Benvenuti da Cal

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Roberto nasce a Piacenza (“dalla parte sbagliata del Po”, come dicono i suoi amici Milanesi) nel 1958, sotto il pungiglione dello Scorpione, se la cosa ha poi rilevanza.

cal da piccolo

Vive a Piacenza una vita intensa ma non troppo; giusta, insomma. Piena sia di hobby (ha suonato la batteria e ha avuto per una dozzina d’anni il brevetto di pilota di aereo tanto per dire) che di scuola (Liceo Scientifico, un po’ di Università, corsi specialistici), finchè inizia a lavorare seriamente e con un contratto permanente. Siamo nel 1986 e il suo Datore Di Lavoro (è maiuscolo, gli è riconoscente) è un’azienda milanese, tanto milanese quanto il panettone. Con una scarsa originalità, anche se all’epoca quel mestiere era un pochino meno diffuso di oggi, il suo lavoro e’ nel campo informatico e dopo un paio d’anni di tirocinio su “un po’ di tutto” inizia a specializzarsi nel mondo delle reti (allora molto diverse da oggi).

I’m Cal (Roberto), I was born in 1958 in Piacenza a city less than one hour far from Milan in the north west part of Italy. I’m an expert in networking and all the stuff that need a device to communicate with another one. I loved to play drums and I was a Cessna pilot. Well, when I was younger than now! :)
Surfing the web I met Scri some years ago. A part from my loved wife Scri my passions are: music ((Deep Purple, Jethro Tull, Emerson, Lake & Palmer, Yes, just to give you an idea) and now also progressive rock (Magellan, Liquid Tension Experiment, Dream Theater among the others)) books, mountains excursions, travels and all you will read in ScriCal.

Pian piano, la sua vita inizia a spostarsi dall’altra parte del Po e dopo anni di pendolarismo automobilistico quotidiano su e giù per la val Padana (Piacenza-Milano-Piacenza sono quasi 150 kilometri al giorno) decide di trasferirsi a Milano semi-stabilmente, sia per evitare le code delle tangenziali milanesi sia per “cercare una propria dimensione” (wow, un giorno forse ci spiegherà cosa significa esattamente).

Dal 2001 trova un appartamento a Milano (piccolo e già ammobiliato, giusto per provare) e quindi un nuovo lifestyle (migliore o peggiore ci sta ancora pensando, ma sicuramente differente). Ma non solo. Girovagando nel mondo virtuale (che a volte confondeva con quello reale) trova Scri che, pian piano e con tanta pazienza, gli si avvicina sempre di più. Tanto vicina che ora passano ogni scampolo di tempo libero insieme, ma questa è un’altra storia. (La storia è poi andata avanti con effetti inaspettati: nel 2006 ci siamo sposati.)

>Nel tempo libero dal lavoro si divide tra gli hobby superstiti: l’aereo non lo pilota più ma ci sale volentieri da passeggero e la musica l’ascolta, oltre a leggere libri come un’idrovora draga il fondo di un fiume.
– oh, si. Ha ereditato da sua madre la passione dei viaggi. Nato con la valigia in mano, si potrebbe dire.
Le sue mete? Be’, nonostante la passione non accetta di buon grado destinazione. Innanzi tutto lui, che da informatico a volte è un po’ pedante con la precisione e le definizioni, definisce viaggio uno spostamento aviotrasportato con durata di almeno 4 ore, diversamente è una gita (si, a volte e’ un po’ pesantino). Stabilito questo, le sue preferenze vanno verso i paesi di stile anglo-sassone (non a caso i suoi primi viaggi extra-europei lo hanno portato in USA, Australia e South Africa) ma è comunque aperto (ora un po’ più di prima) anche ad ampie deroghe sulla cosa (Praga, Berlino, Londra, Sud Africa, USA, Canada, Alaska per citare le mete piu’ recenti con Scri). Per il momento ancora non digerisce granche’ localita’ di contenuto storico o archeologico (gli piace pensare di essere proiettato verso il futuro ma sotto sotto non si prende poi troppo sul serio), però diamogli tempo.
Con Scri sta scoprendo l’Italia, dato che ogni anno in primavera insieme si prendono qualche giorno qua e la’ per il Belpaese (finora Toscana e Umbria, ma la lista crescerà).
Direttamente connessa ai viaggi è la sua passione per la montagna: in questo esce dalla media italiana (quanto gli piace uscire da qualche media !) perchè detesta il mare. Estate (con zaino e scarponi) o inverno (con sci e giacca a vento) a lui va’ sempre bene. Ogni anno con Scri (che fortunatamente ha il suo stesso punto di vista sulla questione) si prende una o due settimane di trekking, italiano (per ora).

Musica – Come si fa a vivere senza musica? Si ritiene fortunato ad aver approcciato la musica in quello che ritiene il periodo d’oro: anni ’70 (quando la musica era MUSICA e non suono, come oggi, dice). Anche qui le sue preferenze sono nette, ma non inamovibili. Rock anni ’70 (Deep Purple) e comunque tutto ciò che ci ha dato il pop inglese di quei tempi (dai Jethro Tull agli Emerson, Lake & Palmer passando per gli Yes). Il rock progressivo di oggi gli ha dato una speranza sul fatto che la sua musica non sia finita con quegli anni (Magellan, Liquid Tension Experiment, Dream Theater e una squadra di altri che fanno venire i brividi – si puಠsempre approfondire l’argomento nella nostra sezione Musica).

Se senza musica non si può stare, meno ancora lo si può senza libri, che gli forniscono quello che lui chiama il suo cinema personale. Qui è di gusti più selettivi. Narrativa, innanzi tutto e comunque d’azione; americana, preferibilmente.
Techno-thriller (dal buon Tom Clancy con Uragano Rosso, meglio del più noto Caccia ad Ottobre Rosso) o polizieschi (Lynda la Plante, Sue Grafton, Nelson DeMille …); fantascienza (Clarke o Asimov ma anche i più recenti, come Harry Turtledove con le sue Invasione e Colonizzazione) o avventura (Wilbur Smith …). Altri autori, ai quali non è possibile assegnare un genere preciso ma che non posso non citare, sono Frederick Forsyth e Ken Follett, compagni di tante notti insonni per vedere “come va a finire”.
Anche tanto altro, però, come L’antico regno del Silenzio di Martin Hocke, da cui il gufo all’inizio.