Capodanno a Ginevra / New Year’s Eve in Geneva


LogisticaCose viste
Come abbiamo viaggiatoGinevra cosmopolita
Dove abbiamo pernottato30 dic. - Primo contatto con la città
Dove abbiamo mangiato31 dic. - Onu e Capodanno
1 gen. - Friburgo
2 gen. - Losanna, Museo Olimpico
3 gen. - Quartiere dei puffi

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I video di Ginevra: www.youtube/Scrical10

Ginevra è una città cosmopolita per eccellenza, con una popolazione di circa 190 mila abitanti di cui quasi il 45% sono stranieri di 180 nazionalità diverse. Oltre all’immigrazione, la ragione di una presenza così massiccia di stranieri è dovuta alle duecento e più organizzazioni internazionali governative e non che hanno sede qui, tra le quali Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti UmaniCroce RossaCERNOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Alto Commissariato per i Rifugiati, Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT), Medici Senza Frontiere e molte altre.

Da qui Calvino avviò la riforma protestante con la conseguente abolizione di tutte le immagini sacre, care alla chiesaIMGP8535_Cattedrale S.Pierre-sedia Calvino romana. Effetto collaterale di tale abolizione fu l’avvio dell’arte dell’orologeria da parte degli orafi ginevrini che non potevano più dedicarsi a crocefissi e santi. Qui nacque la Croce rossa e nella città hanno vissuto molti personaggi illustri, da Rousseau, a Voltaire a Byron e molti altri.

La città è adagiata sulle sponde sull’omonimo lago, chiamato Léman in francese, ed è incuneata in Francia, che la circonda per il 95% del suo perimetro,  avendo solo uno stretto lembo di terra a nord che la connette alla Svizzera. Naturalmente vi si parla il francese, ma l’internazionalità della città fa sì che chiunque parli l’inglese.

Dopo Zurigo è la seconda città al mondo per qualità della vita servizi funzionanti, ricchezza di musei, ristoranti di tutti i tipi. Tutto questo però si paga. Ginevra è, infatti, ai primi posti fra le città più care del mondo. Solo per fare un esempio: abbiamo acquistato un bretzel, il tipico pane intrecciato tedesco, a Friburgo a 2,50 franchi. Lo stesso bretzel a Ginevra l’abbiamo pagato 4,50, e tra le due città ci sono poco più di cento chilometri.

La nostra scelta di Ginevra

L’avevamo già presa in considerazione l’anno precedente, ma poi abbiamo scoperto che durante le festività il CERN è chiuso, dunque non visitabile,  e così ci siamo orientati su Monaco di Baviera.

Quest’anno però la nostra organizzazione è partita tardi e ci siamo dovuti arrangiare con una meta vicina e interessante ma che non richiedesse un volo . Una scelta come Ginevra deve contemplare un paio di gite “fuori-porta”, poiché – a meno che non siate degli appassionati di musei – la visita della città non impegna certo quattro giorni.  Per le nostre visite dei dintorni abbiamo scelto Friburgo e Losanna, entrambe raggiunte in treno. Il cambio al momento del nostro viaggio era: 1 CHF = 0,82 €

Come abbiamo viaggiato

Abbiamo scelto il treno nonostante il costo totale per due persone sia maggiore rispetto all’auto. Per la tratta andata e ritorno Milano-Ginevra abbiamo speso 297,60 € per due persone. Abbiamo quindi viaggiato in treno anche in Svizzera dove si sa che i treni svizzeri non sono proprio a buon mercato. Un biglietto di andata e ritorno sulla tratta Ginevra-Friburgo, 130 km, costa 78 CHF (64 €), mentre costa 42 CHF (34 €)  andare e tornare da Ginevra a Losanna, 64 km. Giusto per fare un paragone, coprire i 66 Km fra Milano e Piacenza con le FS nostrane con un biglietto di andata e ritorno costa 13 €.

Dove abbiamo dormito

Dato che abbiamo optato per il treno, la ricerca di un hotel in città era d’obbligo. Abbiamo trovato una combinazione relativamente a basso costo al Warwick Hotel, difronte la stazione di Ginevra, che ci ha offerto un pacchetto a 210 franchi a notte con colazione compresa. Il pacchetto comprendeva anche la tessera per viaggiare gratuitamente con i mezzi pubblici ginevrini, wi-fi gratuito e una tessera per l’ingresso altrettanto gratuito ad alcuni musei o in alternativa per  un’ora di navigazione sul lago di Ginevra. In totale per quattro notti circa 700 euro, meno rispetto ad altre proposte che si avvicinavano ai mille euro. Avevamo letto che la zona della stazione la sera non è delle migliori, ma da parte nostra dobbiamo dire che non abbiamo mai avuto problemi.

L’albergo ci aveva anche offerto un pacchetto a minor costo senza colazione, ma visto comunque gli alti costi della città abbiamo preferito non doverci preoccupare ogni mattina di trovare un posto dove mangiare.  Abbiamo così attuato la nostra tecnica preferita, fare un’abbondante colazione al mattino per poter tranquillamente saltare il pranzo ed essere poi sollecitati dal quel languorino che ti fa meglio gustare una ricca cena senza sentirsi appesantirsi troppo.

Dove abbiamo mangiato

Non troverete in queste note indicazioni sulla fonduta, raclette o sui formaggi svizzeri in genere, tutti inavvicinabili per ScriCal a causa della idiosincrasia di Scri per tutti i formaggi, senza eccezioni a scapito purtroppo del paziente Cal.

Brasserie du Molard, Place du Molard, 9 – Abbiamo pranzato qui il giorno del nostro arrivo e ci è piaciuta l’idea di un locale con birra di produzione propria per gustarci una tipica “maialeria” alla tedesca, fatta di carne di maiale e rösti.  Il locale ha rispettato il nostro desiderio con 1 Jambeau Rösti 28,50 CHF, 1 Saucisson Chaud 27,50 CHF, con i piatti era compresa una birra da 25cl., tra quelle di loro produzione. In totale abbiamo speso, 69,30 CHF (57 €) inclusa una terza birra e due caffè.

Che cosa sono i Rösti? Si tratta di patate grattugiate saltate in padella, un modo tipicamente svizzero di preparale. Sono molto semplici da cucinare e spesso le facciamo anche a casa aggiungendo  pancetta o würstel, questi ultimi rigorosamente di pollo.

Rest. Molino, Place du Molard, 7 – Dato che il giorno del nostro arrivo avevamo ben pranzato, per la cena cercavamo una semplice zuppa, memori delle calde, buone zuppe berlinesi. Niente di più difficile, e fra locali al completo e altri con un insopportabile odore di formaggio fuso, siamo finiti in un pizzeria italiana, rompendo una tradizione che vuole che all’estero ScriCal non si avvicini mai al cibo italico . Comunque qui abbiamo trovato 2 minestroni, 2 birre 30 cl, 2 dolci, totale 48,70 CHF (40 €)

Brasserie Lipp, Rue de la Confédération 8 – Vi abbiamo cenato la sera del 31 dicembre.  La brasserie, che si trova all’interno del centro commerciale Confederation, propone principalmente piatti a base di pesce, ostriche e molluschi. Abbiamo iniziato con un insolito antipasto di sardine e con nostra sorpresa ci è stata portata una scatoletta che la cameriera ha aperto davanti a noi con molta classe e cura come se si fosse trattato di caviale. Ci ha mostrato il contenuto e atteso il nostro segno di approvazione, arrivato più per sconcerto che convinzione, prima posarla sul tavolo e andarsene. All’antipasto abbiamo fatto seguire un del  salmone. Pensavamo di accompagnare il pesce con un vino, ma nei ristoranti ginevrini è meglio tenersi lontani da bottiglie e calici i cui prezzi vanno dai 30 CHF in su (da 25 euro e oltre). Abbiamo così optato per una birra e concluso con un dolce.  Totale 165,40 CHF (136 €). Di certo alto ma era la sera di capodanno.

Rest. Au Pied de Cochon, Place du Bourg-de-Four, 4 – 2 bistecche con patate fritte, 2 birre bionde da 40 cl.. Nonostante la semplicità del piatto  bistecche molto tenere e gustose, abbiamo poi concluso con una vera rivelazione, due dolci Moelleux.  E’ un tortino tiepido al cioccolato con un cuore di crema di cioccolato fondente servito con una pallina di gelato alla vaniglia. Una delizia. In totale 116 CHF (95 €)

Café du Centre, Place du Molard, 5 – 1 Entrecôte con patate fritte e 1 noce di vitello servita con roesti e spinaci. 4 birre da 25cl, 1 Moelleux e 1 Coupe Marron con marron glacé e gelato alla castagna. Totale 129 CHF (105€).

Ginevra la patria del cioccolato

Ginevra è rinomata anche per la produzione di cioccolato e ci aspettavamo che ovunque si potesse trovare una buona cioccolata calda. In realtà così non è. Siamo entrati in una pasticceria e la tazza di cioccolata che ci è stata servita consisteva in un bicchiere di latte e una bustina di polvere di cacao. A Losanna non è andata meglio. Insomma pare che gli svizzeri non conoscano le calde, dense, nere cioccolate che si possono trovare da noi.

30 dicembre 2011 – Arrivo

Una piovigginosa Ginevra ci ha accolto al nostro arrivo. Sapevamo che il nostro viaggio di capodanno sarebbe stato segnato dalla pioggia ma anche da temperature molto miti per questo periodo dell’anno. Così abbiamo tolto camicie e pantaloni felpati dalla nostra valigia e abbiamo aggiunto qualche poncho anti-pioggia in più.

Dopo esserci sistemati in albergo, abbiamo fatto la nostra prima passeggiata in centro per prendere un primo contatto con la città. Il Warwick Hotel si trova a pochi minuti a piedi dal lago di Ginevra da dove si può raggiungere, sempre a piedi, la città vecchia. Sebbene sapessimo che Ginevra si trova nella parte francese della Svizzera è stato strano non sentire parlare in tedesco. Ci siamo comunque accordati di usare solo l’inglese, che viene parlato ovunque, anche se qua e là il nostro francese, a lungo sopito, si è risvegliato contaminando le nostre conversazioni.

imgp8555_jet-deauAppena raggiunto il lago davanti a noi si è materializzata l’icona stessa della città, il Jet d’eau, un potente getto d’acqua che raggiunge i 140 metri.

Per il nostro primo orientamento ci siamo diretti verso la città vecchia sulla riva sinistra del Rodano che proprio da qui inizia il suo percorso verso la Francia. E’ molto semplice prendere confidenza con la città,  i cui punti importanti sono tutti molti vicini e facilmente raggiungibili a piedi. Da qualche ricerca in internet sapevamo che a Ginevra non si festeggia il capodanno all’aperto e ci stavamo orientando verso una crociera sul lago come già abbiamo fatto sui laghi di Lucerna e di Costanza.

Passeggiando per le vie del centro abbiamo invece scoperto che la città si è organizzata con festeggiamenti all’aperto e fuochi di mezzanotte sul lago. Senza alcun timore abbiamo abbandonato l’idea della crociera  anche  perché qui è particolarmente costosa, 200 CHF (165 €).

Nel pomeriggio ci siamo imbattuti in un evento nell’ambito delle celebrazioni per la restaurazione della repubblica il 31IMGP8492_commemorazione repubblica dicembre del 1813. Un battaglione di fucilieri, in uniforme e equipaggiamento dell’epoca, preceduto dalla banda militare ha sfilato per le vie del centro per poi schierarsi in Place du Molard, caricare i moschetti e sparare alcuni colpi a salve.

31 dicembre 2011 – Visita di Ginevra

Dopo la nostra corposa colazione siamo pronti ad affrontare la città sotto la solita pioggia intervallata qua e là da qualche pausa. Decidiamo di andare verso la zona del palazzo delle Nazioni Unite, approfittando del nostro pass per i trasporti e con poche fermate del tram 15 raggiungiamo la zona in cui si trovano le sedi delle organizzazioni imgp8517_onu-okinternazionali. L’area è deserta, le Nazioni Unite sono chiuse per le festività. La cosa ci scoccia un po’. Queste istituzioni che dovremmo tutti considerare un po’ casa nostra, dovrebbero essere aperte proprio nei periodi di vacanza per consentire a tutti di poterle visitare. Qui invece è tutto chiuso e deserto e anche l’enorme sedia eretta davanti all’ingresso per ricordare la lotta contro le mine anti-uomo, se ne sta solitaria in questa piovosa, grigia giornata, rendendo ancora più drammatico il monito rappresentato da una gamba della sedia maciullata.

Il pomeriggio lo trascorriamo nella città vecchia in quello che potremo chiamare il quadrilatero dei festeggiamenti di questa sera: Bourg-de-Four, Rôtisserie, Sous le canons e il piazzale antistante la cattedrale di St. Pierre. Iniziamo proprio dal duomo gotico della città, eretto fra il 1100 e 1200. Le austere navate sono illuminate dalla poca luce che filtra attraverso le vetrate. Qui Calvino tenne molti sermoni nel suo cammino di riforma della chiesa e vi si può vedere una sedia che pare fosse utilizzata proprio da lui.

La pioggia ci grazia con un apausa che ci consente di aggirarci per la città vecchia in tutta tranquillità. Gli edifici sembrano fare a gara nell’esibire targhe in cui annunciare personaggi illustri che vi hanno abitato. Troviamo la casaIMGP8508_casa Rousseau dove si è tenuta la prima riunione della croce rossa e quella in cui è nato Jean Jacques Rousseau. Nella città vecchia si trova anche la Maison Tavel, la casa più antica della città.

Scendiamo lentamente verso il lago per fotografare l’orologio floreale all’ingresso dei Jardin Anglais. Si è fatto ormai tardo pomeriggio. Abbiamo un tavolo prenotato al Lipp così torniamo in albergo per riposarci un po’.

Capodanno

L’atmosfera ginevrina è senza dubbio diversa da quella di Monaco di Baviera dove per tutto il giorno del 31 si sono sentiti i botti e dove a mezzanotte Marienplatz è esplosa in una comune, assordante follia. Qui è tutto più contenuto, a mezzanotte e un minuto, quando il tappo del nostro prosecco era già saltato via ormai  stanco di aspettare, è iniziato lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul lago. Tutto sommato poche persone allineate sul lungo lago, qualche sobrio cin-cin, e dopo una decina di minuti tutto è finito. Essendo su una passerella per gli imbarchi  non abbiamo resistito alla tentazione di agitare la bottiglia e di far zampillare sul lago il prosecco a buon mercato.

Nella città vecchia si è ballato all’aperto dalle 22 alle tre del mattino con l’electro pop, il latino americano e musica dal vivo con gruppi locali.

Capodanno: fuochi d’artificio /New Year’s eve: fireworks on the lake

1 gennaio 2012 – Friburgo

Tipica giornata in cui tutto è chiuso. Decidiamo di trascorrerla a Fribourg, Friburgo, città gotica in cui – tecnicamente IMGP8598_friburgo– tutto è all’aperto e dove ci aspettiamo che la cattedrale di Saint Nicolas, non sia chiusa. Il viaggio in treno dura circa un’ora e mezza e poco dopo mezzogiorno arriviamo nella cittadina fondata circa nel mille e cento sul fiume Saane. La città è bilingue, su una sponda del fiume si parla francese, sull’altra tedesco, così anche i cartelli stradali sono scritti in entrambe le lingue. Camminiamo per le strade deserte nella solita atmosfera post-atomica del primo gennaio. Attraversiamo la piazza del municipio del mille cinquecento, passiamo per la via dei coniugi fedeli e l’angolo dei mariti modello, fino a giungere alla cattedrale del mille e duecento. Nella cappella del Santo Sepolcro si trova un gruppo di statue ad altezza naturale che rappresenta la sepoltura di Cristo. Friburgo è rimasta immune alla riforma protestante di Calvino e nella cattedrale vi si possono trovare quelle immagini sacre che sono assenti altrove.

A Friburgo si trova anche una funicolare unica in Europa per essere alimentata dalle acque reflue della città. LaIMGP8623_friburgo-funicolare funicolare fu costruita nel 1899, ma quasi cento anni dopo fu chiusa. Nel 2008 è tornata a nuova vita ed ora la si può prendere per andare dalla città bassa al centro della città, cento metri più su.

In un paio d’ore giriamo la cittadina e visto che il tempo è migliorato, decidiamo di tornare a Ginevra per approfittare del nostro giro in barca gratuito sul lago. A dire il vero il giro di un’ora non vale i 19 CHF che si dovrebbe pagare se non avessimo la tessera. A noi il lago regala uno stupendo tramonto che si riflette sulle acque del Lac Léman.

2 gennaio 2012 – Losanna

IMGP8738_losanna-museo olimpico

FOTO/PHOTOS

Altra giornata di pioggia che dedichiamo a Losanna. Approfittando del WI-FI gratuito dell’albergo abbiamo visto che il Museo delle Olimpiadi, solitamente chiuso di lunedì, è oggi aperto. Arriviamo a Losanna dopo poco più di una mezz’ora di treno, prendiamo la metropolitana leggera fino a Ouchy e sotto una pioggia battente raggiungiamo a piedi il Parco olimpico dove si trova il museo. Quando arriviamo alla cassa scopriamo che il museo oltre a essere aperto oggi è anche gratuito. Trascorriamo più di tre ore tra le fiaccole di tutte le edizioni delle olimpiadi e la storia dei giochi dall’antica Grecia fino alla nascita dei giochi moderni grazie a De Coubertin. Al primo piano sono descritte le diverse discipline sportive e sono esposti alcuni attrezzi sportivi di campioni olimpionici. Il museo olimpico si trova a Losanna perché qui ha sede il Comitato Olimpico Internazionale.  A proposito, lo sapevate che tutte le bandiere del mondo hanno almeno uno dei colori dei cinque cerchi? Noi l’abbiamo scoperto lì.

Quando nel primo pomeriggio usciamo dal museo sta ancora piovendo a dirotto. Riprendiamo la metropolitana leggeraIMGP8762_losanna-cattedrale notre dame verso il centro della città per visitare la cattedrale di Notre Dame, conosciuta come il più bell’esempio di gotico di tutta la Svizzera. Terminata la visita alla cattedrale ci dirigiamo verso la stazione attraverso l’antica scalinata del mercato e attraversiamo la città vecchia deserta e con tutti i negozi chiusi perché il 2 gennaio è ancora un giorno festivo in Svizzera.

3 gennaio 2012 – Partenza

Poco dopo l’una parte il treno che ci riporterà a casa. Oggi Ginevra si sveglia sotto un sole stupendo. E’ il nostro ultimo IMGP8778-schtroumpfs-puffigiorno in città e lo iniziamo in un quartiere che si trova dietro la stazione centrale e che ci offre uno sguardo inedito sulla compassata Ginevra. Si tratta dei Schtroumpfs, il quartiere dei puffi, realizzato da tre architetti per nulla convenzionali con caseggiati policromi e forme irregolari che possono ricordare, sebbene alla lontana, gli edifici di Gaudì a Barcellona. Da qui scendiamo verso il lago per un ultimo saluto e per vederlo finalmente in una giornata di sole.

Al nostro ritorno, la pianura padana ci accoglie con la solita nebbia, un freddo più pungente e temperature più basse di quelle trovate a Ginevra.