Rifugio Bezzi – 2284 mt (Valle d’Aosta)

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Sentiero ideale per far allenare le gambe. Siamo tornati in montagna dopo tre anni e quindi avevamo bisogno di un percorso non impegnativo. Il Rifugio Bezzi si trova a 2284 mt., con i 500 mt. di dislivello dal punto di partenza affrontati dolcemente e senza grossi IMGP5748strappi. L’attacco del percorso è a Useliéres, qualche chilometro oltre Bonne e a un’altitudine di 1784 metri. La prima parte è su una strada sterrata che si trasforma dopo 15 minuti in una mulattiera. Il paesaggio è immediatamente stupendo, l’intero percorso costeggia la Dora di Valgrisenche e si incunea nel vallone che scende dal ghiacciaio Vaudet. Partiamo sotto un cielo cupo che minaccia qualche goccia di pioggia. La scelta di Bonne per non essere frastornati dai turisti si rivela azzeccata anche in questa prima escursione.

Easy path which brings you to 2284 mt. of Bezzi refugee. We choose this as first excursion because we were not so much trained. The path’s start in located in Useliéres not far from Bonne. The first portion is a dirt road very large and with a smooth climb. After 45 minutes we were next to an open field with many cows, there the path starts to be a real one but still very easy. The last portion climb a little more but at this point your muscles are warmed and therefore there isn’t any problem. From Bezzi refugee you will find several other path. The classic one brings you to San Martino Lake in a couple of ours. The path starts with a significant climb and we didn’t want to do too much as first day out. We chose a second path to Col Vaudet about which our guide said that it was less tiring. We moved from the refugee but after half an hour we discover that we missed the beginning of the path. At the point we went further to the end of the valley and after an other half an hours we reached the falls from the glacier which create the Doire de Valgrisenche creek.

Pochissime persone si avviano lungo la mulattiera e ben presto le lasciamo tutte indietro trovandoci in perfetta solitudine, circondati solo dai richiami delle marmotte che rimbalzano da una parete all’altra della stretta valle. Appena le nubi si alzano ovunque si guardi le chiazze di bianco candido rivelano i ghiacciai intorno a noi. Dopo circa 45 minuti ci troviamo all’altezza di un alpeggio in cuiIMGP5762 pascolano un centinaio di mucche che – come ha commentato Cal – “erano in fase di preproduzione della fontina Valdostana” . Qui finalmente la mulattiera diventa un vero e proprio sentiero, con la prima parte che sale ancora dolcemente e con una pendenza più accentuata solo nel tratto finale. Ma a quel punto i muscoli delle gambe hanno avuto il tempo di scaldarsi e quindi si può affrontare la salita senza strappi e senza particolari difficoltà. Il cartello a inizio percorso stimava un tempo di arrivo al rifugio di un’ora e mezza. Ma noi ne abbiamo impiegate due perché il panorama cambia ad ogni curva e richiede di fermarsi per guardarsi intorno.
Una volta arrivati al rifugio ci siamo sentiti nelle gambe la possibilità di fare un altro tratto. Il rifugio Bezzi è punto di partenza per diversi percorsi che vanno da un’ora e mezza a cinque ore. Il più praticato è quello in direzione del Lago di San Martino, ad un paio d’ore di cammino e 300 metri di dislivello. L’attacco del sentiero, però, è molto ripido e come primo giorno abbiamo preferito optare il sentiero verso il Col Vaudet che porta al confine con la Francia e che la nostra mappa indicava come meno faticoso rispetto al lago. Ci siamo quindi incamminati nella direzione indicata dalla freccia, ma dopo circa mezz’ora di cammino ci siamo accorti che il canalone IMGP5833_glacier de vaud-sorgente di Dora di Valgrisenche.in cui ci trovavamo non aveva alcun sentiero tracciato. Non trovando alcun segnavia e non volendo tornare indietro abbiamo deciso di proseguire e siamo giunti, dopo un altra mezz’ora, proprio sotto il ghiacciaio di Vaudet che da vita al Dora di Valgrisenche. Spettacolari le cascate alimentate dal ghiaccio, di cui un’ampia placca si trovava proprio di fronte a noi.
Dopo un’ora abbondante di sosta circondati dal fragore dell’acqua, siamo tornati per la stessa strada e per lo stesso sentiero fino al punto di arrivo.

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Dove nasce la Dora Valgrisenche/Where Dora Valgrisenche river originates