Into the “wide” (and wet) – Canada e Alaska 2009 – Epilogo: Vancouver

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Cose Viste in CanadaWhat we've seen in Canada
Calgary, la torre, il centro il forteSulla Icefield Parkway verso Jasper
Pass per i parchiColumbia Icefield, Snow Coach, Athabasca
Jasper Tramway, Whistlers MountainVerso Vancouver island
KamloopsVictoria
Orche - Killer WhalesVerso Ucluelet-chemainus
Le megattere - HumpbackCathedral Grove
Vancouver città
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20-08-09 L’arrivo in città

IMGP4258_VancouverVancouver ci accoglie con un soleggiato, afoso, tardo pomeriggio. Dopo aver lasciato le valige al B&B da Kitsilano prendiamo l’autobus per il centro. Non ricordiamo perché abbiamo deciso di lasciare Vancouver negli ultimi tre giorni di vacanza. Ora scopriamo che è stata una scelta felice. Ci sentiamo dispersi, disorientati, non per l’essere in una città sconosciuta ma per essere di nuovo in una città. Sembra impossibile che pochi giorni trascorsi nella vastità del paesaggio alaskano e nell’esiguità delle persone ci abbia così velocemente disabituati al caos cittadino nel quale del resto, quotidianamente viviamo. Questi tre giorni a Vancouver faranno da cuscinetto tra l’immensità degli spazi dell’Alaska dove puoi fare chilometri prima di incontrare una costruzione e l’affollamento della Pianura padana dove non fai un metro senza essere nel bel mezzo di costruzioni e persone e traffico.

Vancouver fa di tutto per sorprenderci, l’ampia baia dove le imbarcazioni si incrociano con gli idrovolanti, la bella architettura dei palazzi, la vivacità della vita cittadina, ma siamo stanchi dopo l’alzata alle 6 del mattino e rimandiamo a domani il contatto più diretto con la città.

21-08-09 Vancouver: centro città

IMGP4185_VancouverAnche al secondo contatto Vancouver ci piace. I palazzi per la maggior parte di vetro, hanno delle singolarità che è bello scoprire, un angolo, un fregio, rotondità abbinate a forme più squadrate. L’uno si rispecchia nell’altro e le facciate si trasformano con il variare della luce del giorno. Su tutti svetta la torre che non visiteremo. La giornata è nuvolosa e decidiamo di dedicarla al centro, invece che andare allo Stanley Park, proprio perché vogliamo sfruttare il cielo coperto per camminare la città. A fine giornata avremo fatto 20 km.
Prima di immergerci nella vitalità di Water Street in Gastown ci dirigiamo al Waterfront e camminiamo lungo la baia di IMGP4518_Vancouver_StanleyParkVancouver, un luogo dove passeremo spesso e a tutte le ore della giornata. Scendiamo poi per la W Hasting St. dove Cal scopre la sede della Electronics Arts, società famosa per la produzione di giochi per PC, e alla quale dedica una foto, per ritrovarci – quasi senza accorgercene – in Water St. arteria principale di Gastown primo insediamento della futura Vancouver. Ce se ne accorge dall’asfalto che lascia il posto all’acciotolato. E’ il quartiere più antico di Vancouver i cui edifici d’epoca sono oggi sede di negozi di souvenir che si susseguono uno dietro l’altro che ci fa pensare: bé ci si doveva venire e ci siamo venuti. Punto. Sulla Water St. IMGP4204_VancouverIMGP4199_Vancouversi trova l’orologio a vapore (che in realtà è alimentato a energia elettrica) e, poco oltre, la statua di Gassy Jack Deighton in piedi su una botte di birra. Gassy fu il primo a sistemarsi qui nel 1867, marinaro inglese dalla fluente parlantina (per questo soprannominato gassy), aprì un saloon. Abbiamo tralasciato China Town per ritornare nel West End. Questa è la zona dove la presenza dei mendicanti è più massiccia. Un problema che da decenni Vancouver non riesce a risolvere e originato dal decadimento progressivo della zona dell’Eastside Downtown, definito come il quartiere più povero del Canada. Ma che anche qui la vita per molti sia difficile lo si riscontra anche dalla pubblicità a servizi di assistenza sociale passata spesso in TV, che mostra famiglie che se hanno i soldi per il cibo non ce l’hanno per l’energia elettrica e così via.

Ci lasciamo alle spalle i problemi sociali di Vancouver e scendiamo lungo la Seymour prima e la Granville St. per raggiungere Granville Island lungo il Granville Bridge. Ci era parsa una buona idea arrivarci a piedi, considerato che non ci sembrava molto lontano e che tutto sommato non avevamo fatto grandi passeggiate fino a quel punto del viaggio. In realtà, meglio farsi portare da qualche bus. La traversata a piedi del trafficato ponte non ha nulla di spettacolare, anzi, una volta lì sembra che non finisca mai. Dal parapetto certo si può godere la vista dei piccoli porticcioli di barche a vela, delle case sull’acqua. Ma non siamo sicuri che ne valga la pena. Granville Island è in realtà una penisola che si trova proprio sotto le arcate di ferro del Granville Bridge. Il IMGP4233_Vancouver_GranvilleIMGP4229_Vancouver_Granvillevecchio quartiere industriale è oggi sede del Public Market, mercato coperto che merita di essere visitato. Sui banchi della frutta e verdura un’esplosione di colori. Ortaggi e frutti sono disposti sapientemente in modo da risaltarne la vivacità dei colori in una terra dove il sole è presente per molte ore al giorno. Il mercato è frenetico e vivace. Ci siamo goduti le vetrine dei dolci (solo con la vista) e del pesce con un’ampia selezione di ostriche e granchi vivi in una vasca. Vendevano anche teste di salmone, ma non abbiamo avuto la prontezza di spirito per chiederne il motivo.
Nel tardo pomeriggio siamo tornati a gironzolare per il porto e il West End, capitando al Cannabis Culture Headqaurters, in W Hasting St.. A Vancouver l’uso della cannabis è tollerata sebbene non ci sia una vera e propria legge che la legalizza. Qui, se volete, vi potete rilassare nel Vapour Lounge.

22-08-09 Vancouver: Grouse Mountain the Peak of Vancouver

Giornata strepitosa di sole. Cambiamo di nuovo i nostri piani. Lasciamo Stanley park per domani, ultimo giorno in Canada, e dedichiamo la giornata a Grouse Mountain e Capilano bridge. Con questa giornata il panorama dalla vetta di Vancouver deve essere strepitoso. Con il biglietto da 2,50 $can abbiamo preso il bus 22 da Kitsilano al Waterfront, da qui il Seabus per North Vancouver che parte ogni 30′ con un tragitto di 10′ (siamo fortunati arriviamo 5 minuti prima della partenza) e il 236 che in 30′ porta alla Grouse mountain. Questo perché il fine settimana tutte le zone di Vancouver sono zona 1, quella del centro, e il bliglietto dura 90 minuti, più che sufficienti per raggiungere la Grouse Mountain. Infatti una volta arrivati là abbiamo visto che la sommità era in nube ed allora abbiamo deciso, con lo stesso biglietto, di tornare alla fermata precedente di Capilano IMGP4316_Vancouver-OKIMGP4312_Vancouver_CapilanoSuspension Bridge & Park. Il ponte in sé, di 140 m sospeso sul Capilano Canyon, non è un granché. La parte più divertente è a metà della lunghezza dove l’oscillazione è più forte. Oltre il ponte una rete di passerelle sospese offre una distensiva passeggiata fra le casette sugli alberi. Abbiamo anche visto molto da vicino un gufo, il volatile preferito da Cal.
Concluso il giro al Capilano bridge verso mezzogiorno ci siamo diretti di nuovo alla Grouse Mountain, questa volta, ovviamente, abbiamo dovuto utilizzare un biglietto nuovo. La cima sembrava sgombra ma appena scesi alla stazione a monte della funivia (oIMGP4431_Vancouver_GrouseMountain gondola come la chiamano qui) ci siamo ritrovati improvvisamente sotto le nubi. Qui ci sono diverse attività, lo spettacolo dei IMGP4387_Vancouver_GrouseMountaintaglialegna, davvero divertente e mozzafiato con uno di loro che si arrampica su un tronco alto circa 5mt e da lì ne combina di tutti colori. In un recinto vediamo un grizzly, e poi c’è uno “spettacolo” di uccelli dove è possibile vedere da vicino l’aquila, il falco, il tacchino rapace, lo sparviero e il barbagianni. Da qui è possibile anche prenotare un giro in elicottero sulla città. Verso le due del pomeriggio finalmente le nubi si sono dissolte lasciandoci dare un sguardo a trecento sessanta gradi su Vancouver adagiata sotto di noi sulla pianura che sembra gettarsi nell’oceano.

23-08-09 Stanley Park, cerimonia per un nuovo totem

IMGP4471_VancouverAnche quest’ultima giornata in Canada è soleggiata. Questa sera alle 22 il nostro volo ci ricondurrà dall’altra parte del globo. Abbiamo quindi ancora tutto il giorno a disposizione. Apriamo la mattinata con un giro sullo Skytrain, la metropolitana automatica di Vancouver senza conducente. Prendiamo posto nel primo vagone perché vogliamo vedere i binari proprio davanti a noi. Purtroppo c’è già seduto un ragazzino. Probabilmente la madre vede la delusione nei nostri occhi e lo fa sloggiare. Lui avrà otto anni, noi in due ne facciamo quasi cento, ma in quel momento il nostro fanciullino interiore gongola tutto contento con uno sguardo di ringraziamento verso la mamma. Ci accomodiamo entrambi sulla poltroncina e ci godiamo le rotaie che sfilano di fronte a noi. Dopo tanti rinvii è la volta di Stanley Park, affittiamo le IMGP4508_Vancouver_StanleyParkbici, i caschetti e siamo pronti per il nostro giro del parco di circa 12 km. Nella zona dei pali totemici penso che siamo sfortunati perchè uno di questi è avvolto in un panno bianco che mi porta a credere che sia in restauro. Nella baia di fronte siamo attratti da alcune imbarcazioni che stanno arrivando alla spiaggia con a bordo dei rappresentanti delle First Nation. Ci fermiamo ad osservare lo sbarco e l’accoglienza con canti e i balli da parte di un altro gruppo che attende sulla spiaggia. Ci informiamo. Si tratta della cerimonia di inaugurazione di un nuovo totem, quello appunto coperto. Altro che sfortuna, siamo estremamente fortunati, si tratta di un evento che non capita di frequente. Decidiamo di fermarci e partecipare IMGP4486_Vancouver_StanleyParkalla cerimonia fino alla scopertura del nuovo totem. I “nativi” più che in abiti tradizionali sono avvolti in coperte variopinte, un IMGP4492_Vancouver_StanleyParkgruppo di sette uomini sembra essere una sorta di consiglio dei saggi. Canti, balli, poi la cerimonia si fa più mistica quando il gruppo dei saggi si riunisce ai piedi del totem mentri gli altri rendono loro omaggio con delle offerte in denaro. Le banconote vengono infilate in una taschina attaccata con una spilla da balia alle coperte. Abbiamo l’impressione che le banconote usate siano sempre le stesse che passano di mano in mano. Tra gli spettatori non ci sono solo turisti, la parte più consistente è data dai nativi. Capiamo che il nuovo totem è in onore di un’artista che deve essere scomparsa di recente. Un quadro che la rappresenta viene posto accanto al totem. Infine, dopo il discorso del cerimoniere il telo che copre il totem viene fatto cadere.
Ce ne andiamo con la certezza di aver assistito, per puro caso, a un evento particolare. Continuiamo il nostro giro toccando i punti noti dello Stanley Park dal Nine O’Clock gun fino al Lions Gate Bridge. In un ristorante del parco mangiamo il nostro ultimo salmone canadese. Concludiamo il giro allo Stanley park soffermandoci ad osservare il via IMGP4528_Vancouver_Kitsilanovai di imbarcazioni e idrovolati nella baia. E’ ancora presto così decidiamo di fare una passeggiata lungo la spiaggia di Kitsilano. Famiglie con il barbecue e con la temperatura dell’oceano a 17 gradi molti più cani che umani in acqua. L’ora di andare si avvicina, salutiamo l’oceano, salutiamo Vancouver che vediamo distendersi davanti a noi oltre la baia e il Canada. Salutiamo infine questo viaggio strepitoso.