Lapponia: notte lappone di stelle e aurora boreale


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Lapponia: notte lappone di stelle e aurora boreale / Lappish night of stars and NorthenlightsLapponia: il capanno lappone / Lapland: lappish cabin
Lapponia: Alla guida di una muta di husky / Driving a Sled dog Lapponia: Alla guida di una muta di husky / Driving a Sled dog
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28 gennaio – Giro notturno con le renne e Aurora boreale

La nostra prima giornata comincia con calma. Dopo un’abbondante colazione ci rechiamo in uno dei tanti uffici che organizzano le escursioni.  Avevamo già visto in internet che i prezzi sono praticamente uguali per tutti  e quindi ci infiliamo nella prima agenzia appena fuori dal nostro albergo, la Safartica. Complice l’incontro con due italiani che ce la consigliano, prenotiamo qui sia la guida della slitta trainata da Husky per l’indomani e il giro notturno con le renne che faremo la sera stessa.

I connazionali, alla loro seconda volta in Lapponia, ci spiegano che nel giro con i cani Husky saremo in più slitte perché i canili che le gestiscono mettono insieme più prenotazioni di agenzie diverse.

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Con le renne e gli huski prenotati, e quasi 500€ in meno sulla carta di credito, facciamo un primo giro di Rovaniemi  per acclimatarci. Il display di Lordi’s square (visibile in ogni momento tramite webcam) indica -20. Tutto sommato nulla di particolare. La giornata è nuvolosa e ci lascia qualche timore per la possibilità di vedere  l’aurora boreale. Abbiamo controllato le previsioni del giorno (http://www.gi.alaska.edu/AuroraForecast/Europe/) e viene data come moderata, con un livello di 4 su 9. Per i due giorni successivi le previsioni di visibilità sono basse. Ma tutto dipende ovviamente anche dalle nuvole e con la massa compatta e grigia che abbiamo sulla testa ci sembra difficile avere delle chance.

La camminata sulle acque

Vagabondando senza meta scopriamo subito che se la temperatura all’esterno è sotto zero quella in qualsiasi posto al chiuso è imgp0323_rovaniemi-fiumeok-lowdi almeno 23° quindi è un continuo vestirsi e spogliarsi di berretti, scaldacollo, guanti, giacconi ecc.

A metà mattina ci dirigiamo verso il fiume Kemijoki e per la prima volta ci spingiamo a camminare sulle acque. Il fiume è ovviamente ghiacciato. In certi punti ci sono dei cartelli che avvisano del pericolo della rottura del ghiaccio, in altri invece sono tracciate le piste per il fondo e per le motoslitte e confortati dal pensiero che se tengono loro terranno anche noi, ci inoltriamo nel largo fiume spingendoci ben in là per essere sicuri di essere sull’acqua. Nelle nubi si apre ogni tanto un timido squarcio e cominciamo a sperare.

La fattoria nel bosco

IMGP0328_Rovaniemi-polar-night-renneDopo il pomeriggio passato nella sauna della nostra stanza ce ne andiamo a cena verso le cinque del pomeriggio, dato che qui non è certo un problema mangiare presto. Alle 18.50 vestiti della tuta, calze e scarponi, sciarpa e muffole di cui l’agenzia ci ha dotati, siamo davanti all’ingresso dell’albergo in attesa di qualcuno che ci venga a prendere. Il nostro anfitrione per la serata è un ragazzotto lappone che ci porta nella sua fattoria a una mezz’oretta di pullmino da Rovaniemi. E’ un personaggio loquace. Ci racconta (in inglese) che lui non ha mai viaggiato un granché perché il lavoro con gli animali (alleva renne, ovviamente) non gli permette di allontanarsi dalla fattoria che era di suo padre e di suo nonno prima di lui e così per generazioni. Viaggia sulla strada sporca di neve e ghiaccio con la medesima sicurezza che abbiamo noi sull’asfalto asciutto. Ma la vera sorpresa – che troviamo lungo la strada man mano che ci allontaniamo dalle luci della città – è un cielo stellato e privo di nubi, e la nostra intima speranza di vedere l’aurora boreale cresce a dismisura.

Lappish night of stars and Northenlights
Our first excursion was a Polar night along the Reindeer’s path. We started from a reindeer farm about half an hour far from Rovaniemi, where a reindeer sleigh was ready to bring us through snowy forests. It was a clear night and therefore we hoped to have the opportunity to see the Northenlights. Beeing the only tourists we could fully enjoy the silence and loneliness of the forest in that moonless night with an awesome sky full of stars.
At the end we also had the chance to see Northenlights. A smooth ones with a feeble green light dancing toward north, but nevertheless our first Aurora Borealis, a great, deeply moving experience.
See here Aurora borealis forecast.

Arrivati alla fattoria immersa nel bosco, il lappone mostra il capanno che sarà interamente riservato a noi due e ci dirigiamo subito verso il recinto delle renne. Sono solo alcune rispetto agli oltre quattrocento capi che normalmente vivono all’aperto. La nostra guida sarà un suo amico che già sta preparando gli animali che tireranno le slitte. Scopriamo così di essere i soli turisti che parteciperanno a questa escursione. Siamo immersi nel buio più completo, rischiarato solo dalla luce delle stelle. I due lapponi hanno una piccola torcia sul berretto che accendono e spengono a seconda del bisogno. In pratica la guida sarà sulla prima slitta alla quale sarà legata la nostra. Ci dicono che le renne non sono animali particolarmente intelligenti,  che ci vogliono quattro anni per addestrarne una e solo una su quindici ha le caratteristiche per poter imparare. In pochi minuti con una calda coperta in pelle di renna sulle gambe lasciamo la fattoria e ci immergiamo nel bosco innevato. (video)

Notte lappone di stelle e aurora boreale

patente-renneE’ una notte senza luna e procediamo lenti, immersi nel silenzio del bosco interrotto solo dal fruscio dei pattini sulla neve. Alziamo lo sguardo e tra le fronde innevate compare un’orgia di stelle, non solo in termini di quantità ma anche di vividezza. Vediamo l’Orsa minore e quella maggiore,  Cassiopea  e qualche altra costellazione. Ma presto ci sembra di non riconoscere più nulla perché questo cielo così intensamente pieno di stelle non l’abbiamo mai visto in vita nostra. Lungo la strada la nostra guida ci grida qualcosa, non capiamo ma diciamo di sì. Dopo una mezz’ora si ferma in uno spazio molto largo privo di alberi e ci chiede se abbiamo visto l’aurora boreale. Ah, ecco cosa aveva detto. Rimaniamo fermi lì per un po’ con gli occhi puntati verso nord, delusi di aver mancato l’avviso, mentre a ovest le luci arancioni della città illuminano le nubi che sono ancora lì. La neve rischiara appena una notte che altrimenti sarebbe nera come la pece, d’improvviso vediamo delle luci muoversi basse sull’orizzonte. E’ una sfumata linea verde che ondeggia appena. Pochi secondi e poi scompare, ma è comunque la nostra prima aurora e ne rimaniamo affascinati. La nostra guida ci invita ad aspettare, restiamo tutti e tre lì in piedi con gli occhi puntati al cielo e i piedi che cominciano a sentire il freddo (il termometro segna -20) nonostante le doppie calze di lana e gli scarponi forniti dell’agenzia. Un’altra lingua di sottile luce verde emerge dall’orizzonte e si allunga ondeggiando, “Aspettiamo magari si alza” dice la guida. E noi aspettiamo immersi nel silenzio del bosco, con il freddo che a causa dell’immobilità comincia a insinuarsi anche sotto la tuta e dimentichi delle renne poco distanti. Siamo solo concentrati a distinguere le lingue danzanti che iniziano a intensificarsi rimanendo comunque come un leggero velo verde che illumina il cielo. Pochi minuti e spariscono.

Dopo un’ora, o giù di lì, toniamo alla fattoria. Abbiamo bisogno di riscaldarci attorno al fuoco nel capanno riservato a IMG_9650_Polar-Night-rennenoi. La nostra guida ci informa che stanno aspettando un gruppo di asiatici da una settimana a caccia dell’aurora e quindi possiamo ritardare il nostro rientro se ci va. Certo che ci va! Nel frattempo ci consegna la nostra patente di guida delle renne valida tre anni e ci spiega come la marchiatura dei capi venga effettuata intagliando l’orecchio con un simbolo unico per ciascun proprietario. Ci spiega anche che ogni lappone ha almeno due coltelli appesi all’alta cintura ricamata con colori vivaci in cui predomina il rosso. Quello piccolo serve per marchiare le renne, gli altri per tutto il resto.

Dopo esserci riscaldati attorno al fuoco con un tè ai frutti di bosco e alcune fette di salmone su un pane che ricorda la piadina, usciamo nuovamente a caccia dell’aurora. Ed eccola là, più alta sull’orizzonte, un’ampia fascia di un verde pastello scuro, come un arco che solca il cielo. Sempre tenue come prima ma da qui a non aver visto nulla ce ne passa e siamo contenti così.