Solda (Sulden) 1900 mt.

Solda si trova ai piedi dell’Ortles, la cima più alta dell’Alto Adige con i suoi 3905 m. Non stupisce che il paese sia rimasto sconosciuto fino all’inizio dell’800 dato che ancora oggi l’unica strada che la raggiunge finisce al parcheggio della funivia di Solda. Come a dire: oltre il paese il nulla.

La tranquillità è forse dovuta a questo suo isolamento. Bisogna andarci abbastanza attrezzati poiché il paese non offre molti servizi. Manca la farmacia, l’ufficio postale è aperto a giorni alterni, non ci sono librerie ma spazi con guide nel supermercato in centro.

La figura di Reinhold Messner è molto presente in paese. Il museo MMM Ortles illustra le imprese dell’alpinista e una serie di dipinti dell’Ortles, mentre nella chiesetta delle pulci è allestita la mostra MMM Alpine curiosa con foto d’epoca che percorre la storia di tredici storie alpinistiche.

A Solda si trovano anche gli yak tibetani introdotti dallo stesso Messner. Quando ci siamo stati noi, erano al pascolo al Rifugio Città di Milano. Sempre di Messner è anche il ristorante Yak & Yeti dove si può avere un assaggio delle cucina tibetana. Siamo convinti che le stesse pietanze preparate in Tibet hanno tutt’altro gusto, ma è comunque un modo per provare qualcosa di nuovo.

Nel nostro periodo di soggiorno siamo stati ospiti dell’Hotel Cristallo. Ambiente sereno ed ospitale in cui riposavamo le stanche membra dopo le escursioni. Come sempre scegliamo alberghi che abbiano la piscina perché ci piace rilassarci in “ammollo” come dice Cal. E come sempre val la pena tenersi leggeri a pranzo per affrontare le abbondanti cene con piatti sempre diversi e fantasiosi. Proprietari e collaboratori sono ampiamente disponibili per rendere il soggiorno piacevole e bisogna dire che ci riescono.

Dintorni

Nella prima parte del nostro soggiorno abbiamo trovato un paio di giornate uggiose che abbiamo dedicato a guardarci un po’ intorno. Nelle vicinanze di Solda si trova Glorenza, città mediovale che conserva intatto il borgo e le mura rinascimentali.

Nel lago di Resia è invece presente il campanile del paese di Curon completamente sommerso all’inizio nel 1950 a causa della costruzione di una diga che unì i laghi Resia e Curon. Gli abitanti furono sradicata da case e terra senza tanti complimenti e il campanile rimane oggi a testimonianza di quanto avvenne in quegli anni.