Quella sensazione indefinibile chiamata Islanda

Cos’è l’Islanda? Difficile dirlo. Ma questo articolo di Internazionale riassume bene lo spirito e l’evoluzione della piccola isola nordica.

Ma al ritorno dal vostro viaggio islandese basterà qualche giorno per mescolare tutti i nomi, e presto non ricorderete più se siete stati a Seydisfjördur oppure a Borgarfjördur, o se la cascata che vi ha commosso fino alle lacrime si chiamava Dettifoss, nel nord del paese, o Skógafoss, trecento chilometri più a sud. Però ricorderete, senza ormai saperli localizzare sulla mappa, gli incantevoli mosaici creati dalle quattro o cinque tessere che formano il panorama islandese: distese di lava solidificata, muschi e brughiera dai colori autunnali, mare, ghiacciai in lontananza e il cielo illuminato da una luce che non solo non avevate mai visto prima, ma non credevate neppure potesse esistere. (http://www.internazionale.it/reportage/claudio-giunta/2016/11/20/islanda-viaggio-autunno)

Già è proprio così. E non solo il cielo, il muschio, il ghiaccio,  la lava ma anche la profondità in un “Viaggio al centro della terra” che Jules Verne ambienta proprio in questa terra di estremi e di cui noi abbiamo compiuto un primo tratto all’interno del vulcano Thrihnukagigur.

Ecco qui di seguito tutte le tappe del nostro viaggio:

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