Lapponia: un tuffo nei costumi lapponi e un saluto a Babbo Natale


Cosa abbiamo fatto Foto
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Lapponia: Alla guida di una muta di husky / Driving a Sled dog Lapponia: Alla guida di una muta di husky / Driving a Sled dog
Nel castello di ghiaccio / In the Snow CastleLapponia: Snow Castle (foto/photos)
Sulla rompighiaccio sampo / On the Sampo Ice braker Lapponia: sul rompighiaccio Sampo / On Sampo ice braker (foto/photos)
Bagno fra i ghiacci / Floating in the iced Baltic seaLapponia: bagno nel baltico ghiacciato (foto/photos)
Babbo Natale / Santa Claus VillageSanta village (foto/photos)

Artikum Museum (foto/photos)
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31 gennaio – Artikum  e il Villaggio di Babbo Natale

Questa mattina ci svegliamo con calma. Siamo ancora immersi nella giornata di ieri sul rompighiaccio Sampo e nel mar Baltico dove abbiamo fatto il bagno. E’ il nostro ultimo giorno a Rovaniemi e abbiamo deciso di visitare il museo Artikum e dedicare qualche ora al Santa Claus Village, a una decina di chilometri da qui.

All’Artikum arriviamo con una piacevole passeggiata lungo il fiume  Kemijoki. Stamattina la temperatura segna -20, l’aria punge la pelle del viso ma è un’altra giornata che si preannuncia di sole. La massa compatta di nubi sulle nostre teste si rompe all’orizzonte in una striscia illuminata.

IMGP0590_Rovaniemi-Artikum-costumi-lapponiL’Artikum è diviso in sezioni dedicate alla geologia della zona, alla vita sul circolo polare artico, alla sua flora e fauna, ai costumi e usi dei Lapponi. Ci attardiamo fra le sale espositive giocherellando con le parti interattive, ma non siamo davvero concentrati su ciò che stiamo vedendo. Dopo un paio d’ore usciamo dal museo per andare alla fermata dell’autobus numero 8 che fa capolinea al Villaggio di Babbo Natale dove arriviamo in una mezz’ora. E’ l’una e mezza e abbiamo deciso che resteremo là fino alle cinque, ora di chiusura, La coppia di italiani conosciuta nel nostro albergo ci ha suggerito che la vera magia di questo posto avviene quando si fa sera e si accendono le luci. E noi siamo qui proprio per passare di magia in magia.

Artikum Museum – Santa Claus Village It ‘s our last day in Rovaniemi and we decided to visit the museum Artikum and spend a few hours at the Santa Claus Village, about ten miles from here. The Artikum is a science centre and museum with exhibitions on Finnish Lapland and the Arctic region. The Arctic Centre exhibition and Arctic in Change introduces the peoples and animals of the Arctic as well as details the ongoing changes that are affecting the region.
After the museum with the bus # 8 we went to the Santa Claus Village the official home of Santa. We expected something more close to children imagination then simply an all around shopping center. Anyway we met the old man and got the picture with him.
The real magic moment is when darkness comes. With all the light on, the white of the snow, the Polar line illuminated in blue and xmas songs everywhere you really feel something in the air. We spent almost an hour in doing photos quickly removing and putting again our gloves because we are at -18° C (-0.4° F) and hands numb immediately.
At 17.05 we are ready for the last run of the bus that takes us back to the hotel where we have our last sauna.

Villaggio di Babbo Natale

I video del Villaggio di Babbo Natale

IMGP0623_santa-villageNel villaggio c’è la casa ufficiale di Babbo Natale, il cui ingresso si trova accanto a un invadente cartello “outlet”. E’ indubbiamente un posto ad alto grado commerciale, ma pensavamo che almeno le insegne pubblicitarie dei negozi non fossero così sfacciatamente visibili. Decidiamo di entrare subito da Santa Claus per, così dire, toglierci il pensiero. Appena varcata la soglia ci troviamo circondati da negozietti che propongono tutti gli stessi souvenir. In realtà non ci sembra un posto per bambini. Ci aspettavano una ricostruzione della fabbrica di Babbo Natale più a misura dei piccoli, magari con giocattoli sparsi, ma qui non c’è nulla con cui loro possano giocare e anche i commessi dei negozi vestiti da elfi non riuscirebbero ad accendere neppure la fantasia di Artur Clark, per dire di uno che di fantasia ne aveva molta. Finalmente troviamo una porta in cui c’è scritto “Santa Claus is here”, scostiamo l’uscio ed entriamo. Ci troviamo in un lungo corridoio con luci soffuse e immersi nelle canzoncine natalizie. Poco più avanti il corridoio termina su una passerella circolare dopo una leggera salita, stretta fra pareti sulle quali sono appesi pacchi regalo ed altri oggetti in legno. Se non si spaventano per la poca luce questo si è un posto che accende l’immaginazione e le aspettative dei bambini. Proseguiamo anche noi, incuriositi e felici di trovare finalmente un elemento di fantasia in questo supermarket di Babbo Natale. La passerella sopraelevata ruota attorno a un enorme pendolo al centro della stanza. Seguiamo le indicazioni e ci ritroviamo in quella che può essere definita la sala d’attesa per vedere finalmente Babbo Natale. Quello vero! Ci sono un paio di persone prima di noi e ci consultiamo se restare o andarcene, ma ormai siamo lì e dunque tanto vale aspettare qualche minuto. Ovviamente anche sbirciando nella sala del Babbo non si riesce a vedere nulla e ci rendiamo anche conto che una volta lì l’unico modo di uscire è proprio attraverso quella stanza. Insomma tornare indietro non si può!

Un elfo sorridente si affaccia per far passare i due asiatici prima di noi. Sentiamo il rumore della macchina fotografica, voci, risa, e pochi minuti dopo l’elfo riappare per far passare noi. Prima di tutto ci invita a togliere le giacche e lasciarle scrical-babbonatale1con gli zaini sopra un tavolo predisposto, e ancora Babbo Natale non si vede, ma appena giriamo intorno a un pannello eccolo lì! Grande barbona bianca, enormi scarpone nere, con un gilet rosso su una tunica bianca ricca di ricami. Occhiali e sorriso saggio, come si conviene. Ci fanno accomodare alla sua destra e sinistra e avviamo una conversazione paradossale in cui lui cerca di indovinare la nostra nazionalità. Non vuole suggerimenti perché, dice, è passato da noi solo poche settimane fa. Lo togliamo dall’imbarazzo dicendogli che gli avevamo scritto di non passare perché saremmo andati noi a casa sua, e infatti eccoci qui. Alla fine gli sveliamo di essere italiani e si produce in qualche parola nella nostra lingua. Anche l’elfo che è pronto per le foto ci dice “sorriso”. Prima di congedarci gli chiedo se può farci un “hoohoooho” ma lui risponde che quelle sono cose da Hollywood. Guardo Cal. Stiamo pensando la stessa cosa: le tonnellate di merchandising da cui siamo circondati non sono di certo meno commerciali di un film americano, ma ci sembra inutile metterci a discutere con Babbo Natale.

Tanto per restare in tema, appena usciamo dalla stanza due solerti elfi ci prospettano tutte le possibili soluzioni, dalla foto a 25€, al video, alla combinazione dei due per 50€.

Pensavamo di non venirci neppure qui ed invece ci ritroviamo in mano la foto e 25€ in meno in tasca. Tanto di cappello al marketing del grande vecchio che ti avvolge in una confortevole nuvola di cordialità e accoglienza alla quale il fanciullino che è in noi non ha saputo resistere.

IMGP0619_santa-village-post-officeUsciti dalla casa di Santa Claus visitiamo il suo ufficio postale dove scopriamo che nella top 6 dei paesi con maggior numero di letterine spedite l’Italia è al primo posto, seguita da Gran Bretagna e Cina. Quest’anno ne sono arrivate ben 500.000, con una media di 32.000 lettere al giorno. Ci auto-spediamo una cartolina di auguri di Buon Natale che, frutto di una perfetta organizzazione, ci arriverà giusto giusto il prossimo dicembre con un timbro del tutto particolare.

In attesa dell’imbrunire, girovaghiamo per le decine di minuscoli negozietti che propongono tutti le stesse cose con ovviamente gli stessi prezzi e quando finalmente alle quattro inizia a fare buio usciamo per le foto.

La coppia di Milano che è nel nostro stesso albergo ha ragione. Con le luci accese e il buio il villaggio acquista quella IMGP0636_santa-village-sera-polar-linemagia che ci si aspetta dalla casa di Babbo Natale. Anche la linea che indica dove passa il Circolo polare artico si illumina di blu. Restiamo lì fuori più di un’ora a scattare foto, togliendo e rimettendo velocemente i guanti perché siamo a -18° e le mani si intirizziscono immediatamente.

Alle 17.05 siamo pronti per l’ultima corsa del bus che ci riporta in albergo dove ci attende la nostra sauna.

01 febbraio – Partiamo

Ultima mattinata a Rovaniemi prima del volo delle 14 che ci riporterà a casa. La passiamo facendo un ultimo giro per la cittadina, un’ultima passeggiata sulle acque del fiume Kemijoki e alla ricerca della IMG_9764_Rovaniemi-airportstatuetta di renna intagliata nel legno che avevamo visto nei giorni scorsi e che IMGP0653_Rovaniemi-airport-icenon riusciamo più a trovare. Un angolo della nostra libreria lo stiamo dedicando al nostro bestiario personale: giraffe e ippopotami dall’Africa, il totem con l’aquila dall’Alaska, l’orso bianco dalle Svalbard ed ora la renna dal Circolo Polare Artico.

Salutiamo Rovaniemi sotto una leggera nevicata e all’aeroporto scattiamo le ultime foto di questo intenso, fantastico viaggio.