Valgrisenche: tranquillità anche in agosto

Descrizione/DescriptionFoto/PhotosData/Date
Valgrisenche: tranquillità anche in agostoAgosto 2010
Rifugio Bezzi - 2284 m3 agosto 2010
Giro del Monte Bianco
4 agosto 2010
Rif. Chalet de L'Epée5 agosto 2010
Col du Mont
7 agosto 2010
"A piedi": l'incontro con Martina e Walter
7 agosto 2010

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Valgrisenche, Bonne (1.810 mt)

Volevamo un posto che non fosse affollato dai vacanzieri di agosto e ce l’abbiamo fatta. Bonne è una IMGP5746_bonnefrazione di Valgrisenche dove , oltre al nostro albergo, ci sono quattro case e non stiamo usando una metafora. L’albergo stesso è piccolo con poche stanze e quindi pochi ospiti. Nel periodo del nostro soggiorno sommando gli abitanti ai villeggianti secondo noi a Bonne non c’era più di una cinquantina di persone. Inutile dire che se volete un luogo che offra la possibilità di uscite serali, shopping e così via vi dovete rivolgere ad altre zone della Val d’Aosta come Cervinia, Courmayer, Cogne.
Per ScriCal si è trattato della prima volta in Valle d’Aosta avendo sempre scelto le Dolomiti per le nostre escursioni. Per quanto riguarda i sentieri la differenza maggiore che abbiamo riscontrato è che le Dolomiti, essendo turisticamente più sfruttate, offrono più possibilità di arrivare in quota con funivie o simili e di cominciare i sentieri già da una certa altitudine.

August is the vacation’s month for Italians. That’s why we where looking for a place far from the common vacation places and choosing Bonne we were successful. Adding the tourist to the inhabitants we think we where no more than 50 people in the village. We stayed at Perret the small, with calm atmosphere, gentle people and unique hotel in Bonne. It was our first time in a two stars Hotel but we have been satisfied. It was also the first time for ScriCal in Val d’Aosta in the north-west of Italy. Traditionally we choose the Dolomites in north-east of Italy but this time we wanted something new. There are slight differences between the east and west part of Italians Alps but in both case there is so much to enjoy.

Qui invece gli impianti sono insistenti e tutti i percorsi iniziano dai centri abitati. Ciò significa che in genere la prima ora si svolge nei boschi o su mulattiere o che i sentieri incrociano strade interpoderali, per portarsi in quota. Se questi tratti hanno poche attrattive all’inizio dell’escursione, diventano senza dubbio noiosi dopo una giornata di cammino. D’altro canto tutti i percorsi che abbiamo fatto non hanno presentato alcuna difficoltà, senza tratti esposti o attrezzati. Altra caratteristica della regione è l’acqua. Ogni versante, costone, fianco di montagna è punteggiato da cascate e cascatelle, alimentate dallo scioglimento dei numerosi ghiacciai e nevai che si trovano in Valgrisenche. Molto volte nei nostri percorsi abbiamo dovuto attraversare ruscelli e ruscelletti. Altro motivo per il quale consigliamo calzature adatte alle escursioni.
L’unico albergo di Bonne è l’Hotel Perret, che abbiamo scelto perché, guardando le foto in internet, ciIMGP5738_stanza sembrava avere un carattere più “montanaro” del suo concorrente che si trova a Valgrisenche, 200 mt. più in basso. L’impressione è stata confermata. Sebbene sia stata la prima volta che abbiamo soggiornato in un albergo a due stelle, al Perret ci siamo trovati bene: bello l’ambiente, l’atmosfera tranquilla senza stress estivo, la cordialità dei gestori e delle persone che vi lavorano. Insomma ne siamo rimasti soddisfatti. Dalla finestra della nostra stanza vedevamo il ghiacciaio della Sassiére.

Gite fuori porta

Il bello della Val d’Aosta è che la regione è minuscola e quindi tutto è raggiungibile al massimo in un’ora e mezza. Oltre alla puntata sul Monte Bianco, di cui parliamo nel capitolo dedicato, abbiamo gironzolato un po’ per la regione.

The nice thing in Val d’Aosta is that the region is so small that in one hour you can reach almost everything. We visited the main city Aosta which has strong traces of the ancient romans period. Still visible the Roman theatre, Pretoria door and Criptoportico (no idea how to translate it). Aosta is small (less the 40.000 inhabitants) and has a nice pedestrian zone in the centre city. Cogne is a small village in the Valley which has the same name, but it was too crowded for us. Valsavaranche, is one of the Gran Paradiso Park valley, know for ibexs e chamoises. We followed the advise of our guide and tried to reach Vittorio Emanuele refugee where it might be possible to see some animals. The path is very, very easy, so easy that it was full of excursionists. We decided to give up at half way. It wasn’t worth to reach the refugee and find ourselves trapped in the crowd.
Beauregard Dam. Have you ever been inside a dam? The Dam Beauregard in Bonne gives you this opportunity. Unfortunately we think that the guided tour is only in Italian or at least in French. Just ask at Valgrisenche pro-loco for information.

Aosta

imgp6376Luogo dalle forti tracce dell’epoca romana con il teatro Romano, la porta Pretoria e il criptoportico fra gli altri; ma anche medioevali con il complesso di Sant’Orso. Piccola cittadina di poco meno di quarantamila abitanti, l’abbiamo visitata in una sonnolenta domenica mattina. Solo verso le undici del mattino la zona pedonale ha iniziato a prendere vita. Il centro offre una piacevole passeggiata fra negozi e monumenti.

Cogne

Piccolo paese di 1500 abitanti, che dà il nome alla valle in cui si trova, è stata per noi un bagno di folla. Abituati ai ritmi lenti della nostra Valgrisenche, trovarci nelle vie affollate di Cogne è stato quasi shockante. Cogne ha anche un passato minerario, di cui rimangano tracce in un Villaggio minerario che però non siamo riusciti a vedere perché, sembrerà strano, ma è aperto solo al pomeriggio, anche in pieno agosto.

Valsavaranche

IMGP6495La valle che, per così dire, si trova al di là delle montagne che chiudevano la valle in cui ci trovavamo e in cui si trova il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Abbiamo fatto una puntata lì per fare una facile escursione che ci avrebbe portato al rifugio Vittorio Emanuele II da dove, secondo le informazioni che avevamo trovato, era facile poter avvistare gli stambecchi, presenti in gran numero nel parco. Oltre agli stambecchi anche gli escursionisti sono presenti in grandissimo numero, giunti al parcheggio di Pont da dove parte il sentiero, ci siamo subito resi conto di essere in un altro mondo. Una distesa di auto e camper. Abbiamo iniziato il facile sentiero di caccia utilizzato dai Savoia che avrebbe dovuto portarci in due ore e mezza al rifugio. La quantità di persone trovate lungo il sentiero ci ha fatto desistere. Dopo un’ora di cammino siamo giunti a un pianoro che ci consentiva di lanciare uno sguardo alla vetta del Gran Paradiso e abbiamo deciso di fermarci lì per gustarci il panorama. Dalla quantità di persone che stavano salendo abbiamo trovato inutile arrivare in un rifugio che sarebbe stato affollato più di un locale in centro Milano per l’happy hour.

Diga Beauregard

IMGP5745_bonne_digaSi trova a Bonne e alloggiando al Perret è una presenza costante perché si trova proprio sotto il l’albergo. La diga di Beauregard può essere visitata accompagnati da una guida ogni venerdì alle 13.30, ma per poter partecipare alla visita occorre prenotarsi (3€ a persona) presso la pro-loco di Valgrisenche, che si trova nello stesso edificio del comune e della biblioteca comunale. La diga risale agli anni ’50, periodo in cui molti paesi sono stati cancellati dalla necessità di trovare energia per un boom economico che si avviava in modo vertiginoso. Così come accaduto a Couron anche qui cinque paesi sono stati evacuati e poi sommersi dal lago artificiale creato dalla diga. Beauregard era infatti il nome di uno dei paesi cancellati, tra i quali il più grande era Fornet conosciuto anche come “repubblica di Fornet”, dato che era il centro economico e legislativo della valle. Con noi, durante la visita, c’era una signora nata in uno dei paesi che sono stati evacuati. Sebbene sia stato dato un risarcimento agli abitanti, quelle comunità si sono comunque sfaldate: alcuni sono rimasti per lavorare alla costruzione della diga (dal 1951 al 1956), altri sono emigrati in Francia, molti in altri luoghi della regione o dell’Italia. La diga è alta 105 metri e a pieno regime conteneva 70 milioni di metri cubi di acqua, con l’acqua fino ad un paio di metri sotto dal bordo superiore della diga. Questa quantità comunque è stata mantenuta per pochissimo tempo e solo nei primi anni dal termine della costruzione. Poi il disastro del Vajont ha spaventato tutti e la portata è stata ridotta sensibilmente fino agli attuali cinque, sei milioni di metri cubi, con la superficie del lago ad appena 20 metri di altezza dalla base della diga. A vederlo oggi, infatti, l’invaso non ha nulla di eccezionale, tanto che sono riemersi anche alcuni resti dei paesi che erano stati sommersi. La visita si svolge dapprima all’esterno e poi all’interno,IMGP6266_valgrisenche-diga lago di beauregard attraversando i cunicoli di collegamento nel cuore della diga con tanto di elmetto di protezione. Si visita la camera dei comandi, dove ci sono i pistoni idraulici che muovono le saracinesche degli scarichi di alleggerimento (oggi praticamente inutilizzati) e la camera delle valvole. Entrambe di trovano al di sotto della linea dei venti metri che è l’altezza attuale dell’acqua.