Particolarità di Norimberga

Logistica Cose viste Particolarità
Volo Altstad: Neumarkt, le chiese, Duerrer e altro Impressioni
Alloggio Kaiserburg: il castello Lebkuchen e birra
Ristoranti Il museo del giocattolo ed altri musei Il terzo Reich
Mezzi locali Reichspartei e processo di Norimberga Lo street-food locale
Il viale dei diritti dell'uomo Red Light District
Dintorni: Bamberg Il capodanno
Mercati: natale e artigiani
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Impressioni

Una città che vanta orgogliosa come sua specialità dei salsicciotti con crauti potrebbe indurre a pensare che non abbia gran ch’è di interessante da dire. Norimberga invece si è rivelata un gioiellino della Baviera e più precisamente della franconia. Poco rimane degli originali edifici medioevali dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma la ricostruzione post-bellica è stata così precisa che – almeno ai nostri occhi non esperti – non ce se ne accorge.
Il centro storico lo si gira in pochi minuti, dopo il primo giorno si finisce per ritornare sempre nelle stesse strade. Tre giorni sono probabilmente più che sufficienti per visitare la città, il nostro soggiorno è stato più lungo anche perché avevamo in programma due gite “fuori porta” a Stoccarda e inizialmente Lipsia. In quest’ultimo caso viste le tre ore di treno per arrivarci, abbiamo deciso di cambiare programma preferendo Bamberg, altra bella cittadina a soli 40 minuti di treno da Norimberga.

Riflessioni sulla nostra visita nei luoghi del Terzo Reich

Per noi si è trattato della conclusione di un viaggio iniziato a Praga dove abbiamo visitato il quartiere ebraico con il vecchio cimitero e il museo della shoah, continuato con il museo ebraico di Berlino dalle architetture disorientanti e in qualche misura concluso qui con lo sguardo “dall’altra” parte.

100_1897_Schwurgericht_Saal600.jpg“Ich wusste nicht”, non sapevo, questo dicevano i gerarchi al processo di Norimberga, questo diceva Marlene Dietrich moglie di un gerarca a Spencer Tracy giudice del processo. “Ich wusste nicht” dissero molti tedeschi. E ci si chiede come fosse possibile che nessuno sapesse nulla e come una cosa di tale portata sia potuta accadere. L’ultimo video al termine del percorso nel Dokumentationszentrum apre uno spiraglio. Tre interviste a tre anziani che vissero quei tempi e danno una testimonianza di quanto profondo sia stato il “lavaggio del cervello” della popolazione, di quale potente fascinazione sia stato capace Hitler con il suo abile uso della comunicazione e della propaganda per rendere il popolo tedesco così ampiamente disposto a sottomettersi a tale lavaggio. Nel primo video tre anziane danno un’idea su ciò che si sapeva dello sterminio degli ebrei. Una dice: “Gli ebrei sparivano, sì, era un po’ strano che non se ne sapesse più nulla, ma pensavamo che andassero in un posto dove finalmente potevano vivere tutti loro insieme. Un luogo dove oltre agli avvocati e banchieri avrebbero dovuto fare anche i lavapiatti e gli spazzini.” Un’altra, infermiera in un ospedale militare, dice: “Non ne ho mai saputo nulla. Una volta venne ricoverato un soldato delle SS che era impazzito, parlava di cose orribili che avvenivano in certi campi, però del resto lui era lì perché era pazzo”. Un signore anziano dà forse la cifra del come tutto ciò sia potuto accadere: “Il partito si occupava di tutto, il partito ci guidava, il partito si prendeva cura di noi, il partito ci dispensava del peso di pensare, lo faceva lui per noi. Per questo siamo tutti responsabili di quanto è avvenuto, che fossimo direttamente coinvolti oppure no. Non abbiamo voluto sapere, non abbiamo voluto pensare.” Il video si conclude con un altro anziano, cammina lento, sotto il peso degli anni sulle gradinate del complesso dello Zeppelinfeld, lì dove Hitler arringhiava una folla idolatrante. Piove a catinelle, la pietra – strappata dalla roccia dai prigionieri morti a centinaia – è lucida, canticchia una canzone fra sé, una di quelle che dovevano cantare in gruppo i giovani ariani: “Che cosa ci avete fatto” dice a testa bassa fra se, oppure a quelle pietre dove sedeva la nomenclatura nazista nella giornata annuale del partito nazista, in quel luogo che nella megalomania collettiva doveva essere il tempio del partito nazionalsocialista.

Lebkuchen e birra locale

Norimberga è la patria dei Lebkuchen, il pan di zenzero. In centro ci sono diversi negozi e bancarelle dedicati a questo dolce tipicamente natalizio che per Scri costituisce un ricordo d’infanzia. Altra produzione locale la birra che però rimane nella media della birra tedesca, ovvero leggera anche nella versione scura (dunkel). Solo a Bamberg abbiamo trovato una birra particolare, la Echt Schlenkerla Rauchbier ovvero una birra affumicata. Sapore che al primo sorso può lasciare interdetti ma che ben si accompagna ai piatti dai sapori intensi e carichi dei piatti tedeschi.

Red light district

100_1964_LuciRosse.jpgNon ci aspettavamo un vero quartiere a luci rosse stile Amsterdam. Nel caso di Norimberga si tratta della strada che costeggia il Frauentormauer (il muro di cinta medioevale che va dalla Frauentor alla Königstor). Anche qui signorine ammiccano da finestre illuminate da luci rosse a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Il capodanno

Anche i tedeschi, così come gli olandesi, amano i botti di capodanno. Il Kaiserburg è il punto di osservazione privilegiato della città. E’ anche il luogo più sicuro se si vuole stare all’aperto perché nell’area del castello è vietato 100B2210.jpgutilizzare fuochi d’artificio. Come ad Amsterdam non c’è una vero e proprio spettacolo pirotecnico organizzato, il tutto viene lasciato all’iniziativa privata e bisogna dire che i tedeschi in questo senso di iniziativa ne hanno molta. Ancora prima della mezzanotte la coltre di fumo dei fuochi d’artificio copriva la città come una delle classiche nebbie di casa nostra. I fuochi vengono esplosi in ogni parte della città e i petardi scoppiano in mezzo alla gente che affolla le strade del centro storico. La birra scorre a fiumi, la polizia è molto presente e qualche sirena d’ambulanza si è fatta spazio tra nel continuo rumore dei botti.

Mercati: Natale e artigiani

Norimberga è sede del famoso mercatino di Natale Christkindlemarkt (mercato di Gesù bambino) attivo fino al 24 dicembre, per cui quando siamo arrivati noi abbiamo visto solo le casette di legno vuote e in corso di smantellamento. Altro mercato è nel quartiere degli artigiani a fianco della Königstor, l’Handwerkerhof era chiuso quando ci siamo andati noi, quindi lasciamo a voi la scoperta di questo angolo della città.