umani sono passati da queste terre dopo Wilhelm Barents che per primo vi arrivò nel 1596.
Nei primi anni del novecento questo era il punto di partenza per la conquista del Polo Nord da parte di grandi esploratori come Roald Amundsen e Umberto Nobile. Molti altri, sebbene non così famosi, hanno affrontato il rigore di queste latitudini, per la caccia alle balene o alle volpi artiche. In quest’ultimo caso, i cacciatori di pelli, passavano mesi di solitudine nel rigido inverno polare, in capanni arrangiati alla bell’e meglio per posare le trappole e cacciare le volpi per la loro candida pelliccia. Dal 1900, è iniziata la stagione le miniere di carbone, un lavoro duro e pericoloso.
Negli ultimi anni è stata sviluppata l’attività turistica con diversi operatori che organizzano trekking d’estate, visite alle città di Barentsburg e Pyramiden, gite in motoslitta d’inverno.

Le comunità delle isole Svalbard

Le comunità sulle isole Svalbard si contano sulle dita di una mano e si trovano tutte concentrate sull’isola principale di Spitsbergen:
Longyearbyen: è la comunità più grande dotata di aeroporto, scuole, ospedale e un’università. Ad oggi è l’insediamento umano con più di 1000 abitanti più a nord del mondo. E’ stata fondata dall’americano John Munroe Longyear che nel 1906 vi aprì la prima miniera di carbone. Il passato minerario si è lentamente esaurito e nel suo presente ci sono attività legate al turismo e alla ricerca scientifica. Ne parleremo più avanti illustrando la nostra visita.
Barentsburg: è una comunità russa in cui è ancora attiva l’attività mineraria, gestita da circa 400 persone. Ne parleremo più avanti illustrando la nostra visita.
Pyramiden: definita come “città fantasma”, perché i russi alla fine degli anni novanta hanno chiuso l’attività mineraria, oggi ha una presenza di una decina di persone. Ne parleremo più avanti illustrando la nostra visita.
Sveagruva: 60 km a sud-est di Longyearbyen ha una popolazione di circa 200 persone occupate nell’attività mineraria per una compagnia norvegese.
Hornsund: a sud di Longyearbyen è una stazione di ricerca polacca con circa una decina di persone.
Ny-Ålesund: sulla costa nord ovest di Spitsbergen è la comunità permanentemente abitata più a nord del mondo. Qui oltre al centro di ricerca norvegese ce ne sono altri gestiti da diversi paesi tra cui, norvegesi, giapponesi, italiani, cinesi e inglesi. In totale, a rotazione, ci vivono circa 25 scienziati. Agli inizi del 900 è stato il luogo da cui sono partiti i dirigibili di Nobile e Amundsen per il Polo Nord. C’è ancora il pilone di ancoraggio dei dirigibili.
Sulle isole vicine a Spitsbergen si trovano le comunità di Hopen e Bjørnøy.

Collegamenti

Non ci sono strade che collegano le diverse comunità. A Sveagruva e Ny-Ålesund ci sono due piccoli aeroporti con collegamenti verso Longyearbyen. A Barentsburg, la compagnia mineraria russa gestisce un eliporto. Per il resto gli insediamenti dello Spitsbergen sono raggiungibili via mare d’estate e con le motoslitte d’inverno.

Sovranità

L’arcipelago delle Svalbard fa parte del regno di Norvegia. Il governatore delle Svalbard, il “Sysselmann”, è l’autorità suprema di tutto l’arcipelago e i suoi compiti consistono nel far rispettare le norme norvegesi e i regolamenti del trattato di Spitsbergen del 1920 che, con l’atto per la protezione dell’ambiente del 2001, impone il rispetto della flora, della fauna e di preservare quest’ultimo lembo di Europa nello stato vergine e naturalmente selvaggio in cui ancora per gran parte, si trova. Deve inoltre preservare i reperti storici che ai nostri occhi possono sembrare poca cosa ma che qui hanno una grande importanza per la fatica, il dolore e spesso la morte che molte persone hanno incontrato qui cercando di sopravvivere a un ambiente del tutto inospitale. Quella che ai nostri occhi può sembrare solo una baracca diroccata è qui un reperto d’inestimabile valore storico. Occhio quindi a non sottostimare anche un solo pezzo di legno, rovinarlo o peggio farsene vanto di averlo raccolto può costare caro.

Giorno e notte

A seconda del periodo in cui si visitano le Svalbard, si vivrà in un giorno o una notte perenne. Il sole di mezzanotte a Longyearbyen dura dal 20 aprile al 23 agosto con il sole che va da 35 gradi sopra l’orizzonte durante il giorno a 11 gradi sopra l’orizzonte durante la notte. In pratica la notte si ha la stessa luce che abbiamo noi alle cinque-sei del pomeriggio in piena estate. La notte polare dura invece dal 11 novembre al 30 gennaio, con il sole che rimane costantemente 6 gradi sotto la linea dell’orizzonte. In questo caso però nelle nottate limpide il cielo è attraversato dalle luci dell’aurora boreale.

Logistica

Among the several options, we booked our long hiking tour with Poli Arctici. It’s a small tour operator run by Stefano Poli, who moved twenty years ago from Milan to Svalbard. All hiking tour are in English so don’t worry. He has been really helpful and we suggest him for your hiking.

Per l’organizzazione del nostro trekking, tra le diverse opzioni, ci siamo affidati alla Poli Arctici di Stefano Poli, ormai ex milanese trapiantato da vent’anni alle Svalbard. La consigliamo.