Altra serata di grande Musica (con la “M” maiuscola) per ScriCal

Il 25/11 scorso i Brit Floyd hanno fatto tappa al Teatro della Luna di Assago nel corso del loro tour Europeo e noi non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione.   Ma chi sono i Brit Floyd?

I Brit Floyd, contrazione del nome ufficiale British Pink Floyd, sono una tribute band di livello internazionale che ripropone … i Pink Floyd, ovviamente. Dire “ripropone” è però riduttivo e sminuisce l’esibizione. Con un’impiantistica spettacolare e un front line di nove e più musicisti sul palco, l’esperienza musicale (e non) che si assapora è assolutamente coinvolgente e di altissimo livello.

IMGP9725_wall_elabIl concerto è iniziato alle 21 in punto, come da tabella di marcia, e si è protratto fino a poco oltre la mezzanotte, con una pausa verso la metà.  In sostanza oltre due ore e mezza di buona, buonissima musica.   Noi non abbiamo mai avuto la fortuna di assistere ad un concerto dei Pink Floyd, ma crediamo che i Brit abbiano saputo ricreare l’atmosfera floydiana originale.   Anche le scenografie, pur “ridimensionate” su un palco da teatro e non in un’arena, si sono dimostrate stupefacenti, con giochi di luci, fumi e laser assolutamente affascinanti.  Sul fondo del palco, in pieno stile Pink, erano continuamente proiettati immagini suggestive e surreali che facevano da contorno al pezzo suonato.

Una menzione d’onore anche all’impianto sonoro.  Come non sempre capita in esibizioni dal vivo, l’acustica era di grande livello. Alti volumi, come si conviene, ma mai assordanti e con tutti gli strumenti sempre ben distinguibili, le voci soliste mai coperte dalla musica.

Come detto, il front line era imponente.  Nove musicisti, tra cui tre coriste, sui dodici di cui è composto il gruppo (non IMGP9756_frontlinesappiamo dove fossero i tre mancanti), equipaggiati con una quantità impressionante di strumenti.

Ora, finalmente, la musica.  Nel loro tour, denominato “Pulse 2013”, i Brit Floyd ripropongono i più blasonati Pink con l’esecuzione del meglio proveniente da cinque degli album del loro (a nostro parere) periodo migliore. Il passaggio da un album all’altro era evidenziato da un filmato dove un paio di mani frugavano tra gli scaffali di una libreria estraendo di volta in volta la copertina dell’LP dei brani che sarebbero stati suonati.

Diciamolo subito.   Il grande assente tra gli album è stato senz’altro Atom Heart Mother, con il quale nel 1970 i Pink hanno lasciato, almeno in parte, la psichedelia per darsi al progressive rock. La selezione, comunque, è stata notevole e presentata in ordine non cronologico.

La band ha iniziato, ben iniziato, diremmo, con pezzi da The Wall (1979): Another Brick in the Wall part 1 e 2, The Happiest Days of our Lives, Mother. Ha poi continuato con Wish You Were Here (1975) con tra gli altri  Welcome to the Machine e tutto il corredo delle varie sonorità aggiuntive (ci spiacerebbe chiamarle “rumori”) che tanto hanno fatto IMGP9746_elabdiscutere all’epoca: lavatrici industriali, colpi di tosse, vecchie radio e la famosa introduzione con la chitarra frusciante di Have a Cigar, seguita dalla nitida chitarra sul palco.

Non che fin qui si fosse scherzato, ma poi è arrivato il pezzo da novanta.  Applausi e urla dal pubblico quando le mani nel filmato hanno estratto la copertina scura di Dark Side of the Moon (1973) del quale ricorre il quarantennale quest’anno. I Brit hanno aperto con Money e proseguito con Brain Damage e Eclipse.

Successivamente, con una scelta che ci ha lasciati un po’ perplessi, si è passati a The Division Bell (1994), album che pur avendo stile e spunti senz’altro floydiani evidenzia purtroppo un decisivo cambio di rotta dalla produzione precedente.

IMGP9797_Angela-CervantesLa cinquina di LP si è conclusa con l’intramontabile Animals (1977) introdotta da Pigs on the Wing, seguita da Dogs. A questo punto c’è stata una pausa di una ventina di minuti nell’esibizione che è poi ripresa con il rush finale, proponendo una carellata dei brani “più famosi tra i famosi”, tra cui Time e un formidabile The Great Gig in the Sky, dove la corista Angela Cervantes ha ricreato in pieno la potenza e l’emozione dell’originale. Naturalmente  Wish you were here sulla quale si susseguivano le immagini dei Pink Floyd e ancora da the Wall Comfortably Numb.

Insomma, abbiamo ancora una volta avuto modo di poter ascoltare dal vivo la Musica. La nostra Musica.

Nel nostro canale you tube i viedeo della serata: https://www.youtube.com/scrical10

I nostri anfitrioni:

Damian Darlington: Musical Director, chitarre, lap steel e voce
Ian Cattell: basso e voce
Bobby Harrison: chitarra e voce
Arran Ahmun: batteria
Rob Stringer: tastiere e voce (non siamo sicuri che fosse proprio lui)
Carl Brunsdon (questo suona tutto!): sassofono, basso, chitarra, percussioni, clarinetto
Angela Cervantes: corista (voce solista in The Great Gig in the Sky)
Jacquie Williams: corista
Emily Jollands: corista

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