Col du Mont 2637 mt. – Lago di San Grato 2462 mt. (Valle d’Aosta)

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Il sentiero del Col du Mont ha numerosi richiami della storia recente. Non ci sono rifugi all’arrivo bensì il confine tra Italia e Francia ed un panorama davvero notevole, soprattutto in una giornata chiara e limpida come quella che abbiamo trovato noi. Il sentiero parte in località La Rognettaz e condivide, nel primo tratto, lo stesso tracciato del sentiero n. 14 per il Lago di San Grato. La prima parte si svolge sulla strada intrapoderale e quindi, a parte il panorama non ha nulla per cui farsi notare. Dopo circa 20 minuti si giunge ad un alpeggio, detto Alpe del Tramouail, che si preannuncia con un inteso odore di stalla.

We split this excursion in three parts. The first one to Col du Mont is easy, medium difficulties for the section from Col du Mont to Lago di San Grato (San Grato Lake), then easy again on the way back from the lake. The path between Col du Mont and San Grant isn’t officially marked, but along the way are visible the “stone men” (the triangular figure made with stones which represents that somebody went in that direction. Nevertheless is easy to loose the path and you may find yourself in troubles if you don’t have a minimum of trekking experience.
Col du mont is fantastic, with this excursion you will reach the border between Italy and France marked by a white plate at 2637 mt. There aren’t refugee there so provide to bring some food with you. This path was used during the IIWW for smuggling goods between the two countries. The panorama on the top is, as usual, fantastic. Fifties meters higher you’ll see Captain Mathieu’s barracks ruins built on 1893.
Lago di San Grato is fed by Rutor glacier waters. The view is closed by the mountains which surround the lake. If you have time only for one of these two excursions, just choose Col du Mont the panorama from there is superb.

IMGP6276Oltrepassata questa il sentiero prosegue e superato un piccolo ponticello di legno i due sentieri, 13 e 14, si dividono. Il 14 punta decisamente sulla destra e non è segnato, il 13 prosegue praticamente dritto e per questo le indicazioni sono chiare. A questo punto il percorso diventa un vero e proprio sentiero anche se non presenta alcuna difficoltà ed inizia a salire per portarsi in quota. Questo tracciato è stato percorso nei secoli innumerevoli volte proprio perché via relativamente facile per il valico con la Francia. Per questo motivo è anche stato considerato importante dal punto di vista militare. Durante la seconda guerra mondiale i contrabbandieri facevano la spola tra Italia e Francia per scambiare beni di prima necessità. Il legame tra le due popolazioni al di qua e al di là del Col du Mont viene ricordato ogni anno con una festa che si tiene a luglio sul colle.
Tutto il percorso è dominato dai ghiacciai sulle vette circostanti e dal silenzio interrotto solo dai fischi delle marmotte. In questo caso non abbiamo fatto il percorso in completa solitudine come nel sentiero per il Rifugio de L’Epée. Soprattutto il primo tratto della strada interpoderale abbiamo incontrato altri escursionisti. La maggior parte delle persone si dirige verso il Lago di San Grato e quindi dal punto in cui i due sentieri si separano siamo rimasti solo noi e la natura.
Dopo due ore dalla partenza siamo giunti alla casermetta “Seigne”, a quota 2450 mt., costruita dai fascisti nel 1938 e incendiata dalle truppe naziste in fuga. Qui abbiamo incontrato unaIMGP6294_caserma seigne-valico col du mont -ricovero capitano mathieu-1893 coppia di escursionisti tedeschi che stavano scendendo dal colle dopo essere saliti dalla parte francese. Da qui è visibile la croce che si trova sulla sommità del colle e che indica il punto di arrivo. Un ultimo strappo conduce in mezz’ora al Col du Mont; con la possibile traversata, seppure breve, di tratti innevati. Prudenza e calzature giuste sono quindi un obbligo. Giunti ai 2637 mt. del Col du Mont e non più protetti dal alcuna parete rocciosa si è subito investiti dal vento e una targa bianca fissata sulla roccia segna il confine tra Italia e Francia. Inutile dire della bellezza del panorama. Lo sguardo spazia a 360° senza incontrare ostacoli. Solo a nord cinquanta metri più in alto si vedono, e si possono raggiungere magari dopo una sosta per il pranzo, i ruderi del ricovero “Capitano Mathieu” costruito nel 1893.
Sul colle, e in territorio francese, alcune pietre sono state accatastate per realizzare un muretto alto circa un metro e lungo circa tre dietro al quale ci si può sedere per trovare riparo dal vento. IMGP6301_valico col du mont-confine IFIdeale per la sosta per il pranzo che deve essere per forza al sacco. Ma mangiare con una tale vista davanti compensa ampiamente la camminata di due ore e mezza. Dopo la pausa abbiamo scarpinato per un’altra ventina di minuti per raggiungere i ruderi del ricovero.
Sentendoci ancora dell’energia nelle gambe abbiamo seguito il suggerimento di un altro escursionista trovato sul colle che ci ha indicato la via, dalla casermetta “Seigne”, per tagliare il vallone e raggiungere il Lago di San Grato senza dover scendere fino alla strada interpoderale per poi risalire.
Si tratta di un percorso non ufficiale che taglia per prati e pietraie, in cui l’unica indicazione sono gli ometti di pietra costruiti da altri escursionisti. Sebbene il percorso non presenti difficoltà particolari, lo sconsigliamo a chi non abbia una minima esperienza di escursionismo, soprattuto in caso di una giornata nuvolosa o nebbiosa. Perdere la traccia degli ometti di pietra è molto facile. Noi stessi ci siamo trovati a seguire una via più a monte di quella tracciata che presentava qualche difficoltà anche se mai pericolosa. In una giornata limpidissima come quella in cui abbiamo effettuato la nostra escursione è stato facile evitare i pendii più ripidi e attraversare le pietraie sulla parte più solida, anziché su quella più franosa, per poi riprendere il sentiero che si connetteva a quello ufficiale, n. 14, circa una mezz’ora prima del Lago di San Grato. Con visibilità più scarsa potrebbe non essere così facile districarsi in caso di perdita del sentiero. In tutto abbiamo impiegato un paio d’ore per arrivare al lago.
Giunti al sentiero ufficiale n.14 con un un’ultimo strappo siamo arrivati al Lago di San Grato a 2.462 mt., alimentato dalle acque del ghiacciaio del Rutor. Il Lago prende il nome del Santo leIMGP6365_lago san grato cui reliquie furono riportate nella valle dopo essere state trafugate in Francia. San Grato divenne così il patrono di Valgrisenche ed il 5 agosto di ogni anno una processione parte dal Capoluogo per chiedere a Nostra Signora delle Nevi protezione per l’inverno.
Il lago si trova in una conca e quindi il panorama è più limitato di quello che si può godere da Col du Mont.
Per il ritorno abbiamo seguito il sentiero n. 14 che senza difficoltà in un’ora e mezza ci ha riportati in località La Rognettaz dove avevamo parcheggiato l’auto.